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scientificamente - Gli Speciali di DIRE

Philae, dove sei?

philae rosetta (1000 x 687)Dal 12 al 20 marzo gli scienziati dell’Agenzia spaziale europea  proveranno tenacemente a mettersi in contatto con Philae, il piccolo e storico lander della missione Rosetta che lo scorso 12 novembre si è ancorato sulla cometa 67P Churyumov/Gerasimenko. L’atterraggio avvenne in una zona diversa da quella programmata, una zona maggiormente in ombra: è questa caratteristica a preoccupare gli scienziati perché Philae ha un bisogno vitale di luce solare per riattivarsi e mettersi in contatto con l’orbiter Rosetta e, quindi, con la Terra. Quello di questi giorni è il primo tentativo di svegliare il lander: per questo è stata accesa l’unità di comunicazione a bordo di Rosetta. In questo periodo Philae sta ricevendo una quantità di luce solare pari al doppio di quella che riceveva al momento del suo memorabile balzo sulla superficie della cometa. La fase attuale del viaggio decennale della missione vede la cometa, Rosetta e Philae ad ‘appena’ 320 milioni di chilometri dal Sole.

(Videoservizio dal minuto 03’50”)

“Probabilmente è ancora troppo freddo perché il lander si svegli, ma è importante provare. Le prospettive migliorano un giorno dopo l’altro”. Parola di Stephan Ulamec, project manager del lander, che parla dal German Aerospace Center, in cui vengono seguite le operazioni.

 

Sono molteplici le condizioni che si devono verificare affinché la comunicazione sia stabilita tra il mondo remoto della cometa e la Terra. Le rende note l’Esa, che punta il dito innanzitutto sulla temperatura. E’ importante che sia non inferiore ai -45 gradi. Nella zona in cui si trova ora il lander, battezzata Abydos, giunge solo una piccola quantità di luce e le temperature sono notevolmente più basse rispetto a quelle previste nel luogo in cui era pianificato che Philae atterrasse.

 

Oltre ai gradi, è importante che Philae si risvegli avendo a disposizione energia per almeno 5,5 watt, prodotti grazie ai suoi pannelli solari. Se queste due condizioni si verificano, Philae si sveglia e prova a ricaricare la sua batteria.

 

Ma cosa succede se Philae riesce a svegliarsi? La risposta la dà sempre l’Agenzia spaziale europea. Prima di tutto sul lander si attiva ogni 30 minuti il ricevitore e aspetta il segnale dall’orbiter Rosetta. Questa connessione può essere gestita anche con poca energia a disposizione. “In questo momento- spiegano dalla Germania-, non sappiamo se Philae è già sveglio oppure no. Per scoprirlo è necessario che Philae attivi anche il suo trasmettitore, per cui serve energia in più”. Si parla di 19 watt necessari.

 

Rosetta è adesso al lavoro, sta inviando i suoi segnali al compagno di viaggio, con cui ha attraversato lo Spazio per 500 milioni di chilometri.

 

Non appena Philae risponde, si attiva subito il check up sul suo stato di salute. Il lavoro scientifico legato ai dieci strumenti a bordo di Philae non può prescindere dallo stato del lander in fatto di temperatura, energia, e stato generale. Ricordiamo che, in teroia, Philae è esposto alla luce del Sole per poco più di un’ora al giorno e che il giorno su 67P dura 12,4 ore. Se la batteria si carica come previsto, le misurazioni possono essere effettuate durante le ore notturne.

 

Se entro il 20 marzo il piccolo Philae non invia nessuna segnale, niente paura. Gli scienziati non demordono. Oltretutto, man a mano che il viaggio verso il Sole prosegue aumenta la quantità di energia accumulata nei pannelli solari. E aumentano le possibilità di vedere Philae all’opera.

 

Le news di questa settimana

IN ITALIA AUMENTANO I CASI DI TUMORE, MA 1 SU 4 GUARISCE

Lo stigma cancro-morte può essere superato. Se è vero che i casi di tumore sono in aumento, infatti, è anche vero che oggi in Italia 1 persona su 4 guarisce dalla malattia. Lo riporta lo studio realizzato dall’Airtum Working Group e presentato al ministero della Salute. L’aumento dei casi di tumori in Italia è dovuto in gran parte all’invecchiamento della popolazione e al miglioramento della sopravvivenza dei pazienti oncologici. Dalla fotografia scattata dall’Airtum risulta però che il 27% degli italiani colpiti da tumore (20% dei maschi e 33% delle femmine) può essere definito ‘già guarito’. Ma non basta: “Anche tra il restante 73% dei pazienti- si legge nello studio- una grande quota è destinata a guarire”. Il tempo di guarigione- spiegano dall’Airtum- “varia per ogni tipo di tumore ed è influenzato dall’età al momento della diagnosi e del sesso del soggetto colpito”

 

LO SCRIGNO DELLE STELLE APPENA NATE
Il Telescopio VST dell’Osservatorio dell’Eso al Paranal, in Cile, ha catturato l’immagine più dettagliata ottenuta finora della costellazione meridionale dell’Altare. Gli astronomi hanno potuto così osservare molti tesori celesti in questa zona di cielo che si trova a 4000 anni luce da noi: ammassi stellari, nebulose a emissione e regioni di formazione stellare attiva. Hanno studiato da vicino la Nebulosa Rim, il muro di nubi scure e luminose che marca il confine tra una regione di formazione stellare attiva all’interno della nube molecolare, nota come RCW 108, e il resto dell’associazione. In quella regione è stata riscontrata la massiccia presenza di idrogeno, ingrediente primario della formazione stellare. A mano a mano che la nube crea nuove stelle, viene anche erosa dai venti e della radiazione emessa dalle stelle delle precedenti generazioni e da violente esplosioni di supernova. In questo modo le regioni ‘culla’ delle stelle nuove tendono ad avere una durata di soli pochi milioni di anni.

 

PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO, SERVE LA PRESCRIZIONE

Il Consiglio superiore di Sanita’ ha deliberato sulla cosiddetta “pillola dei 5 giorni dopo”. In attesa dei dettagli del dispositivo, la decisione e’ che “il farmaco EllaOne debba essere venduto in regime di prescrizione medica indipendentemente dall’eta’ della richiedente”. Questo soprattutto per evitare gravi effetti collaterali nel caso di assunzioni ripetute in assenza di controllo medico. Lo ha comunicato ‘il ministero della Salute in una nota.

 

QUEI DISCHI INDISTRUTTIBILI NEL CUORE CALDO DELLA VIA LATTEA

Una ricerca pubblicata su Astronomy & Astrophysics svela un segreto custodito nel cuore della via Lattea. Gli scienziati dell’università di Bonn che hanno condotto lo studio hanno individuato circa venti dischi di polvere e gas che ruotano intorno a stelle incredibilmente calde. Come hanno fatto a sopravvivere in un ambiente così infernale? I dischi avrebbero dovuto infatti evaporare “in meno di un milione di anni”. Ma questo non è accaduto. Le ipotesi attualmente al vaglio sono due. La prima teoria è che i dischi siano eccezionali e presentino una capacità di resistere mai riscontrata prima. La seconda punta invece ad individuare un meccanismo che riesca a salvarli. I ricercatori hanno attivato una collaborazione internazionale per trovare risposta al mistero e magari scoprire se questa sopravvivenza così ardua è il segnale che in quelle zone pèotrebbero formarsi anche i pianeti.

 

di Antonella Salini

 

13 marzo 2015

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