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Parte la raccolta firme per la legge sulle case chiuse

sveva belvisoROMA – Regolare il fenomeno della prostituzione, affinché sia esercitata in luoghi chiusi e privati e sia sottoposta a tassazione, istituire un registro presso le prefetture, prevedere visite mediche obbligatorie. Sono gli obiettivi della proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Altra Destra, per la riapertura delle case chiuse e l’abrogazione della legge Merlin, discussa oggi a Roma nella sede del partito. A presentarla sono stati Sveva Belviso, ex vicesindaco di Roma, Enzo Savarese, Coordinatore regionale del Lazio di Altra Destra e Fernando Aiuti, Professore Emerito di Malattie Infettive e Immunologia Clinica, Universita’ di Roma La Sapienza e Presidente onorario Anlaids.

“Siamo stanchi di un Paese che affama i pensionati e non tassa le prostitute”, ha esordito Belviso, che ha ricordato come “l’ultima relazione della Commissione Affari Sociali del 2013 parla di un giro di affari di 3,5 miliardi, pari a un mancato introito di circa un miliardo e mezzo”.

 

ProstituteIl provvedimento prevede una multa per le prostitute non in regola da 1.000 a 10.000 euro e un periodo di reclusione da due a sei anni. Pene meno pesanti, invece, per i clienti di prostitute senza iscrizione e certificazioni, con multe da 500 a 5000 euro e, in caso di recidiva, reclusione da due a sei mesi.

Una soluzione diversa, dunque, dall’istituzione delle zone rosse, poiché l’esercizio della prostituzione è vietato “nei luoghi chiusi con vetrine visibili dalle strade” o se avviene “con modalità che anche accidentalmente possano essere visibili a persone non espressamente consenzienti. Non abbiamo in mente quartieri a luci rossi- continua Belviso- ma luoghi chiusi, normalmente regolamentati, con un registro effettivo in prefettura e il relativo controllo sanitario”.

“Non accetteremo mai la questione dello zoning– aggiunge- mettere le prostitute in strada e renderle bestioline di fronte a chi va in giro a sceglierle, lede la dignità delle persone umane. Lo Stato deve assumersi delle responsabilità, non ipocrita e far finta di non vedere”.

La proposta prevede anche l’immediata espulsione degli sfruttatori stranieri, perché “stanchi di mantenerli nelle nostre carceri”, come dice Belviso.

 

Gli stand per la raccolta delle 50mila firme necessarie saranno attivi in 5 piazze di Roma tra sabato e domenica. “Poi, ci estenderemo nella provincia e nelle regioni, a partire dalla Sicilia”, conclude Belviso.

08 maggio 2015

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