Lapide Foibe sparita a Trento, Ciambetti: “Insulto gratuito e vigliacco”

VENEZIA – “Una provocazione inutile, un insulto gratuito e per molti aspetti vigliacco di chi non conosce la storia e non si rende conto dell’infamia commessa”. Così, il presidente del Consiglio veneto, Roberto Ciambetti, commenta quanto accaduto a Trento, dove è sparita la lapide dedicata alle vittime delle foibe. “Si possono rubare le lapidi, distruggerle, imbrattarle, ma non si cancella la drammatica realtà delle foibe, né l’esodo che colpì più di 350.000 istriani e dalmati costretti ad abbandonare la terra natìa”, tuona il numero uno di Palazzo Ferro Fini.

Il presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti

Il presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti

“Bisogna contrastare i negazionisti di oggi, coloro i quali negano la tragedia che colpì istriani e dalmati, le epurazioni su larga scala, gli infoibamenti barbari, la strategia del terrore voluta dai titini, sostenuta con gravi complicità anche da parte di italiani”, aggiunge. “Non si cancella la storia e quest’ultimo insulto a Trento, invece, rafforza in tutti coloro che credono nella democrazia e nella libertà l’impegno a contrastare ogni forma di violenza e a combattere l’ignoranza  nemica della libertà e della democrazia”, chiosa Ciambetti.

8 Febbraio 2016
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