Roma, ecco le verità dell’ex assessore ai rifiuti Pina Montanari

L'ex assessore ai rifiuti del comune di Roma punta il dito contro Virginia Raggi e l'assessore al bilancio Gianni Lemmetti
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ROMA – “È un indicatore, il fatto che siano altri soggetti che non hanno niente a che vedere con la nostra cultura”. Cosi’ l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, a margine di un’audizione in commissione regionale del Lazio sui Rifiuti ha risposto alla domanda se la partecipazione di Piermilio Sammarco al bando per il nuovo cda di Ama fosse la spiegazione di quello che recentemente e’ successo alla municipalizzata capitolina, il cui cda e’ stato rimosso dalla sindaca dopo la bocciatura del progetto di bilancio 2017 dalla Giunta.

“Non mi sembra un esperto di rifiuti- ha aggiunto- Mi sembra sia stato socio di Previti, quindi non e’ certo espressione della cultura dei Cinque Stelle”.

RIFIUTI. MONTANARI: DOPO ROGO TMB SALARIO RAGGI NON VOLLE CHIAMARE ABRUZZO

“Dopo il rogo al Salario avevamo 750 tonnellate di rifiuti al giorno che non sapevamo dove mandare. Bagnacani mi disse che se non ci fosse stato l’Abruzzo, Roma non sarebbe uscita dal disastro. Ho chiesto alla sindaca, in accordo con l’assessore regionale ai Rifiuti Valeriani, di attivare immediatamente tutti i percorsi per sbloccare la situazione. Ho dovuto insistere molto, Raggi non volle telefonare al presidente dell’Abruzzo. Ho chiamato io perche’ la priorita’ era togliere Roma dall’emergenza. Il presidente non mi ha risposto, allora gli ho mandato un messaggio chiedendogli cortesemente di conferire con lui e dopo 3 minuti mi ha risposto: ‘Il suo messaggio e’ stato molto cortese, le metto a disposizione la Regione Abruzzo'”. Il racconto su quello che stava accadendo a Roma, in piena emergenza rifiuti dopo l’incendio che ha distrutto il tmb Salario l’11 dicembre, e’ dell’ex assessore capitolino ai Rifiuti, Pinuccia Montanari, nel corso di un’audizione in commissione regionale Rifiuti.

Montanari ha raccontato di avere ‘tampinato’ letteralmente la Raggi in occasione dell’inaugurazione a dicembre di un playground nel quartiere Giuliano-Dalmata, affinche’ chiamasse il governatore dell’Abruzzo: “La situazione era drammatica, urgeva la necessita’ di avere la conferma delle 70mila tonnellate di rifiuti inviate in Abruzzo. Bagnacani mi disse: ‘Urge un intervento di tipo politico’. L’appello generale e’ stato essenziale, infatti mi hanno risposto anche altre regioni come le Marche”.

“Ma io avevo bisogno dell’atto concreto ‘Domani ti prendo i rifiuti’- ha aggiunto Montanari– Ho tampinato per tutta mattina il sindaco dicendole ‘Devi telefonare al presidente dell’Abruzzo, altrimenti non ci saltiamo fuori’. Non ho avuto nessuna risposta. Come sanno bene l’assessore Valeriani e il ministro Costa, che ringrazio, non potevamo piu’ aspettare. Dovevamo risolvere in quel momento il problema dell’Abruzzo. E per questo ho scritto io quel messaggio, prendendomene la responsabilita’ perche’ per Roma quello era stato il momento piu’ difficile da quando ero assessore. Poi ho informato la sindaca, Roma non poteva rischiare”.

AMA. MONTANARI: A OTTOBRE RAGGI DISSE ‘HO BISOGNO CHE BILANCIO CAMBI’

“Nella riunione del 12 ottobre mi sono molto meravigliata di quanto ci fosse poca chiarezza da parte dell’amministrazione sul bilancio di Ama. In sala delle bandiere a un certo punto l’assessore Lemmetti disse ‘mancano 400 milioni’, la sindaca ribadi’ ‘Io ho bisogno che Ama cambi il bilancio e sottoscriva un protocollo di intesa’, poi si rivolge a Lemmetti e dice ‘ma questa cosa dei 400 milioni e’ venuta fuori da te oggi, Gianni'”. Il racconto e’ dell’ex assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, audita in commissione regionale Rifiuti sulla vicenda del progetto di bilancio 2017 di Ama, bocciato dal Campidoglio con parere negativo della Montanari, con contestuali dimissioni della Montanari stessa e successiva rimozione del cda dell’azienda.

“La sindaca- ha proseguito la Montanari nel racconto aiutandosi con gli appunti- dice ancora ‘allora si chiude il bilancio in pareggio e sottoscriviamo con l’azienda un protocollo’. Poi dopo qualche discussione, ancora parole testuali, la sindaca si rivolge ai presenti e dice ‘E’ questa l’ultima proposta? Venti milioni piu’ protocollo? Si” e la Raggi irritata dice: ‘Che cavolo parliamo di 18 milioni se ce ne sono in contestazione 400?'”.

Il racconto di Montanari continua: “Cosi’ Lemmetti risponde ‘Puo’ darsi che non sia stato chiaro io’. Quello che dico e’ che non e’ che siamo al mercato per stabilire di quanto deve essere sotto Ama. C’e’ una relazione di Ernst&Young e ci sono dei dati. Qualcuno mi fornisca elementi supportati da idonea e valida documentazione, non a impressione. Si passa da 400 milioni a 20, poi 18 e quindi 100. Si puo’ sapere se l’attivita’ dell’amministrazione e di chi fa i bilanci e’ sorretta da parametri rigorosi o se va a impressione?”.

RIFIUTI. MONTANARI: LEMMETTI MI DICEVA ‘TROPPA UNIVERSITÀ, POCA DISCARICA’

“Le resistenze sull’approvazione del bilancio di Ama sono venute da Lemmetti e Giampaoletti. Quando parlavo a Lemmetti dei nostri progetti con Enzo Favoino, Paul Connett, Rossano Ercolini, tutte persone del modello rifiuti zero lui scriveva in un messaggio ‘sono venuti tutti, Enzo con Ercolini e altri venditori di fumo. Perche’ troppe aule di universita’ e poca discarica’”. Cosi’ l’ex assessore capitolino ai Rifiuti, Pinuccia Montanari, riferendo in commissione regionale Rifiuti, dove e’ stata ascoltata sulla vicenda del bilancio 2017 di Ama, di un messaggio ricevuto ad agosto dall’assessore capitolino al Bilancio, Gianni Lemmetti.

“Io in tutta la mia vita ho contrastato questa visione del modello fondato sulle discariche- ha aggiunto- E’ ovvio che non potro’ mai andare d’accordo con una figura come Lemmetti, che mi scrive e pensa queste cose. Io non ho questa visione. Per me Paul Connett ed Enzo Favoino non sono venditori di fumo”.

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15 Marzo 2019
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