Emilia Romagna

Valigie e passeggini in strada, sgombero finito a Bologna/FOTO

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BOLOGNA – Si sono di fatto concluse le operazioni di sgombero in via Mura di porta Galliera, a Bologna. Dopo che tutti gli occupanti sono usciti all’esterno della palazzina, le procedure si sono prolungate per completare l’identificazione delle persone che erano all’interno. Tra loro diversi minori, che ingannano l’attesa giocando con un grosso orsacchiotto di peluche (simbolo anche delle occupazioni precedenti di Social Log) e scherzando con gli operatori del 118, “costretti” a gonfiare palloncini su palloncini fatti con i guanti in lattice. In strada si sono accumulate le valigie degli ormai ex occupanti, oltre a passeggini e altri beni di prima necessità.

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RILASCIATO IL RAGAZZO DI SOCIAL LOG FERMATO QUESTA MATTINA

Dal presidio che ancora continua in piazza di porta Galliera, intanto, Social Log fa sapere che il ragazzo fermato durante i tafferugli di stamattina è stato rilasciato. Sempre Social Log, su Facebook, pubblica foto e video di quanto avvenuto all’interno dello stabile durante lo sgombero, spiegando che alcuni occupanti hanno riportato ferite alle mani e alle braccia. Un altro video del collettivo, inoltre, mostra l’ultimo episodio di tensione vissuto al presidio esterno: si vede un carabiniere piuttosto attempato che, dopo essere stato a lungo deriso dai manifestanti, reagisce con una ginocchiata. In questo caso, però, la situazione non è degenerata ed è tornata subito la calma. Non si esclude che, una volta che tutti gli occupanti avranno avuto modo di lasciare l’area dello sgombero, Social Log decida di proseguire la protesta muovendosi in corteo.

IL COMUNE: “SERVIZI SOCIALI ERANO DAVANTI ALLO STABILE DA STAMATTINA PRESTO”

sgombero_gallieraNel frattempo, il Comune fa sapere che da questa mattina presto il Pronto intervento sociale (Pris) era davanti allo stabile di mura di Porta Galliera: è stato “attivato tempestivamente dal Comune, come da prassi, non appena ricevuta la comunicazione dalla Prefettura”. E ha operato accanto al personale della Croce rossa. In caso di interventi su immobili occupati, il Pris “può attivarsi solo a conclusione dell’azione delle Forze dell’ordine”, ricorda il Comune: una volta finito l’intervento, si mette in contatto con i nuclei familiari e gli adulti per “verificare le possibilità di risoluzione autonoma della situazione e per assicurare protezione ai minori e a tutte le persone in condizione di fragilità”. La procedura prevede che i nuclei familiari, se non ci sono alternative, trovino una prima collocazione alberghiera. Gli adulti invece vengono indirizzati al Servizio a bassa soglia per procedere a una eventuale collocazione nelle strutture per adulti. Successivamente il Pris, ricorda ancora il Comune, valuta caso per caso la situazione di ciascun nucleo familiare e, “laddove sia necessario, si raccorda con i servizi sociali e l’equipe casa con l’obiettivo di assicurare una accoglienza sociale a tutti coloro che ne hanno diritto”.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

12 luglio 2016
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