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In Messico ucciso un altro sacerdote

ROMA  – E’ stato ucciso in Messico padre Luis López Villa, 71 anni.

Il suo cadavere è stato scoperto nella canonica della parrocchia di sant’Isidro Labrador, situata nella colonia Ejidal El Pino, nel comune di Los Reyes La Paz, stato del Mexico e diocesi di Nezahualcoyotl.

Si tratta del sesto sacerdote ucciso in Messico negli ultimi dodici mesi, il terzo dall’inizio dell’anno.

La morte, barbaramente provocata da armi da taglio, risaliva probabilmente alla tarda sera del mercoledì, quando dei malviventi si sono introdotti nei locali parrocchiali probabilmente per rapinare il sacerdote, noto per la sua affabilità e vicinanza alla gente. Un’ennesima conferma del clima di violenza che si vive in tutto il Paese.

È di ieri, ad esempio, la notizia che una rivolta all’interno del carcere di Acapulco (stato del Guerrero) ha provocato la morte di 28 persone.

Il cordoglio

In un comunicato il vescovo di Nezahualcoyotl, mons. Hector Luis Morales Sanchez, scrive che “il presbiterio e i fedeli laici della diocesi sono molto costernati e tristi per questa esecrabile e dolorosa notizia”. Oltre a pregare per il sacerdote defunto e a esprimere il proprio cordoglio ai familiari, il vescovo scrive di “confidare nelle autorità” perché si chiariscano le ragioni di questo crimine e perché “regni la giustizia nelle nostre comunità”.

Una preghiera viene rivolta anche per gli assassini, “perché Dio conceda loro il pentimento e il dono della conversione”. La pace, ricorda infine il vescovo a tutti i fedeli, “è un dono di Dio, però è anche compito, impegno e responsabilità di tutti”.

La Conferenza episcopale messicana, in una breve nota firmata dal presidente, il card. José Francisco Robles Ortega, e dal segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, “si unisce alla pena” del vescovo Morales Sanchez, dei sacerdoti, dei fedeli e dei familiari della diocesi di Nezahualcoyotl per l’uccisione di padre Lopez Villa, “vittima della violenza che si vive nel nostro Paese”.

I vescovi richiamano alla speranza cristiana e alla certezza che la morte non ha l’ultima parola sul messaggio di amore di Gesù Cristo. (www.agensir.it)

07 luglio 2017

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