Ambiente

Ermete Realacci: “Il Pd non dimentichi le sfide di ambiente e innovazione, è il futuro”

ROMA – Tra legge elettorale e legge di Bilancio, in vista di una campagna elettorale che sarà giocata tutta sui temi della sicurezza, che ne sarà, cosa ne è stato, dell’anima ambientalista del Pd?

“Qualcuno giocherà la campagna sulla sicurezza, ma se si ha a cuore il futuro dell’Italia capire quale sia il nostro posto nel mondo è fondamentale“, incrociando “le nostre capacità sulla qualità e l’innovazione” accettando “le sfide della Green economy, dell’inclusione, di un mondo che cambia sul quale si affacciano grandi paesi. Ecco, questo dovrebbe essere uno dei compiti del Partito democratico”. Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, lo dice in un’intervista alla DIRE.

“Il Pd non era nato solo per raccogliere sfide del passato, per carità importanti, ma per affrontare le sfide del futuro“, dice Realacci, “c’è molto da fare e mi auguro che si capisca che se non si declinano al futuro le proposte queste invecchiano“. Ciò detto, “da convinto esponente del Pd non mi rassegno al fatto che un po’ di ambizione e di visione si siano perse”, aggiunge il presidente della commissione Ambiente della Camera.

Insomma, nel quadro delle politiche ambientali e di innovazione Realacci si augura un Pd “più attento a quel che succede nel Paese, perché se guardiamo l’economia reale una parte importantissima va in quella direzione, grosso modo un terzo delle imprese manifatturiere italiane ha fatto nel corso di questi anni investimenti che hanno a che vedere con l’ambiente”, prosegue, “e queste sono le imprese che esportano di più, innovano di più e producono più posti di lavoro. Quest’anno il 40% dei posti di lavoro prodotti in Italia a che vedere con la Green economy“.


“ITALIA E MONDO FORTUNATI AD AVERE PAPA FRANCESCO”

“Siamo molto fortunati ad avere in questo periodo storico così complicato un Papa della visione di Papa Francesco, vale per il mondo e vale per l’Italia”, dice Realacci, intervistato dalla DIRE. L’enciclica ambientale del Pontefice, la nota ‘Laudato sì’, “che è scritta per altro benissimo, con una semplicità ma anche con una profondità notevole, è un documento che tutti dovrebbero leggere e la sua riflessione è quella che più consente di metterci in sintonia con le grandi sfide che abbiamo davanti e che riguardano le tensioni che ci sono nel mondo, l’emersione di tanti popoli che cercano speranza, la sfida ambientale, la sfida dei diritti della persona. Un messaggio che dovrebbe essere un asse per la politica”.

C’è poi una cosa “che mi ha fatto immenso piacere: qualche giorno dopo che è stata approvata la legge sui Piccoli Comuni era prevista un’udienza papale con i sindaci della città per parlare dei grandi temi aperti, della povertà, delle migrazioni, e il presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Decaro, mi ha detto che, nel minuto in cui sono rimasti assieme da soli, gli ha detto ‘Bella questa legge sui Piccoli Comuni, se ne dovrebbe parlare di più’. Ecco, nessun leader politico lo ha detto”.

17 ottobre 2017
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