Vendola scioglie Sel e rilancia la sinistra: "Battaglia sul Jobs Act non può essere fermata" - DIRE.it

Politica

Vendola scioglie Sel e rilancia la sinistra: “Battaglia sul Jobs Act non può essere fermata”


ROMA – Contro il Jobs act c’è una “battaglia che non può essere impedita e in continuità con il no al referendum costituzionale”. Lo dice Nichi Vendola, nelle sue conclusioni all’assemblea nazionale di Sel che segna lo scioglimento del soggetto politico fondato nel 2009 e l’avvio della fase costituente di Sinistra Italiana.

“La prima sillaba che uno impara a dire per fare politica a sinistra è il ‘no'”, prosegue Vendola. Siamo morti con la sinistra del sì, delle compatibilità: il no referendario è stato ossigeno perchè ci restituisce il campo in cui costruire l’iniziativa politica, almeno questo. Non c’è sinistra che può nascere archiviando la forza proporompente del no perchè è stata una ribellione a ciò che è accaduto in questi anni”.

“Il renzismo ha assaltato la sinistra italiana, non solo quella del suo partito. Tuttavia chi pensa che sia possibile creare solo una nicchia a sinistra del Pd vuole una deriva minoritaria“, prosegue Vendola. “Se la sinistra diventa l’ammorbidente nella lavatrice del neoliberismo allora no ha senso. In più non vince ma va incontro al suicidio”, ha aggiunto.

Infine, il leader di Sinistra Ecologia e Libertà attacca l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che la scorsa settimana aveva invitato le forze di sinistra ad unirsi in un ‘campo progressista’ che avesse come orizzonte un’alleanza con il Partito Democratico di Renzi: “La cosa più stravagante di tutte è la rimozione del voto referendario: mi sono battuto pancia a terra per Pisapia sindaco di Milano. Io non smetto di volere bene all’amico, ma devo dirgli la verità: lui fonda il discorso sulla sinistra che verrà come corrente esterna del Pd renziano nel suo momento peggiore e lo fa rimuovendo l’esito referendario“.

 

17 dicembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»