Curdi protestano al Pantheon: "Basta silenzio sui crimini della Turchia" - DIRE.it

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Curdi protestano al Pantheon: “Basta silenzio sui crimini della Turchia”

ROMA – “La situazione nella regione del sud-est della Turchia (Kurdistan Bakur) si fa ogni giorno più grave. Ormai da diversi mesi la popolazione civile è sottoposta continuamente a coprifuoco e costretta a vivere sotto un assedio che ha devastato città intere e nel quale dal mese di agosto ad oggi sono rimasti uccisi oltre 160 civili”. E’ questa la denuncia drammatica che la Comunità Curda di Roma e la Rete Kurdistan Roma porta in piazza oggi a Roma, davanti al Pantheon, con una manifestazione per “rompere la cortina di silenzio calata sul massacro che, oggi più che mai, viene portato avanti dalla Turchia contro il popolo curdo”.

I manifestanti celebrano la resistenza contro Daesh a Kobani e in altri cantoni curdi della Siria, ma ricordano che “la Turchia sta portando avanti una vera e propria guerra contro i suoi stessi cittadini, mentre il resto del mondo sembra voltarsi dall’altra parte di fronte agli orrori e alla pulizia etnica”.

Ad esempio, denunciano, in territorio turco, “a Diyarbakir il quartiere della città vecchia di Sur è sottoposto da giorni a un durissimo coprifuoco e assediato”, mentre “a Nusaybin si è alla settima dichiarazione di coprifuoco” mentre “nel distretto di Sirnak, a Cizre e Silopi le scuole sono state chiuse a tempo indeterminato e centinaia di mezzi militari hanno occupato le città”. Mezzi dell’esercito turco che impone e fa rispettare il coprifuoco.

“L’Unione europea e l’Italia, con il pretesto di un presunto controllo dei flussi migratori, hanno sottoscritto con la Turchia un accordo vergognoso“, denunciano dalla Comunità Curda di Roma e la Rete Kurdistan Roma, “attraverso il quale di fatto viene finanziata e sostenuta la violazione dei diritti umani da parte di Erdogan, sia nei confronti dei profughi e richiedenti asilo, sia della popolazione curda in Turchia”.

E allora, è l’amara considerazione dei curdi in piazza del Pantheon, “da un lato fa comodo avere i curdi e le curde dalla propria parte nella guerra di liberazione contro Daesh in Siria e in Iraq, mentre dall’altro si mantiene il Pkk nella lista delle organizzazioni terroristiche e si consente all’alleato Erdogan di compiere stragi e massacri”.

17 dicembre 2015
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