Pioggia di cenere dell’Etna sulla Calabria, Coldiretti: danneggia gli agrumi

arance

ROMA – La cenere dell’Etna, che cade fino sulla piana di Rosarno e Gioia Tauro, in Calabria, sta danneggiando gli agrumi, bloccandone la maturazione e macchiando i frutti di nero. Per questo, Coldiretti corre ai ripari e chiede di avviare gli accertamenti per il riconoscimento della calamità naturale per i danni provocati alle coltivazioni.

A causa di una continua ‘pioggia di cenere lavica’ nella piana di Catania in Sicilia, è stata fermata la raccolta degli agrumi per evitare l’abrasione ai frutti. E intanto, nella piana di Rosarno-Gioia Tauro in Calabria, Coldiretti punta al riconoscimento dello stato di calamità. La cenere, di fatto, in Calabria sta creando due tipi di problemi. Se su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione, sugli altri crea una serie di macchie nere. Questo, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato, spiega Coldiretti. La situazione, insomma, sta creando anche problemi di competitività agli agrumi che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio. E non va dimenticato che, trattandosi di un evento calamitoso, la ‘pioggia di cenere’ non permette di assicurare le coltivazioni. Ecco perché, per Coldiretti, sarebbe necessario predisporre tutti gli atti perché venga riconosciuta la calamità.

9 Dic 2015
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