‘Ndrangheta, arrestato Vincenzo Macrì: è il figlio del boss ‘dei due mondi’ VIDEO

ROMA –  A San Paolo del Brasile è stato catturato il latitante della ‘ndrangheta calabrese Vincenzo Macrì.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria con la proficua attività di raccordo svolta del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dalla rete dell’Interpoli. A compiere l’arresto è stata la polizia brasiliana.

CHI E’ VINCENZO MACRI’

Nato a Siderno (RC) il 03 gennaio 1965, esponente apicale della potente cosca della ‘ndrangheta Commisso operante a Siderno, già proposto per l’inserimento nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal Ministero dell’Interno.

E’ figlio del noto Antonio Macrì, classe 1904, leader carismatico, soprannominato per la sua caratura criminale “boss dei due mondi”, particolarmente influente anche oltreoceano (Canada e Stati Uniti), ucciso in un agguato a Siderno il 20 gennaio 1975, nell’ambito della prima guerra di ‘ndrangheta.

Vincenzo Macrì, che negli ultimi anni si era stabilito ad Aalsmeer (Olanda), dove gestiva gli interessi illeciti del sodalizio mafioso di riferimento, è stato rintracciato all’aeroporto di San Paolo del Brasile, diretto nella Capitale del Venezuela Caracas, dove viveva da qualche tempo utilizzando una falsa identità individuata proprio dagli investigatori della Squadra Mobile reggina e dello SCO.


I profili internazionali dell’inchiesta hanno visto un diretto, determinante scambio di informazioni tra il Servizio Centrale Operativo, il Federal Bureau of Investigation e l’Homeland Security.

L’inserimento di Vincenzo Macrì nella cosca Commisso di Siderno è ampiamente comprovata dalle risultanze probatorie dell’ambito dell’Operazione Acero-Krupy Connection della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, condotta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri il 28 settembre 2015, in esecuzione del Decreto di Fermo di Indiziato di delitto della successiva Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa presso il Tribunale di Reggio Calabria per i delitti di associazione mafiosa e di traffico internazionale di sostanze stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità.

LA ‘FAMIGLIA’

E’ stato ritenuto, appunto, appartenente al vertice della famiglia di ‘ndrangheta Commisso di Siderno, operante nel territorio sidernese e zone limitrofe, nonché oltre i confini nazionali, in particolar modo in Canada (città di Toronto), ed in Olanda, determinando decisioni criminali con altri soggetti di vertice della medesima organizzazione.

In particolar modo con Commisso Antonio, alias “u’ Bucatu”, nato a Siderno (RC) il 16 gennaio 1956, ivi residente in Via Fossecalì 8, in atto detenuto; Coluccio Giuseppe, nato a Marina di Gioiosa Ionica (RC) il 12 aprile 1966, residente a Roccella Ionica (RC), in contrada Lacchi, di fatto domiciliato a Siderno (RC) in Circonvallazione Nord 2, in atto detenuto; Figliomeni Angelo, alias “Brigante”, nato a Siderno (RC) il 30 settembre 1962, residente in Ontario (Canada), a Woodbridge, in Creewood Court, in atto latitante; Figliomeni Cosimo, alias “Brigante” nato a Siderno (RC) il 6 febbraio 1965, residente in Ontario (Canada), a Woodbridge, in Creewood Court, in atto latitante.

Come è emerso dall’attività tecnica svolta dalla Polizia di Stato nell’ambito della menzionata Operazione Acero Krupy Connection, Vincenzo Macrì nell’entroterra pontino e in Olanda collaborava con Vincenzo Crupi nella gestione di importanti stabilimenti floro-vivaistici.

LE INTERCETTAZIONI

In tale contesto, vennero registrate alcune conversazioni ambientali all’interno della società olandese “FRESH BV” tra i Vincenzo Macrì e Vincenzo Crupi che forniscono anche un importante spaccato dei rapporti tra diverse fazioni della ‘ndrangheta reggina, radicate in Canada; in particolare, Crupi , di ritorno da un viaggio a Toronto (Canada), riferiva a Macrì alcune importanti circostanze, apprese in Canada, riguardanti frizioni in atto tra membri di clan di ‘ndrangheta presenti nell’Ontario, specie a seguito della morte del boss Carmine Verduci, assassinato a Woodbrige, il 25 aprile 2014.

Con riguardo al traffico di sostanze stupefacenti, Macrì, insieme a Giuseppe Coluccio, Antonio Stefano, Salvatore Coluccio, Nicola Tassone, Antonio Coluccio, e Alfonso Condino, viene ritenuto tra i promotori ed organizzatori del sodalizio, i quali dettavano le linee programmatiche della associazione, decidendo presso quali canali di approvvigionamento procurarsi la droga e le località in cui consegnare lo stupefacente, nonché le modalità di ripartizione degli utili.

In data 28 settembre 2015, si sottraeva all’esecuzione del Fermo di indiziato di delitto, trovandosi in Olanda. Vincenzo Macri’ ha già scontato negli Stati Uniti d’America, dal 18 luglio 1989, a seguito di arresto avvenuto in Wilmington, (Delaware) dal Federal Boureau of Investigation per traffico internazionale di stupefacenti, una condanna fino al 27 settembre 2002. Al termine delle relative procedure di estrazione dal Brasile, il suddetto sarà condotto in Italia per essere sottoposto al regime di custodia cautelare in carcere.

MINNITI: LAVORO STRAORDINARIO DELLA POLIZIA

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha telefonato al Capo della Polizia, Franco Gabrielli per complimentarsi dell’operazione, coordinata dalla Procura Antimafia di Reggio Calabria ed eseguita dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dalla Polizia brasiliana con il raccordo del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e dall’Interpol, che ha portato all’arresto, in Brasile, di Vincenzo Macrì, esponente di spicco della cosca della ‘ndrangheta Commisso, operante a Siderno, e inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi.

“L’arresto di Vincenzo Macrì- ha commentato il ministro Minniti – è un’altra importantissima operazione contro la ‘Ndrangheta che si aggiunge agli arresti di altri pericolosi latitanti operati di recente dal lavoro straordinario delle Forze di Polizia.”

10 Giu 2017
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