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Sardegna

Al via Connect, telemedicina in tempo reale

“È questo un progetto che la Giunta sosterrà con molta forza, e che già dal nome rimanda alle reti, alle connessioni e quindi ai legami, importantissimi nella sanità. Vogliamo far capire che esistono opportunità straordinarie nella telemedicina per quanto riguarda la condivisione di competenze ed esperienze, e che questo è il futuro”. Così l’assessore della Sanità Luigi Arru, che oggi ha presentato in conferenza stampa i primi risultati del progetto di ricerca nel settore della telemedicina in tempo reale, chiamato Connect e il cui software è open source, che offre la possibilità di sfruttare i vantaggi di un collegamento audio e video in tempo reale per potere offrire un consulto specialistico a strutture ospedaliere periferiche che non possono disporre di certe professionalità.

Un sistema che finora ha avuto modo di essere sperimentato nella cardiologia pediatrica, caratterizzata da una complessità diagnostica e dalla scarsità di specialisti nel territorio, “e che siamo pronti ad esportare anche all’estero”, chiarisce Arru, sottolineando, oltre all’efficacia del progetto, anche la razionalizzazione dei costi a carico del paziente e delle strutture ospedaliere. L’assessore assicura poi che tra gli obbiettivi del suo assessorato ci sarà quello di rendere stabile il progetto, ancora nel campo della sperimentazione.

Presenti oggi all’incontro con i giornalisti anche il cardiologo pediatrico del Brotzu, Roberto Tumbarello, Francesca Frexia, ricercatrice del Crs4 esperta di telemedicina e di informatica clinica, e i commissari del Brotzu e dell’Asl di Lanusei (Ogliastra), Graziella Pintus e Federico Argiolas. La presenza del commissario dell’azienda di Lanusei non è casuale, perché proprio grazie al sistema di teleconsulto in “real time” tra il centro altamente specializzato di cardiologia pediatrica del Brotzu e il presidio di Lanusei, è stato possibile affrontare con successo un caso di sospetta cardiopatia congenita infantile, capitato nel centro ogliastrino durante la nevicata che questo inverno isolò Lanusei.

“Utilizzando la trasmissione di flussi audio e video in tempo reale, un cardiologo che non aveva nessuna esperienza di patologie congenite ha potuto effettuare la diagnosi, seguendo le indicazioni da Cagliari“, spiega Tumbarello. L’obiettivo “è proprio questo- ribadisce il commissario del Brotzu Pintus-. Portare i migliori specialisti dell’Isola, nel letto di qualsiasi paziente, ovunque esso si trovi. Esistono sistemi simili in altri Stati, come gli Usa, ma appartengono a società che li fanno pagare a pressi altissimi. Non è il caso della Sardegna”.

18 novembre 2015
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