Bologna blindata per la ‘sfida’ a distanza tra antiabortisti e attivisti di Favolosa coalizione

BOLOGNA  – Bologna questa mattina è stata una città blindata: ad ogni angolo del centro storico sono stati schierati Carabinieri e Poliziotti in tenuta antisommossa, per prevenire ed evitare possibili disordini. Il motivo? La concomitanza della manifestazione del comitato “No 194”, riunito in piazza San Domenico per una nove ore di preghiera contro l’aborto, e la contro-manifestazione della “Favolosa coalizione”, cioè gli attivisti decisi a scendere in piazza per contestare i pro-life in difesa del diritto di scelta delle donne; uno schieramento composto da associazioni femministe, collettivi e gruppi legati al mondo Lgbt. L’idea della “Favolosa coalizione” era di ‘marcare’ i ‘No 194’ ovunque si fossero riuniti per contestarli. Fatto sta che sono stati approntati massicci e ben visibili presidi delle Forze dell’ordine: in via dell’Archiginnasio, via Farini e via d’Azeglio. Ma soprattutto: gli accessi a piazza San Domenico erano proprio ‘sbarrati’ da cordoni di agenti e mezzi; per passare era necessario farsi riconoscere. Persino gli ultracattolici che arrivano per unirsi alla preghiera facevano fatica a passare.

In piazza San Domenico sotto il sole si sono ritrovati in pochi, circa una trentina. Erano almeno 200 invece i ‘rivali’ in corteo (molte donne e meno uomini) con cartelli colorati al ritmo di musica. Per il corteo di contestazione in molti si sono vestiti da preti e suore. Hanno sfilato davanti alla Curia e attaccato fiocchi rosa (pare davanti allo sconcerto di suore vere), ma tutto senza disordini. Piazza San Domenico è invece silenziosa: si recita il rosario e si pregano in piedi, coordinati dal presidente Pietro Guerini.

Fino all’ultimo, il luogo in cui i pro-vita si sarebbero dati appuntamento non era stato reso noto, “per evitare problemi di ordine pubblico”, dopo che il comitato aveva deciso di cambiare destinazione rispetto all’iniziale ipotesi di preghiera collettiva davanti all’Ospedale Maggiore. È dal 2012 che i “No-194” organizzano giornate di preghiera regionali davanti a 20 ospedali d’Italia, ma quello di oggi è il primo appuntamento nazionale. “La scelta è ricaduta su Bologna- spiega Guerini- dove sarà organizzato anche un secondo raduno entro l’anno, perché facilmente raggiungibile e per aggregare più persone possibile, dal lombardo-veneto al Lazio alla Campania. È anche una città culturalmente vivace in cui si può aprire un dibattito, anche se governata da forze avverse a noi”. Il sindaco Merola infatti, ci tiene a ricordare Guerini, “ha chiesto al Prefetto di emettere un’ordinanza con cui ci vietasse di manifestare”, segno dell'”innegabile tradizione stalinista” presente a Bologna. Un atto ritenuto scandaloso perché cercava di “limitare la libertà di manifestazione del pensiero”.

Ma nonostante le polemiche, alla fine i membri del comitato sono riusciti a portare avanti la loro veglia, che vedrà gli ultracattolici darsi il cambio per pregare ininterrotamente fino alle 17. “Difendiamo il diritto alla vita e alla nascita come principio dello stato liberale e base di tutti gli altri diritti- continua il presidente- in 37 anni ci sono stai 6 milioni di bambini soppressi, di che diritti parliamo se non possiamo neanche nascere? È colpa della contaminazione del comunismo“. Unico strumento per cambiare le cose e “tutelare il più debole, chi non è ancora nato”, è quindi, per il comitato, un referendum per l’abrogazione della legge 194, per cui è in corso una raccolta firme.

LA MARCIA DI FAVOLOSA COALIZIONE  – Si sono ritrovati alle 7.30 e sono partiti da piazza Maggiore, rumorossimi e colorati, percorrendo via D’Azeglio, via Marconi, via Indipendenza, fino a tornare davanti alla fontana del Nettuno per continuare a rivendicare i diritti delle donne. La manifestazione “anti-no 194”, organizzata dalla cosiddetta “Favolosa coalizione” (nata dai movimenti trans-femministi, lgbt e antifascisti della città), si è svolta pacificamente, tra musica e cartelloni colorati. Uno dei tanti, è emblematico: “L’obiezione è l’estrema unzione del diritto all’autodeterminazione”. Hanno evitato lo scontro diretto, come annunciato, preferendo la “creatività”, gli attivisti scesi in piazza per rispondere a distanza alla veglia di preghiera degli antiabortisti del comitato “no 194” che si è tenuta in piazza San Domenico. Difficile comunque che i due gruppi venissero a contatto, anche solo di voce: lo spiegamento delle Forze dell’ordine da piazza Maggiore a piazza San Domenico era imponente. “Siamo di fronte a una militarizzazione incredibile- dice Angela, una delle organizzatrici- per far manifestare e pregare quattro cattofascisti, ma noi non abbiamo intenzione di assecondare il clima di terrore che vorrebbero creare in città”.

Il corteo si è fermato in due farmacie a chiedere la “pillola dei cinque giorni dopo” (perché si dice esistano ancora farmacisti obiettori), ma anche davanti ai consultori, ritenuti insufficienti: “Sono sempre di meno, per i tagli al welfare”. E gli attivisti non parlano solo di aborto, ma anche del bisogno che si affronti di più e meglio il tema della sessualità, tramite ad esempio la distribuzione di preservativi nelle scuole, e che ogni donna sia davvero libera di scegliere. “Il diritto a interrompere una gravidanza fa pare di una serie di diritti per l’autodeterminazione e la libertà del corpo per cui lottiamo”, spiega un’altra attivista.

LA PREGHIERA DEGLI ANTIABORTISTI 

13 Giugno 2015
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