Ordine di Malta

A Roma nella Villa Magistrale la tavola rotonda “il rifiuto della globalizzazione dell’indifferenza”

Global-Fundation-Rome-January-2016ROMA – Ispirata dai ripetuti appelli di Papa Francesco affinché si respinga la “globalizzazione dell’indifferenza”, il 17 e 18 gennaio scorsi il Sovrano Ordine di Malta ha ospitato nella sua Villa Magistrale a Roma la tavola rotonda: “Rifiutare la globalizzazione dell’indifferenza – promuovere un’economia globale più inclusiva e più sostenibile”. Lo scopo dell’incontro: discutere e sviluppare strategie più centrate sull’essere umano nel campo della governance economica.

Organizzato dalla Global Foundation, organizzazione australiana senza scopo di lucro impegnata a rafforzare il dialogo e la comprensione reciproci fra le comunità nell’interesse di uno sviluppo sostenibile a lungo termine, hanno partecipato all’evento rappresentanti di alto livello del Vaticano e leader internazionali.

Tra di essi il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, e della Banca Mondiale, Bertrand Badre, i Cardinali Pietro Parolin, Segretario di Stato, e George Pell, Prefetto della Segreteria per l’Economia e molti altri leader della politica e dell’economia a livello mondiale.

Nel suo discorso, il Segretario di Stato vaticano, Cardinal Parolin, ha sottolineato l’importanza dell’incontro, che rappresenta “uno spazio per incoraggiare una maggiore consapevolezza globale sui seri problemi di degrado ed emarginazione ambientali”.

“La motivazione per la tavola rotonda è l’enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco con l’intenzione di incoraggiare le fondamenta più profonde e positive per l’economia mondiale” ha affermato il Gran Cancelliere del Sovrano Ordine di Malta Albrecht Boeselager nel suo discorso di benvenuto rivolto ai partecipanti.

Questo incontro porrà le basi per eventuali azioni che integrino gli alti principi discussi con proposte concrete. Come ha affermato il segretario generale della Global Foundation Steve Howard, la “tavola rotonda che si è svolta a Roma può fornire un modello per gli impegni futuri in modo che i capi religiosi e del mondo dell’economia possano lavorare insieme su una base etica comune per risolvere le grandi questioni globali”.

8 febbraio 2016
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