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Dirigente offende componenti commissione Affari esteri, levata di scudi dei consiglieri

San Marino generica città

SAN MARINO – La commissione Affari esteri unanime alza gli scudi di fronte le parole ritenute offensive, rivolte davanti a una platea di avvocati e notai, dal dirigente dell’ufficio Industria, Luciano Bollini. L’episodio, riferito ieri sera, nel corso della Commissione Affari esteri, dal consigliere Maria Luisa Berti, è stato mal digerito da tutti i presenti in aula che non hanno voluto lasciar correre ma si sono precipitati a sottoscrivere una lettera destinata al capo della Funzione pubblica per chiedere di valutare provvedimenti disciplinari in capo al dirigente.

Per Berti si è trattato di un episodio “grave e offensivo nei confronti del ruolo dei consiglieri”. Ovvero, “nell’ambito di un corso di formazione del 29 gennaio scorso- spiega ai colleghi- destinato ai liberi professionisti, il dirigente, riferendosi alla disciplina della concessione della residenza, ha fatto una dichiarazione di cattivo gusto, definendo i membri della commissione Affari esteri dei ‘delinquenti'”. Berti sollecita quindi una presa di posizione e chiede alla commissione di valutare provvedimenti seri nei confronti del dirigente. La risposta non tarda: “Se risulta il vero- manda a dire Gian Franco Terenzi, Pdcs– credo che una posizione della commissione stessa debba esserci, ferma e dura, un dirigente non può permettersi di fare certe affermazioni”. Per Marco Podeschi, Upr, è inaccettabile: “Nel momento in cui ci sono ex politici finiti in carcere, non mi va giù che un dirigente pubblico, che è anche in un partito e in comitati vari e organismi che vigilano su fondazioni, davanti ad avvocati e notai ci dia dei delinquenti”. Andrea Belluzzi, Psd, condivide e suggerisce come soluzione appropriata di intraprendere il percorso disciplinare. Alla fine dei lavori, commissari di maggioranza e minoranza sono concordi nel presentare un esposto al capo del personale della Funzione pubblica. Nella lettera redatta infine spiegano di riservarsi di valutare anche iniziative giudiziarie a propria tutela.

Di Cristina Rossi, giornalista professionista

12 febbraio 2016
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