Emilia Romagna

A Bologna un nuovo polo chirurgico all’avanguardia, tra schermi digitali in 3D e macchinari ultramoderni

BOLOGNA – Vedere così tante sale operatorie all’avanguardia e macchinari tecnologici tra i più innovativi (guarda il video), riuniti tutti insieme, in uno stesso padiglione, non capita spesso. In Italia ma nemmeno in Europa. Rappresenta decisamente un unicum nel panorama nazionale il nuovo Polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, presentato oggi alla stampa dopo sei anni di lavori, partiti nel 2009 e incappati a un certo punto in una necropoli di epoca romana.

polo chirurgicoLa nuova struttura, in cui lavoreranno 125 medici e 300 infermieri, si estende per 40.000 metri quadrati disposti su cinque piani (più il seminterrato) per un totale di 135 posti letto e 49 di area intensiva e semintensiva. Tutto è pronto per partire, la prossima settimana, all’interno del padiglione 23, completamente ristrutturato non solo nella struttura ma anche anche nell’organizzazione del lavoro: niente più reparti, come chiunque si aspetta di trovare in un ospedale, ma un tutt’uno in cui la divisione tra pazienti viene fatta solo a seconda della gravità della patologia. E specialisti diversi che lavoreranno gomito a gomito, condividendo le attrezzature (anche in sala operatoria, dove se serve potranno operare fianco a fianco) per scegliere il percorso di cura più adatto al singolo paziente.

“Durante il pit stop della Ferrari, ci sono 26 esperti che lavorano insieme per ottenere il top in pochissimi secondi. Allo stesso modo qui noi lavoreremo insieme per offrire il meglio al paziente, che verrà messo al centro del percorso di cura“. Il paragone è calzante e arriva da Roberto Di Bartolomeo, direttore della Cardiochirurgia del Policlinico, presente oggi insieme a tutti i primari che da lunedì cominceranno a spostarsi nel nuovo padiglione 23, trasferendosi dai ‘tradizionali’ reparti che occupavano fino a oggi (in buona parte dal padiglione 25).

Rispetto al tradizionale modo di lavorare, questa sarà una sorta di rivoluzione copernicana“, dice Gaetano Gargiulo, direttore della Cardiochirugia pediatrica. L’obiettivo del nuovo maxi polo chirurgico, il cui cantiere è partito nel 2009 e la cui realizzazione è costata 91,3 milioni di euro (40 dallo Stato, 32,7 dalla Regione Emilia-Romagna, 12,9 dall’Università di Bologna per tramite della Fondazione Fanti Melloni e 5,3 di risorse aziendali), è in primis quello di migliorare assistenza e prestazioni, oltre che portare risparmi (a partire dalla digitalizzazione ma anche da un diminuito numero di raggi e mezzi di contrasto permesso dalla modernità dei macchinari). Proprio la strumentazione all’avanguardia, però, e la compresenza di tante sale operatorie, permetterà in futuro anche di aumentare i numeri già importanti su cui contano i reparti interessati al cambiamento: l’obiettivo è portare i 2.500 interventi all’anno delle chirurgie (più 8.000 ricorveri) a 3.500.

polo_chirurgico5Un obiettivo ambizioso, per cui però serviranno nuove assunzioni. Tante, visto che già per attivare il nuovo polo la Regione ha permesso al Policlinico di assumere, in deroga, 40 infermieri e sei medici. “E’ un’opera che si è resa possibile grazie al fatto che nella nostra Regione si può ancora investire in sanità, grazie ad una stretta collaborazione con l’Università di Bologna e al fatto che questa azienda ha i conti in pari”, dice con orgoglio il direttore generale del Policlinico, Mario Cavalli, nel presentare il nuovo padiglione.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

10 dicembre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»