Liguria

In Comune a Genova bagarre sul Galliera, Doria vota contro la sua lista

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GENOVA – Bagarre dentro e fuori dall’aula consiliare del Comune di Genova sull’attesa mozione presentata dall’intergruppo Rete a Sinistra (Lista Doria, Sel, Possibile) sul delicato tema del progetto di riqualificazione dell’ospedale Galliera. Dopo una sospensione temporanea della seduta, diversi incontri e scontri tra consiglieri della maggioranza, il documento è stato respinto con 15 voti a favore, 18 contrari, tre astenuti. Da sottolineare il voto contrario del sindaco Marco Doria che si oppone a quello favorevole dei consiglieri della propria Lista, tra i firmatari del documento. Passato, invece, a larga maggioranza un’ordine del giorno del consigliere Leonardo Chessa (Sel) del tutto simile alla mozione ma meno incisivo sul piano formale e più rivolto all’influenza politica sulle azioni dell’amministrazione. Il dibattito sul nuovo Galliera riprenderà sicuramente nei prossimi giorni, dal momento che venerdì è già stata convocata la Conferenza dei servizi sulle tematiche urbanistiche.

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La mozione respinta impegnava il sindaco a convocare in tempi brevi una Conferenza dei sindaci per valutare il progetto del nuovo ospedale Galliera in relazione a “possibili ripercussioni del piano economico-finanziario dell’opera sui livelli di prestazione sanitaria” erogati dall’ospedale nel lungo periodo; “effetti della cantierizzazione sulla ricettività complessiva dell’ospedale”; “disponibilità economica residua dallo stanziamento dei fondi per l’edilizia sanitaria all’ospedale Galliera in funzione della realizzazione di strutture sanitarie territoriali e dell’ospedale a servizio del Ponente e della Valpolcevera” ritenuti più urgenti; “equilibrio della distribuzione delle strutture sanitarie sul territorio genovese ed equità di accesso dei cittadini alle cure”. Tra gli aspetti logistici del nuovo progetto che preoccupano maggiormente i consiglieri, si sottolinea la previsione in un arco di tempo tra i 5 e i 7 anni dello smantellamento dei servizi ospedalieri attivi, della demolizione e ricostruzione di alcuni edifici (attuale Pronto Soccorso, palazzina della direzione sanitaria) per alienazione ad uso abitativo e del trasferimento transitorio di degenze ed attività ambulatoriale in strutture prefabbricate temporanee: “Nel progetto- dicono i consiglieri- non sono al momento esplicitati i termini di svolgimento dell’attività di pronto soccorso che ad oggi quota circa 50.000 accessi all’anno, quasi 1/4 dell’attività di ricezione dell’emergenza-urgenza dell’intera area metropolitana”. Infine, nella mozione veniva chiesto all’amministrazione comunale di confrontarsi con la Regione Liguria per giungere alla redazione di un nuovo piano sanitario, che tenga in giusta considerazione le necessità del territorio.

Di Simone D’Ambrosio, giornalista

16 febbraio 2016
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