Sanità, l'allarme degli urologi sull'antibiotico-resistenza: "Va fermata"

Sanità, l’allarme degli urologi sull’antibiotico-resistenza: “Va fermata”

BOLOGNA – L’Italia è il Paese fanalino di coda in Europa per le morti causate dall’antibiotico-resistenza. “E se la situazione non verrà tamponata, probabilmente nei prossimi anni le cause di decesso saranno molto di più determinate dalle infezioni dai germi multiresistenti“. A lanciare l’allarme è Roberta Gunelli, presidente dell’associazione urologi italiani (Auro) e primario di urologia all’ospedale Morgagni di Forlì.

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Il tema è al centro di uno dei focus del congresso nazionale Auro, al via oggi a Bologna. “Con la scoperta della pennicillina abbiamo pensato di risolvere tutti i nostri problemi- sottolinea Gunelli- quindi abbiamo fatto un uso indiscriminato di antibiotici. Questo ha creato una resistenza batterica importante e l’Oms ha emesso un’allerta per cercare di ridurre e contenere il problema, che impatta in maniera importante sia dal punto di vista clinico che epidemiologico che economico”.

Questo significa che “i nostri pazienti vengono più spesso ricoverati- spiega la presidente Auro- hanno giorni di degenza prolungati, siamo costretti a fare più indagini e non da ultimo si può arrivare nei casi più gravi a sepsi che possono portare al decesso“.

In Europa, cita Gunelli, “si calcola che muoiano circa 33.000 persone all’anno per infezioni gravi da germi multiresistenti“. Di questi, segnala l’urologa, “10.000 decessi sono solo in Italia”, che è “il fanalino di coda. Il problema è particolarmente importante- avverte Gunelli- e se la situazione non verrà tamponata, probabilmente nei prossimi anni le cause di decesso saranno molto di più determinate dalle infezioni da germi resistenti”.

Da parte del ministero della Salute, ricorda la numero uno di Auro, “è stato messo a punto un piano di contrasto all’antibiotico-resistenza, che prevede una serie di regole sull’uso appropriato degli antibiotici”, da assumere “con la dose e la durata giuste, sempre sulla scorta di un antibiogramma e non con l’auto-prescrizione, come spesso i pazienti fanno, che prendono l’antibiotico anche per una banale cistite”.

Inoltre, continua Gunelli, “è importante conoscere i report sull’antibiotico-resistenza nelle nostre regioni e soprattutto andare a implementare ricerca, formazione e informazione sia dei pazienti sia degli operatori sanitari, per contenere la diffusione di queste infezioni”.

Secondo la presidente Auro, “questa battaglia la possiamo vincere e saranno implementate anche ricerche su nuovi farmaci e su metodi alternativi”. Nell’ambito del congresso Auro, ad esempio, si parlerà del microbiota intestinale, ovvero i miliardi di batteri che vivono nell’intestino umano e che giocano “un ruolo molto importante” nello stato di salute del paziente.

“Probabilmente migliorando le nostre conoscenze in questo settore- spiega Gunelli- saremo in grado di fare meno uso di antibiotici e quindi avremo meno rischi di sviluppare resistenze batteriche”.

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16 Maggio 2019
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