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Weinstein ingaggiò ex spie del Mossad per non essere denunciato

ROMA – Continua a peggiorare la situazione di Harvey Weinstein. Sul caso delle molestie sessuali ai danni di numerose attrici che lo vedono protagonista torna a concentrarsi il New Yorker. La notizia dell’ultima ora vedrebbe il produttore americano assoldare svariate compagnie private di investigazione internazionale per individuare e mettere a tacere le accuse su di lui.

A documentare tutto ciò dozzine di pagine di documenti e la testimonianza di 7 persone direttamente coinvolte, dichiara il New Yorker.  Tra le compagnie ingaggiate dal produttore ci sarebbero la Kroll, una delle agenzie di intelligence più prestigiose del mondo, e Black Cube, composta per la maggior parte da ex agenti del Mossad, i servizi segreti israeliani.

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Tra i compiti da svolgere assegnati agli agenti ci sarebbe stato quello di bloccare la pubblicazione del libro dell’attrice Rose McGowan, la prima ad aver denunciato pubblicamente di essere stata molestata da Weinstein. L’ordine sarebbe passato per il legale del produttore, il rinomato avvocato David Boies, che aveva rappresentato nel 2000 Al Gore nella sua corsa alla presidenza americana. Boies avrebbe firmato personalmente il contratto con la Black Cube.

Sempre secondo quanto riporta il New Yorker due agenti del Black Cube avrebbero avvicinato McGowan per estorcerle delle informazioni e una di loro avrebbe anche finto di essere un’attivista dei diritti delle donne, registrando almeno quattro degli incontri avvenuti tra lei e l’attrice.

Nel luglio del 2016 Weinstein avrebbe anche firmato un contratto che prevedeva di bloccare le indagini in corso su di lui da parte del New York Times e dal New YorkerIn un anno di lavoro gli agenti avrebbero raccolto moltissime informazioni, spesso anche molto private, riguardanti coloro che avrebbero potuto minacciare la reputazione del produttore americano, con lo scopo di screditare o intimidire chi poteva rovinarlo.

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07 novembre 2017

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