Oltre le frontiere della Fisica: il Cherenkov Telescope Array - DIRE.it

Oltre le frontiere della Fisica: il Cherenkov Telescope Array

Nello Spazio l’unione fa la forza: e così, la comunità scientifica imbastisce collaborazioni globali, senza frontiere, per esplorare e conoscere meglio l’Universo, che, da Galileo in poi, benché sia stato oggetto di studio approfondito, è ancora misterioso per moltissimi aspetti.

L’ultima alleanza internazionale ha il cuore in Italia. Si tratta del Cherenkov Telescope Array Observatory, la rete più grande mai progettata per studiare i raggi gamma, la cui base di controllo si insedierà a Bologna entro il 2020. Sotto le Due Torri troverà posto un nodo fondamentale, vale a dire il centro in cui le particelle che provengono dalle zone più profonde dell’Universo saranno elaborate. Ma come ci arrivano? Facciamo un passo indietro e scopriamo che cos’è la rete Cherenkov.

L’accordo risale al 2018, il traguardo della messa in funzione, come dicevamo, è entro la fine del 2020.Si tratta di una rete terrestre di osservazione del cielo costituita da 118 telescopi, disseminati tanto nell’emisfero australe che in quello boreale. Il ‘Sud del mondo’ offre un sito in prossimità dell’European Southern Observatory, nel deserto di Atacama, in Cile, una delle zone più desertiche e isolate del mondo, considerato il paradiso degli astronomi. Il sito per i telescopi nell’emisfero boreale è invece alle Canarie, sull’isola di La Palma, altro luogo privilegiato per l’osservazione dell’Universo grazie alle regioni remote, desertiche e prive di illuminazione artificiale che ospita. Poi, il nodo centrale di Bologna. All’ambizioso progetto collaborano quasi duemila scienziati sparsi per il globo. Per l’Italia, oltre a diverse Università , partecipano l’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn). L’obiettivo dell’osservatorio terrestre più grande al mondo per scovare i raggi gamma è triplice. Consideriamo, innanzitutto, che i raggi gamma sono delle radiazione elettromagnetiche potentissime. Studiarli serve a capire il ruolo dei raggi cosmici nell’Universo, ma anche i meccanismi di accelerazione delle particelle nelle vicinanze dei buchi neri. Infine, ma non meno importante, uno degli scopi del Cherenkov Telescope Array Observatory è una ricerca di Fisica oltre il Modello Standard. Insomma, ci si aspetta che sveli molti misteri che ancora avvolgono l’Universo.

Il Cherenkov Telescope Array Observatory, per brevità chiamato CTA, sarà costituito da telescopi di tre ‘taglie’ diverse per captare le energie più alte mai osservate, che hanno una potenza maggiore di quelle create dall’uomo come, ad esempio, con l’acceleratore Large Hadron Collider. Il tutto, con una definizione dieci volte più accurata rispetto agli attuali telescopi. La rete avrà un campo visivo che coprirà quasi tutto il cielo notturno. Il CTA è uno dei ‘Magnifici Sette’ della strategia europea per la fisica delle astroparticelle.

Intanto, Bologna si prepara a diventare il cuore del progetto. Da lunedì 6 a giovedì 9 maggio diventa capitale dell’astronomia grazie a un Simposio scientifico ad hoc organizzato dal CTA, con anche un evento pop al teatro Duse, che ospita ‘Can you hear me? Un viaggio nel tempo con i messaggeri dell’Universo’, un incontro-spettacolo che vedrà sul palco, tra gli altri, anche i due premi Nobel per la fisica Takaaki Kajita e Reiner Weiss.

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6 Maggio 2019
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