Nigeria, Cinque anni dopo banchi vuoti per le ragazze di Chibok

"Centododici ragazze non sono soltanto numeri": lo ha sottolineato Oby Ozekwesili, fondatrice di Bring Back Our Girls, il movimento nato per ottenere la liberazione delle liceali nigeriane rapite da Boko Haram la notte tra il 14 e il 15 aprile di cinque anni fa
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ROMA – “Centododici ragazze non sono soltanto numeri”: lo ha sottolineato Oby Ozekwesili, fondatrice di Bring Back Our Girls, il movimento nato per ottenere la liberazione delle liceali nigeriane rapite da Boko Haram la notte tra il 14 e il 15 aprile di cinque anni fa. Sui social network, l’attivista ha pubblicato le fotografie di una manifestazione che si è tenuta ieri ad Abuja, con banchi vuoti disposti in fila, ciascuno con il nome di una delle studentesse rapite. Accanto c’erano cartelli con la scritta “Shame of the Nation”, “vergogna nazionale”. Oltre alle 112 giovani sequestrate cinque anni fa, nella cittadina di Chibok, è stata chiesta la liberazione di Leah Sharibu, sequestrata nel 2018 nel villaggio di Dapchi.
Durante la manifestazione sono stati rivolti nuovi appelli al presidente Muhammadu Buhari, eletto nel 2015 proprio con la promessa di porre fine alle violenze del gruppo islamista Boko Haram e di riportare le ragazze a casa, in inglese appunto “Bring Back Our Girls”.

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15 Aprile 2019
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