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La Tunisia sei anni dopo la Rivoluzione. Abassi (Ugtt): “Bilancio negativo”

TUNISI – Ieri manifestazioni in tutta la Tunisia in occasione del sesto anniversario della ‘Rivoluzione‘ (il termine è oggetto di dibattito nel paese).

Nella giornata di festa nazionale del 14 gennaio, giovani e giovanissimi delle correnti politiche più disparate si sono uniti sull’Avenue Bourguiba, la strada di Tunisi diventata uno dei simboli dell’ondata di contestazioni che portò alla caduta del governo di Ben Ali. In piazza anche esponenti di partiti di opposizione, tra cui i conservatori islamici del Movimento Ennahda (La Rinascita) ma anche diversi partiti di sinistra (Partito dei Lavoratori, Partito Socialista). Unica bandiera comune a tutti, quella nazionale, esibita ovunque. Un’altra celebrazione è stata organizzata nella capitale dall’UGTT (Union générale Tunisienne du Travail), il principale sindacato tunisino.

Durante l’incontro, il segretario generale dell’Unione, Houcine Abassi, ha affermato di temere un ritorno indietro e una perdita di alcuni diritti costituzionali e delle tradizioni di concertazione e conciliazione. “A parte la scrittura di una nuova Costituzione e la maggiore libertà di espressione, il bilancio è negativo– ha detto Abassi- il tasso di disoccupazione è arrivato al 15% nel paese e fino al 25% nelle regioni interne”. Abassi ha inoltre criticato l’assenza di un censimento ufficiale di “martiri e feriti della rivoluzione”.

In strada a Tunisi anche le madri dei migranti scomparsi nel tentativo di raggiungere l’Italia e gli attivisti del movimento Manich Msamah, nato per contrastare il progetto sulla legge di riconciliazione economica e finanziaria. Quest’ultima, se approvata, prevederebbe l’amnistia per numerosi funzionari, banchieri, ex-ministri e alte cariche dello Stato che hanno commesso reati economici e di corruzione durante l’epoca Ben Ali.

A cantare cori contro il governo e il sistema c’erano anche tanti sostenitori del Club Africain, squadra di calcio la cui tifoseria è stata molto attiva durante le proteste del 2011. Dall’altro lato dell’Avenue, circondati da un imponente dispositivo di sicurezza nei pressi del Ministero dell’Interno, i rappresentanti del sindacato nazionale delle forze interne di sicurezza. In serata, nella sede della Cassa forense, alla periferia nord della capitale, si è tenuta un’udienza dell’Istinza Verità e Dignità, l’organo incaricato di esaminare le violazioni dei diritti umani commesse durante la presidenza di Bourguiba e quella di Ben Ali. L’IDV ha la facoltà di risarcire le vittime degli abusi inflitti da parte delle autorità tunisine dal primo luglio 1955 al 24 dicembre 2013.

di Giulia Beatrice Filpi

15 gennaio 2017

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