Non c’è solo Zeffirelli, parlano i discendenti di Leonardo

Discendenti Leonardo Da Vinci (1)

VINCI – Parlano i discendenti di Leonardo da Vinci. Sì perchè tra loro non c’è solo il regista Franco Zeffirelli: il leonardista Alessandro Vezzosi, che avviato questa ricerca nel 1973 insieme ad Agnese Sabato, ha individuati anche altri 34 parenti in vita del Genio fiorentino. L’agenzia Dire ieri sera ne ha intervistati due, a margine del convegno svoltosi al Teatro di Vinci in occasione dell”evento “Leonardo Vive“, da dove è uscita anche la ‘notizia’ della parentela del Genio fiorentino con Zeffirelli, a ‘causa’ di un matrimonio celebrato nel 1794.

Dei due intervista, uno ha 39 anni e dice che si sente “piccolo”, ora che ha saputo di chi è parente; l’altro, 76 anni, in realtà ha custodito questo segreto per nove anni, aiutando Vezzosi nella sua ricerca. Già da piccolo, però, era molto orgoglioso del cognome della sua mamma. Vinci, naturalmente.

Ecco a voi le due interviste seguite dal video.

MILKO VINCI: “ANDARE A PRENDERMI LA GIOCONDA  A PARIGI? PERCHE’ NO”

“Come ci si sente ad essere un discendete vivente di Leonardo Da Vinci? Piccoli” Milko Vinci, ha un cognome di peso. Da ieri, grazie alla ricerca cominciata nel 1973 da Alessandro Vezzosi, il direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, a fianco della storica Agnese Sabato, ha scoperto che quel cognome è direttamente collegato all’albero genealogico di uno dei più grandi personaggi dell’umanità. “E’ un grande regalo, per altro ricevuto senza aver fatto niente”. Come ‘erede’ pronto ad andare a Parigi a prendersi la Gioconda? “Potrebbe essere un’idea, perché no?”, sorride il 39enne di Capraia e Limite, dipendente del ministero dell’Interno. Mentre lo dice gli si avvicina un signore più anziano che si lancia in una proposta ardita: “E’ disposto a fare l’esame del Dna? Pago tutto io”.

GIOVANNI CALOSI: “SAPEVO MA IN SEGRETO…”

“Da ragazzo, quando andavo a scuola, mio padre non sapeva firmare però mia mamma faceva Vinci e questo cognome per era una grande onore”. Giovanni Calosi, 76 anni è uno dei discendenti in vita di Leonardo Da Vinci, scoperti grazie alla ricerca condotta da Alessandro Vezzosi, il direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, a fianco della storica Agnese Sabato. Per lui, però, non è stata una novità: per 9 anni ha collaborato con Vezzosi portandosi con sé, in segreto, il peso e la gioia di un avo così ingombrante. “Quando sono andato a pensione, con Vezzosi, ho cominciato a trovare i miei antenati, all’inizio girando per i cimiteri fotografando le tombe”. C’è qualcosa che l’ha spinta in questa ricerca? “Mia mamma diceva di certe lettere scritte al contrario, che per leggerle era necessario lo specchio. Scritti che poi, durante la guerra, sono spariti”.

di Diego Giorgi, giornalista

15 aprile 2016
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