'No' alle diete drastiche: da Expo il messaggio del ministero della Salute - DIRE.it

‘No’ alle diete drastiche: da Expo il messaggio del ministero della Salute

MILANO – Ormai l’estate è alle spalle e con essa le ansie stagionali della ‘prova costume’. Questo, però, non basta a frenare la dietologia ‘fai da te’, quella per intenderci influenzata anche da stimoli esterni che decantano improbabili processi miracolosi di dimagrimento. Gli effetti negativi delle diete drastiche sono il tema a Milano, all’Expo, dell’incontro organizzato dal ministero della Salute allo Spazio scuola. “Quando noi ci pesiamo- spiega Simone Pampanelli, specialista in Endocrinologia e Malattie del ricambio, Diabetologia, Fisiopatologia metabolica, endocrina e nutrizionale dell’università di Perugia- otteniamo come risultato numerico il peso complessivo del nostro corpo, che include massa grassa, muscoli, scheletro, organi interni, acqua”, il che è la principale forma di confusione data dalla divulgazione relativa alle diete.

“La dieta drastica è spesso quell’operazione secondo cui dopo un’iniziale e illusoria perdita di peso ci ritroviamo entro poco tempo perfino più grassi di come eravamo prima”, perché attraverso convinzioni assurde che hanno preso piede nell’ultimo periodo, “come l’eliminazione totale dei carboidrati”, l’organismo, inizialmente privato della sua energia (“Così come un’automobile rimasta senza benzina”), la va a recuperare dai tessuti vitali: “Quel che succede- chiarisce Pampanelli- è che il sistema metabolico durante un regime di dieta drastica è costretto ad attingere energia dal tessuto muscolare. Il risultato alla bilancia sembra piacevole, ma in realtà quel peso in meno include non solo grasso, ossia quel che si vuole effettivamente eliminare, ma anche grosse parti di un sistema muscolare che viene letteralmente distrutto in sacrificio alla sopravvivenza dell’intero organismo”.

Questo, continua Pampanelli, “ha un duplice effetto negativo: da un lato permette al corpo di recuperare facilmente i chili persi al primo tentativo di reintegro dell’alimento escluso; dall’altro permette al nostro corpo di recuperare i chili ma non la massa magra distrutta durante il regime dietetico. Al termine di una dieta drastica si recupera sempre tutto ciò che si è perso, con la differenza che lo si recupera tutto sottoforma di grasso. Insomma si inizia grassi, si vuole dimagrire e ci si trova più grassi di prima”.

Ecco perché è importante che suonino campanelli di allarme soprattutto tra i più giovani, che a differenza delle passate generazioni sembrano avere maggiori problemi con l’obesità,  “quella disfunzione metabolica incurabile con alcun farmaco- spiega il relatore- ma controllabile attraverso alimentazione e attività fisica”. Per i ragazzi è utile conoscere il pericolo onde riuscire a prevenire situazioni che poi con il passare degli anni tendono a diventare sempre più ardue da debellare. È utile conoscere informazioni che possano permettere ai più giovani di diffidare sia dei bombardamenti mediatici che impongono modelli di bellezza, sia delle relative diete drastiche che, oltretutto “possono portare a gravi disturbi dell’alimentazione come anoressia, bulimia e tendenza ad abbuffate compulsive- dice Pampanelli- in un processo in cui l’aspetto psicologico è determinante: indubbiamente dovremmo più puntare a creare, contro quelli che sono dei falsi miti, una controcultura che parli di benessere della persona, a 360 gradi. Io non sono quel che appaio e non valgo meno perché ho qualche chilo in più o perché ho una conformazione mediterranea invece che nordica. Ovviamente per quanto riguarda la controcultura- conclude- occorre tempo e soprattutto occorre lavorare sui ragazzi, sulla loro autostima e sulle loro risorse, invece di usare modelli che il mondo occidentale ha ormai superato”.

di Nicola Mente – giornalista

5 ottobre 2015
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