Napoli, Mezzocannone Occupato: mobilitazione contro le violenze dei carabinieri - DIRE.it

Napoli, Mezzocannone Occupato: mobilitazione contro le violenze dei carabinieri


NAPOLI – “Sabato notte al centro storico è successo un episodio particolarmente grave. Undici volanti dei carabinieri e quasi cinquanta uomini hanno messo in scena un’ora di assoluto delirio in una delle (pochissime) zone animate e vive della nostra città”. Così gli attivisti di Mezzocannone Occupato spiegando i “90 minuti di follia” vissuti nella notte tra sabato e domenica “con il tentativo di irruzione di decine e decine di carabinieri per una festa di compleanno con volume della musica troppo alto” e danno appuntamento a tutti domani sera alle 18 per una mobilitazione nel centro storico di Napoli proprio nella via teatro delle violenze dei carabinieri.

“La musica alta – continuano – è stata un pretesto per sfondare la porta dello spazio nel tentativo di entrare e fermare, portare in caserma e denunciare uno dei ragazzi presenti perché stava riprendendo l’accaduto – spiegano gli attivisti in una nota -. Non abbiamo intenzione di archiviare l’accaduto come l’ennesimo abuso di una banda in divisa fuori controllo. Rispondiamo come sappiamo fare meglio. Scendendo in strada e chiedendo a gran voce: di chi pensate sia la città?”.

IL TENTATIVO DI IRRUZIONE NEL VIDEO

Gli attivisti hanno diffuso un video in cui “si vedono alcune scene di quello che è avvenuto sabato notte e delle violenze dei carabinieri. Nel video si vede bene lo sfondamento della porta di ingresso a colpi di manganello da parte dei carabinieri, il lancio di oggetti all’interno ad opera degli stessi, le violenza sugli attivisti rimasti fuori con il fermo di un attivista che stava riprendendo la scena con lo smartphone e il pestaggio in 4 contro uno di un altro attivista. Infine si vede come il blocco delle undici volanti dei carabinieri abbia paralizzato il traffico fino ad ostacolare il transito delle ambulanze a sirene spiegate”.

“Degli abusi in divisa, degli uomini che aggrediscono gli studenti, dei corpi delle forze dell’ordine che si accaniscono sui venditori ambulanti, entusiasti di poter finalmente applicare il decreto Minniti? Noi pensiamo di no. Napoli è dei musicisti di strada, dei migranti, degli ambulanti, degli studenti napoletani e degli studenti fuori sede, degli attivisti, dei comitati, degli artisti che ne raccontano le sofferenze e anche il mondo migliore”.

15 maggio 2017
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