Ambiente

Anche il comune di Teheran contro le buste di plastica: avanti con le biodegradabili

ROMA  – Anche la municipalità di Teheran si impegna contro le buste di plastica, rifiuto quasi eterno e invadente. In occasione della ‘Settimana senza buste di plastica’, da domenica scorsa a sabato prossimo, il Comune della capitale dell’Iran ha distribuito nei mercati di frutta e verdura dei bazar e dei negozi della capitale sacchetti di carta e borse riutilizzabili in cotone, “in un sforzo per promuovere uno stile di vita più amico dell’ambiente”, spiega un funzionario del Comune. Uno sforzo rivolto agli oltre 11 milioni di abitanti della capitale persiana, senza contare l’area metropolitana che circonda l’agglomerato urbano che fa lievitare le stime anche a 15 milioni di abitanti. Seyed Ahmad Safavi, capo dell’Organizzazione della frutta e dei vegetali affiliata al municipio di Tehran (acquista e rivende sui mercati per conto del Comune) ha lanciato per la giornata lo slogan ‘Meno plastica, più salute, una Terra più pulita’ aggiungendo che la sua organizzazione distribuisce 5.400 chilogrammi di shopper biodegradabili al giorno nei mercati della città con un piano in vigore già da sei anni, spiega all”Iran daily’, quotidiano in lingua inglese (riportato dall’agenzia Irna). Ai negozi di alimentari supervisionati dalla sua organizzazione sono stati progressivamente distribuiti eco-sacchetti in misura crescente.

teheran

Mohammad Ali Shaeri, capo dell’ufficio Ambiente e sviluppo sostenibile del Comune di Teheran spiega all”Iran daily’ (riportato dall’agenzia Irna) come ogni anno in Iran si usino 2 milioni di tonnellate di materiali plastici, e così “circa 600mila tonnellate di contenitori monouso in plastica e 200mila tonnellate di buste di plastica vengono usate ogni anno nel Paese”. Ricordando che le buste di plastica rappresentano una minaccia per la natura, Shaeri aggiunge che i cittadini dovrebbero esserne consapevoli: “gli iraniani oggi stanno usando meno buste di stoffa e di carta di quanto non facessero in passato. Questo accade perché le buste di plastica, che sono fatte di petrolio, sono molto covenienti in Iran, che di greggio è un grande produttore”. Sono 40mila tonnellate al giorno le buste in plastica ‘petrolifera’ prodotte nel paese, e secondo le stime del governo “se ogni famiglia riducesse il suo consumo di buste di plastica anche di una sola a settimana, il consumo complessivo nel Paese diminuirebbe di 816 milioni ogni anno”. Segnalando come le buste di plastica siano “tra le principlai preoccupazioni ambientali nel mondo”, l’ambientalista Hussein Abiri nel suo libro ‘Morale ambientalista nell’Islam’, pubblicato di recente, ha sottolineato i versetti del Corano relativi all’ambiente, chiedendo alle famiglie iraniane di ricominciare a usare le borse in stoffa tradizionali per le spese, abbandonando quelle di plastica “per aiutare a salvare il Pianeta”.

di Roberto Antonini – Giornalista Professionista

15 luglio 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»