Intervista a Danilo Micheloni

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Nome: Danilo

Cognome: Micheloni

Luogo e data di nascita: San Marino, 18 marzo 1960

Professione: Esperto Amministrativo – Archivio di Stato

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Psd

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Hanno funzionato le relazioni con l’amministrazione italiana. L’uscita dalla Black List, dove era precipitato San Marino con il decreto incentivi varato dal Ministro Tremonti nel 2010 (governo del Patto per San Marino), è avvenuta grazie al varo della riforma fiscale promossa dal PSD e riconosciuta dal governo italiano come essenziale per la normalizzazione dei rapporti. Giova ricordare che la mancata firma dell’accordo di cooperazione agli inizi del 2006 è stata determinante per scatenare, come poi è successo, l’offensiva contro i Paesi definiti come paradisi fiscali. Se San Marino avesse firmato quell’accordo, si sarebbe messo al riparo da tutto quello che è venuto dopo. Ha funzionato anche una maggiore attenzione verso i servizi garantiti ai cittadini. Un esempio è il potenziamento del reparto di oculistica dell’Ospedale di Stato a tutto vantaggio degli utenti sammarinesi e soprattutto della popolazione anziana. Anche se il primo progetto risale ai primi anni 2000, quello definitivo è stato adottato dal governo di Bene Comune. Un esempio ulteriore riguarda l’accordo di collaborazione con il Policlinico Gemelli e l’Università del Sacro Cuore che recentemente hanno scoperto tre nuove classi di molecole efficaci contro i casi più critici di artrite reumatoide, una delle peggiori malattie autoimmuni. Questo, in previsione di un potenziamento del nostro ospedale riguardo alle cure di ultima generazione per le patologie rare, permetterà a San Marino di avere un rapporto privilegiato con i migliori livelli d’eccellenza. Quello che in generale non ha funzionato è stata la comunicazione e pubblicizzazione relativa a questi e anche altri atti compiuti dal governo. In particolare non hanno funzionato alcune deleghe politiche: Telecomunicazioni e Sviluppo Economico legato al comparto industriale sono state la nota dolente.

San Marino, oggi è di nuovo uno Stato che si può definire affidabile ed è questa la ragione per cui le cose che ho portato come esempio, hanno funzionato, mentre i motivi per ciò che non ha funzionato sono da ricercare nell’inadeguatezza di certi ruoli ricoperti.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

La parola d’ordine dovrà essere ‘Sburocratizzazione’. Attualmente ci sono troppe norme e una semplificazione normativa è necessaria. Nel merito della domanda, al primo punto dovrà esserci l’attuazione dell’Accordo di Cooperazione con l’Italia. Il secondo punto sarà quello di giungere alla stesura del memorandum d’intesa tra Banca Centrale e Banca d’Italia. Il perché è evidente: con l’accordo di cooperazione con l’Italia si aprono per San Marino notevoli prospettive di sviluppo economico, mentre un accordo che regoli la reciprocità tra banche sammarinesi e banche di altre realtà, renderebbe più dinamico il mercato che ruota attorno al credito e alle transazioni finanziarie. Il terzo punto sarà indubbiamente quello di correggere il testo della Legge sullo Sviluppo che non ha dato i risultati previsti.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Non c’è una tematica in particolare; se si guarda alla storia, intesa come patrimonio di conoscenza, non possiamo non mettere in evidenza che il PSD, (e prima i precursori del PSD attuale), è sempre stato dalla parte giusta a cominciare dall’Arengo del 1906. Poi, a partire dal dopoguerra, con la riforma agraria, nel 1955 con la legge istitutiva dell’ISS, con la riforma tributaria del 1984; era dalla parte giusta anche nel 2006 quando si doveva firmare l’accordo con l’Italia, è stato dalla parte giusta nel 2013 ancora con la riforma fiscale che, come ricordavo prima, ci ha permesso di uscire dalla Black List. Per quanto riguarda l’impegno in prima persona quindi, sarà sempre rivolto a migliorare le condizioni dei più deboli. E’ nel mio e nel patrimonio genetico del PSD.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

L’anomalia di questo paese è data dal fatto che sono in molti ad avere le ricette ma pochi sanno cucinarle. Quello che occorre sono preparazione politica e competenza, assolutamente da evitare demagogia e populismo. La direzione da seguire naturalmente è quella della trasparenza, direzione fra l’altro già intrapresa e che ha visto San Marino recuperare diverse posizioni nella classifica della credibilità. Poi, visto che il mercato relativo all’interscambio a cui fa riferimento San Marino si svolge quasi per il 90% con l’Italia, è di tutta evidenza quale idea ci possa essere per lo sviluppo dell’economia sammarinese, ricordando anche che a San Marino lavorano più di 5.000 frontalieri. Naturalmente non rinunciando alla sovranità di Stato.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

San Marino come Stato Sovrano, già recepisce norme comunitarie pur non facendone parte. In tal senso credo sia più conveniente sedersi al tavolo come interlocutore privilegiato, piuttosto che come commensale in tavoli dove vengono serviti gli avanzi. C’è un percorso avviato e anche se le nostre dimensioni sono quelle di un microstato, lo stesso non può dirsi riguardo la nostra dignità di Stato Sovrano.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Pietro Franciosi e Gino Giacomini anche se, io non sono minimamente paragonabile…

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

In campo internazionale viene spontaneo pensare a Kennedy, ma un personaggio che ha caratterizzato la politica socialista europea è stato senza dubbio Francois Mitterrand. La sua campagna elettorale del 1981 e lo slogan “La Forza Tranquilla”, che accompagnò la sua ascesa all’Eliseo, influenzò anche il socialismo sammarinese. In Italia, Filippo Turati e la sua visione del riformismo.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Mi sono iscritto al Partito Socialista Unitario agli inizi degli anni 80. In più di trent’anni, tra scissioni e unificazioni avvenute nella sinistra sammarinese, ho sempre fatto politica senza mai assumere ruoli di primo piano, e anche se sono stato candidato in passate competizioni elettorali, ho privilegiato ruoli secondari ma non per questo meno importanti. Le recenti vicissitudini del PSD hanno determinato questa candidatura. Di certo l’esperienza non mi manca.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Non ci sono momenti particolari o un’ultima volta. Credo che ogni sammarinese debba essere orgoglioso del proprio Paese per il solo fatto di esserne cittadino. Si dimostra di esserne orgogliosi facendo le cose in modo onesto e trasparente. Bisogna sempre sentirsi orgogliosi del proprio Paese.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Ideali uniti al senso pratico delle cose. Un binomio non facilmente conciliabile ma possibile.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

E’ nata nel 1978 quando votai per la prima volta e quando la sinistra sammarinese tornò a governare il Paese dopo i fatti del 1957. Da un punto di vista politico, penso che il periodo che va da 1978 al 1986, anno in cui cadde il governo, sia stato per San Marino, anche alla luce di quello che è accaduto dopo, uno dei migliori.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Si, ricordo con particolare piacere, a cavallo degli anni 70-80, l’organizzazione di due competizioni sportive amatoriali, una di atletica leggera e un torneo di tennis, alle quali potevano partecipare solo i frequentatori del Bar Bianco Rosso a Dogana. E’stato un periodo in cui c’era un grande senso di appartenenza alla comunità e in cui la componente principale era sempre quella di una sana e allegra competizione. E’ stato anche il periodo in cui si sono consolidate amicizie che ancora oggi sono oggetto di frequentazione in momenti conviviali. Ecco, quel senso di appartenenza oggi si è un po perso e mi piacerebbe ritornasse.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Si in effetti la preferenza unica pone in essere una scelta più consapevole da parte dell’elettore che peraltro ha già dimostrato di avere nella tornata elettorale del 2012 quando le preferenze erano ancora tre. Come ho detto sopra, trent’anni di politica dietro le quinte, hanno determinato un bagaglio d’esperienza personale difficilmente imitabile. E sappiamo che in politica l’esperienza è fondamentale, soprattutto in momenti difficili come quelli attuali.

7 Nov 2016
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