Welfare

“Manca il sangue”, livello critico in Lazio, Sicilia e Toscana

ROMA – “Lazio, Sicilia e Toscana sono le Regioni dove le scorte di sangue si sono ridotte a livelli di criticità tali da chiedere l’intervento immediato dei donatori abituali per far fronte alle carenze, in particolare delle unità di gruppo 0”. Il Centro nazionale sangue (Cns) dell’Istituto superiore di Sanità, che coordina la compensazione interregionale, lancia l’allarme e su twitter fa partire l’hashtag #nonrimandare: “Un trapianto salva la vita anche d’estate. Ricordati che è importante donare sangue, e donare sangue in estate è ancora più vitale”.

Lo slogan è ovunque lo stesso: Donare sangue salva una vita, anzi tre, se si considera la possibilità di frazionamento. “In questo momento, con l’ondata di caldo storica che mette in ginocchio il Paese, l’Italia, nonostante una strutturale autosufficienza, sta vivendo momenti di carenze importanti- afferma il Cns- che in alcune regioni mettono a rischio la possibilità di effettuare regolarmente interventi chirurgici d’elezione, programmati quali i trapianti, ovviamente salvaguardando le cure d’urgenza”.

sangue

L’ufficio Comunicazione del Cns aggiunge: “Non tutti ricordano che certi interventi, come i trapianti che in alcune regioni rappresentano una pratica clinica di eccellenza e sicuramente non vengono sospesi durante il periodo estivo, necessitano di decine di unità di sangue. Sangue che conservato in frigoemoteche dura al massimo 42 giorni. Ecco allora l’importanza di mantenere un livello di scorte adeguato per far fronte a criticità, come questa del caldo opprimente, che scoraggia la donazione”. Il ministero da alcuni giorni ha dato “il via ad una campagna di promozione al dono, programmando spot televisivi e radiofonici”. Il Cns, con l’hashtag #nonrimandare su Twitter, cerca di ricordare quanto “sia importante donare il sangue, soprattutto d’estate”.

Il Centro ha in programma iniziative specifiche sulla città di Roma, “particolarmente carente- ripete- data la quantità di accessi alle proprie strutture ospedaliere. Naturalmente tutte le associazioni di volontariato stanno mobilitando i propri associati per far fronte a questa situazione, confidando nella consueta solidarietà dei volontari”. Per saperne di più su come e dove donare si può consultare il sito www.centronazionalesangue.it o rivolgersi ai Servizi Trasfusionali delle Strutture ospedaliere, in particolare di Toscana, Sicilia, Lazio, Emilia Romagna.

 

VAGLIO: NEL LAZIO MANCANO 30 MILA UNITÀ L’ANNO – “La carenza del sangue per la Regione Lazio è di circa 30 mila unità in tutto l’anno”. Lo rivela all’agenzia DIRE Stefania Vaglio, professore di Patologia clinica de ‘La Sapienza’ Università di Roma e direttore del servizio Trasfusionale dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea. “Se riuscissimo ad aumentare il numero di donatori o l’indice di donazione (numero di volte che i donatori tornano a donare), il Lazio potrebbe recuperare questo gap in tempi relativamente brevi, con delle variazioni infrannuali”, rimarca il medico. “Magari nei mesi di marzo e aprile siamo perfettamente in bilancio, mentre nei periodi estivi e subito dopo Natale si stressa ancora di più questa situazione di carenza”. Cosa succede? “In estate paghiamo una serie di problematiche: il gran caldo e le vacanze scoraggiano i donatori, che difficilmente si pongono il problema di donare sangue prima di andare in vacanza. Viceversa- spiega Vaglio- l’afferenza nelle strutture ospedaliere in questo periodo non si modifica e ci troviamo in una situazione di bilancio, tra le necessità trasfusionali e la quantità di sangue donato, decisamente in difetto”.

Esiste un aiuto a livello nazionale? “Sì- risponde- attraverso una bacheca gestita dal Centro nazionale Sangue e dai flussi compensativi da parte delle diverse regioni. Ogni giorno il Centro regionale sangue riceve la comunicazione da tutti i servizi regionali trasfusionali della loro carenza- precisa la professoressa- e si vede chi può aiutare.Ogni settimana viaggiamo, nel Lazio, su diverse centinaia di unità di sangue che mancano”. I pazienti “non si rendono conto del problema perché, essendo la nazione Italia autosufficiente, ci aiutano le altre regioni. Ci vorrebbe un moto di orgoglio regionale per dire basta al farci aiutare dalle regioni del Nord. Noi regione Lazio ce la dobbiamo e ce la possiamo fare. È un discorso culturale: non si va a donare solo quando c’è emergenza. La donazione di sangue deve diventare un atto civile, sociale, civico e solidaristico per cui tutti almeno una volta nella devono andare a donare- conclude Vaglio- possibilmente più di una volta”.

di Rachele Bombace

Giornalista professionista

21 luglio 2015
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