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Numero verde Aids e malattie sessuali: dilaga la disinformazione, utenti sempre meno giovani

ROMA – Sono sempre meno i giovani che si rivolgono al servizio Telefono verde Aids e Ist (Infezioni sessualmente trasmesse) dell’Istituto superiore di Sanità per ricevere informazioni in merito ai temi della prevenzione, mentre aumenta la disinformazione degli utenti.

Il test Hiv non viene poi eseguito da circa la metà di coloro che chiamano dichiarando di aver avuto un comportamento a rischio.

Rimangono invece costanti le richieste di consulenza in materia legale con riferimento a discriminazione sul posto di lavoro, violazione della privacy e accesso alle cure.

È questo, in sintesi, il profilo tracciato attraverso l’analisi dei contenuti emersi durante i cinquanta interventi di counselling telefonico che mediamente vengono effettuati ogni giorno dagli esperti del Telefono verde dell’Iss e presentato oggi a Roma in occasione di una conferenza stampa al ministero della Salute, organizzata per i trent’anni di attività del servizio, durante i quali ha risposto a oltre 2 milioni di domande svolgendo quasi 800 mila interventi di counselling.

Le telefonate, nello specifico, sono state effettuate in maggioranza da uomini (75,4%), da persone che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (56,8%) e da giovani appartenenti alla fascia di età compresa tra i 25 e i 39 anni (57%).

“Proprio i dati del Telefono verde- ha detto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi- dimostrano come sia sempre più importante elevare il livello di consapevolezza sui comportamenti corretti in materia di salute. La disinformazione nel corso di questi trent’anni è passata dall’11,4% (rilevato nel primo decennio) al 13,6% (rilevato negli ultimi anni).

Relativamente all’Hiv, per esempio, in 12 telefonate su 100 effettuate da persone di tutte le età emerge ancora che il rischio di contrarre l’infezione sia legato a baci, zanzare e bagni pubblici. La richiesta costante di informazioni su tematiche legali, inoltre, ci ha convinti a produrre, proprio in quest’occasione uno strumento informativo di orientamento per la tutela dei diritti delle persone con Hiv nell’ottica anche della tutela del diritto all’accesso alle cure”.

LA BUSSOLA,  COME ORIENTARSI TRA I DIRITTI PER I SIEROPOSITIVI

La conferenza stampa, infatti, è stata anche l’occasione per presentare l’opuscolo informativo ‘La bussola’ sui diritti esigibili dalle persone sieropositive, che sarà scaricabile gratuitamente dal sito dell’Iss.

CHIAMANO SEMPRE MENO GIOVANI

“Le chiamate in diminuzione riguardano, rispetto soprattutto ai primi anni dell’epidemia- ha fatto sapere la dottoressa Anna Maria Luzi, direttore dell’Unità Operativa Rcf all’interno della quale si colloca il Telefono verde- sia le donne, 33% nel decennio 1987-1997 scese al 13,9% nel decennio 2007-2017, sia i giovani che sono passati dal 23,3% nel decennio 1987-1997 all’11,9% nel decennio 2007-2017. Le prime perché probabilmente hanno un accesso facilitato ai servizi di prevenzione territoriali per la salute della donna, i secondi perché sembrano prediligere altri canali informativi come internet”.

Per questo dal 2013 l’attività di consulenza telefonica è integrata dal sito www.uniticontrolaids.it. “Questo- ha aggiunto Luzi- fa sembrare che sottovalutino i rischi di infezione legati all’attività sessuale. In generale i quesiti hanno riguardato soprattutto le modalità di trasmissione dell’Hiv (25,8%) e le informazioni relative ai test (22,1%)”.

Un’ulteriore analisi statistica (relativamente all’arco temporale tra febbraio 2011 e maggio 2017) ha evidenziato che nel 74,8% delle telefonate (pari a 74.415 telefonate su un totale di 99.392) è stata posta attenzione sul test Hiv, rilevando che nel 50% dei casi il test non è mai stato eseguito. Dall’analisi dei dati relativi all’esecuzione del test emerge ulteriormente che l’esame è stato effettuato per motivazioni indipendenti dal comportamento a rischio, in una proporzione di telefonate pari al 2% (interventi chirurgici -0,1%, gravidanza -0,4%, o durante una donazione di sangue-1,5%).

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“Da tutto questo- ha commentato il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss, Gianni Rezza- si evidenzia una percezione del rischio notevolmente abbassata nonostante resti rilevante il numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv segnalate dal Sistema di sorveglianza Coa/Iss, che risultano essere nel 2015 pari a 3.444 nuovi casi con l’incidenza più alta osservata tra le persone di 25-29 anni, che rappresentano anche la fascia di età in cui è più alta la disinformazione tra gli utenti del Telefono verde”.

Inoltre, dall’analisi dei quesiti emersi durante gli interventi di counselling, le infezioni sessualmente trasmesse sembrano destare in generale meno attenzione da parte degli utenti del Telefono verde nonostante il Sistema di sorveglianza sentinella ne abbia registrato un aumento progressivo (le segnalazioni hanno subito dal 2005 al 2014 un incremento pari al 33,2%), che ha colpito soprattutto le donne”.

Per il presidente dell’Istituto superiore di sanità, in conclusione, serve una “maggiore consapevolezza fra i giovani nell’evitare comportamenti sessuali sbagliati– ha sottolineato- perché questo ha a che fare con il loro futuro. Si pensi alla Clamydia, che ha la più alta prevalenza tra le giovani donne tra i 15 e i 24 anni, un’infezione che può comportare conseguenze sulla salute della donna e arrecare notevoli danni alla sua fertilità”.

IL NUMERO VERDE

Il Servizio Telefono verde Aids e Ist dell’Istituto superiore di sanità, gratuito e anonimo (per il cittadino), consente di dare risposte (sia in italiano sia in inglese) ai bisogni informativi della persona-utente, di inviarla laddove necessario ai servizi di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza presenti sul territorio, disponendo di un archivio informatizzato di oltre 2mila strutture (tra centri di diagnosi e cura delle malattie infettive, consultori, centri per le infezioni a trasmissione sessuale, associazioni di volontariato e Ong), questo grazie ad una presenza, dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18, degli esperti del Telefono verde Aids e Ist 800 861061.

di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

20 giugno 2017

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