Bussetti all’Aquila: “Qui le scuole sono state abbandonate, ora piano di rilancio”

Bussetti ricorda l'impegno per la sicurezza: "Abbiamo già destinato 7 miliardi ai Comuni di tutta Italia per risolvere questi problemi"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

L’AQUILA – Oggi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, è all’Aquila per il Seminario nazionale “Per una didattica della resilienza. Formare i docenti per operare in contesti di emergenza”. Dalla città distrutta dal sisma del 2009 ha ribadito la centralità della sicurezza negli edifici scolastici e annunciato un piano di rilancio per le scuole del territorio abruzzese. 

“È assurdo che un genitore saluti un figlio la mattina gli dia un bacio in fronte e poi non lo veda più. Non deve più accadere. In Italia abbiamo 40mila edifici: quasi il 70% è privo di certificazione sicurezza. Parliamo di sistemi antincendio, valutazione dei rischi, impianti di messa a norma (impianti elettrici). Abbiamo già destinato 7 miliardi ai Comuni di tutta Italia per risolvere questi problemi e lavoriamo anche su altre zone a rischio sismico. Lavoriamo perché non accada e lo facciamo anche con la Protezione Civile”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, nel corso del Seminario nazionale “Per una didattica della resilienza. Formare i docenti per operare in contesti di emergenza” in corso nella Sala Ipogea de L’Aquila.

“DOPO IL SISMA LE SCUOLE DE L’AQUILA SONO STATE ABBANDONATE”

“È stato fatto tanto su questo territorio ma le scuole le hanno abbandonate- ha commentato Bussetti-. Non è stato fatto molto, devono ancora essere ricostruite. Non voglio polemizzare con chi c’è stato prima. Io sono abituato ad affrontare i problemi partendo dagli aspetti positivi e le potenzialità. Avete un nuovo Governatore. La prossima settimana ci vedremo per preparare il piano per il rilancio delle scuole di questo territorio. Ridare forza alla scuola e all’università e far sì che questa parte dell’Abruzzo diventi ancora più attrattivo per chi viene da fuori. È questo il nostro obiettivo”.

Essere scuola significa tante che cose. Che non siamo solo amministrazione, norme e leggi, ma dietro ci sono persone che hanno sentimenti, cuore e una forza d’animo in grado di dare risposte immediate. Da qui è partita un’idea di attenzione verso i bisogni di tutte le scuole. A ferragosto abbiamo vissuto l’emergenza del ponte Morandi a Genova, voi non avete sentite nulla che ha condizionato l’avvio dell’anno scolastico. Perché partendo da qua, da quello che è successo 10 anni fa, ci siamo subito attivati affinché anche quei ragazzi che vivevano sotto il ponte che sapevano di dover abbandonare le case, gli fosse consentito di rimanere nelle loro scuole“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

5 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»