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Forestali a Montecitorio: “Via la Madia come Garcia”

ROMA – “Caro cittadino, forse ancora non lo sai ma, quando avrai un problema con una discarica abusiva di rifiuti tossici, con un bracconiere, con un piromane, con la distruzione di un bosco, con alimenti contraffatti e nocivi per la salute, con il maltrattamento di animali o il traffico illecito di specie protette, con l’inquinamento di un fiume eccetera, non potrai più affidarti all’unico corpo di polizia specializzato nella difesa dell’ambiente, perché il Corpo forestale dello Stato sarà soppresso“. Inizia così un volantino a firma dei sindacati dei Forestali (Sapaf, Ugl-Cfs, Snf, Fns-Cisl, Cgil-Fp e Dirfor) che stanno manifestando davanti a Montecitorio per chiedere di recedere dall’accorpamento con i Carabinieri deciso dalla Riforma della Pa realizzata dal ddl Madia. E proprio il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, si ‘guadagna’ uno striscione ‘dedicato’ che recita “Via la Madia come Garcia”, in riferimento al recente esonero dell’allenatore della Roma Rudi Garcia.

Il Governo “si appresta a smembrare e a spezzettare” la Forestale, denunciano i sindacati, “facendone assorbire i resti nei Carabinieri anziché potenziarlo e farne una polizia ambientale più efficiente e moderna”, un’evoluzione attesa per uno dei corpi armati più antichi d’Italia, le cui origini risalgono al Regno Piemontese, dove con le Regie patenti del 15 ottobre 1822, Carlo Felice stabiliva la costituzione dell’Amministrazione forestale.

La manifestazione ha luogo in contemporanea con il Consiglio dei ministri, che “si occuperà proprio del nostro futuro, nell’ambito della riforma della Pa, i cui decreti legislativi dovrebbero essere emanati nei prossimi giorni”, scrivono i sindacati dei Forestali in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi.
“Più volte abbiamo cercato di interloquire con gli attori di tale progetto- lamentano- senza mai riuscire ad avere un confronto serio e trasparente sui testi in elaborazione, perché anche i ministri Madia e Martina, all’epoca dell’incontro che ci hanno concesso, non avevano contezza del contenuto e si erano dichiarati favorevoli a discuterne assieme le modalità”.
Ciò detto, concludono Sapaf, Ugl-Cfs, Snf, Fns-Cisl, Cgil-Fp e Dirfor, “riteniamo importante poterla incontrare prima dell’emanazione del decreto legislativo”.

15 gennaio 2016

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