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Alla ricerca del “Weinstein italiano”, parlano i registi

ROMA – In origine fu Harvey Weinstein ad essere accusato da tante attrici americane e dalle italiane Asia ArgentoGiovanna Rei di molestie sessuali. Poi, una volta scoperchiato il vaso di pandora, i casi di denunce si sono susseguiti a una velocità impressionante. E se all’estero hanno fatto scalpore le denunce ai danni di Kevin Spacey e Dustin Hoffman, in Italia tutti parlano del caso Tornatore-Trevisan, ma non solo. Tanti sarebbero infatti i “produttori e registi porconi” nei confronti dei quali è partita una vera e propria caccia.

Le denunce delle attrici italiane

Il caso è scoppiato grazie ai servizi de “Le Iene” in cui attrici come Giorgia Ferrero,  Serena Bruni, Tea Falco, Alessandra Ventimiglia e molte altre hanno raccontato la loro esperienzaDalle dichiarazioni non sono emersi nomi, ma descrizioni abbastanza dettagliate di questi personaggi ci sono. C’è un “un regista napoletano che ha diretto molti film e vinto tanti premi”, un “uomo di cinema, che ha all’attivo circa 30 film come regista e altrettanti come sceneggiatore”, ma anche ” un regista romano sui 40 anni che ha fatto diversi film, anche commedie, alcuni di grande successo”.

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Alla ricerca dei molestatori

Ecco quindi che il programma di inchiesta televisivo “Le Iene” è tornato ad affrontare la questione nella puntata del 5 novembre, per vedere cosa pensano 10 dei maggiori registi italiani sull’argomento.

Giovanni Veronesi: “Sapevo delle molestie subite da Asia Argento”

Il primo è Giovanni Veronesi, che dichiara di aver difeso Asia Argento dall’inizio poichè, all’epoca dei fatti, l’attrice le aveva raccontato della molestia subita da Weinstein, Il regista toscano non si sbilancia pero’ ulteriormente, dichiarando soltanto che “è necessario effettuare indagini approfondite sull’argomento” e che “le violenze naturalmente vanno punite“.

Pupi Avati: “Credo che le denunce si riferiscano a fatti realmente accaduti”

Il regista bolognese Pupi Avati è convinto che le parole delle attrici vittime di violenza corrispondano alla realtà. A “Le Iene” ha dichiarato: “Credo che sia vero, anzi ne sono certo, ma non mi trovo nella condizione di fare nomi, perché sono persone che fanno parte dell’ambiente in cui vivo”.

Paolo Virzì: “Nel cinema non mi risultano casi di molestie, in tv invece..”

Ci va cauto Paolo Virzì, che invita a non appassionarsi voyeuristicamente a queste vicende. Il regista della “Pazza gioia” dopo poco però si sbottona dichiarando: “Nel cinema non avevo mai sentito dire cose del genere, invece nelle trasmissioni televisive, soprattutto di varietà, è molto più probabile che avvengano comportamenti del genere”.

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Carlo Verdone: “Ragazze denunciate, non bisogna aver paura”

Se confermate queste voci “sarebbe una botta per il cinema“, dichiara Carlo Verdone, che invita le ragazze vittime di violenza a denunciare e a non avere paura.

Luca Miniero: “Non conosco persone coinvolte”

Hanno denunciato pure me?”, chiede il regista di “Benvenuti al Sud” Luca Miniero, contattato al telefono dall’inviato de “Le Iene” Dino Giarrusso. Scongiurato il pericolo il cineasta dichiara di non conoscere persone coinvolte in questa vicende, “non voglio entrarci insomma”.

Leonardo Pieraccioni: “Questi molestatori sono persone malate”

Persone che fanno cose del genere soffrono “di una patologia vera e propria“, dichiara Paolo Pieraccioni che chiede curioso a  Giarrusso: “ma a te l’hanno detto chi sono?”.

Pif: “La libertà ha sempre un prezzo a questo mondo”

L’ex iena e ora regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, interrogato da Giarrusso ha raccontato di come nel mondo del cinema queste cose succedano, ma è un sentito dire, un “dice che”. L’unica cosa che si può fare “è evitare di lavorare con queste persone” o denunciare, spiega. “E’ovvio che così facendo ci si complica la vita, ma la libertà ha sempre un prezzo”, spiega Pif.

Gabriele Muccino: “Non voglio sapere chi sono i molestatori perché ho paura di conoscerli”

Preferiscono “non sapere chi sono queste persone” che promettono ingaggi alle attrici in cambio di favori sessuali,”perché ho paura di conoscerle e di averci lavorato”, ha dichiarato a “Le Iene” Gabreile Muccino, visivamente disgustato da ciò che sta avvenendo nel mondo dello spettacolo. Il regista italiano, ormai conosciuto anche negli States, ha spiegato come in America esistano vere e proprie azioni da evitare “come chiudere la porta dell’ufficio quando si fa un provino”, per evitare che le attrici possano dire cose che non sono realmente accadute per farsi pubblicità: “esiste anche questa casistica”, ha aggiunto. Tornando ai veri molestatori Muccino non ha dubbi: “Vanno messi alla gogna“.

Sidney Sibilia: “Non posso credere che un vero regista abbia fatto una cosa del genere”

Il regista di “Smetto quando voglio” Sidney Sibilia si mostra incredulo di fronte a ciò che sta avvenendo e cerca di capire dalla iena Giarrusso chi è il molestatore seriale italiano: “Ma è un vero regista?” chiede. Giarrusso si sbottona e scopriamo che il regista in questione ha fatto molti più film di Sibilia, “credo una decina” ed è “piu’ importante di te”. Sibilia sorpreso e incredulo afferma: “Ho capito chi è, no dai, io lo sapevo però..no davvero?”.

Di poche parole invece il regista di “Nessuno mi può giudicare” Massimiliano Bruno che dichiara di non sapere nulla dell’argomento, mentre Nanni Moretti fermato alla Festa del Cinema di Roma, non risponde. “Le Iene” hanno provato a contattare telefonicamente anche Giuseppe  Tornatore, Fausto Brizzi e il premio Oscar Paolo Sorrentino senza però alcuno risultato.

 

 

 

 

6 novembre 2017
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