Iraq, legalizzate le confische a Saddam Hussein e ai suoi collaboratori

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Iraq, legalizzate le confische a Saddam Hussein e ai suoi collaboratori

ROMA – Il governo iracheno ha stabilito la confisca dei beni di Saddam Hussein e di altre 4.257 persone considerate parte dell’entourage dell’ex presidente che ha guidato il Paese per circa 25 anni, e che e’ stato rovesciato e giustiziato dopo l’invasione degli Stati Uniti del 2003.

All’indice sono finiti non solo i membri dello suo partito, il Baath, ma anche persone individuate come “fedelissimi”

La misura si estende anche a coniugi, figli, nipoti e familiari fino al secondo grado di parentela di ogni individuo colpito. Nel mirino delle confische e’ finito anche l’ex braccio destro di Saddam, Tariq Aziz. Alla stampa straniera il figlio Zyad Tarek Aziz, dal suo esilio in Giordania, ha cosi’ commentato: “E’ da 15 anni che siamo soggetti a pressioni, ghettizzazione e ingiustizie, ora basta. Quando finira’ il rancore di questo governo?”.

Secondo Tarek Aziz, questa decisione “punta solo a raccogliere voti in vista delle elezioni”, che si terranno il prossimo 12 maggio

Quindi il figlio dell’ex ministro degli Esteri ha ricordato che la casa del padre a Baghdad “e’ gia’ stata presa da Ammar Al-Hakim”, leader del partito Al-Hikma, di matrice sciita. Come ricorda la stampa internazionale, nel momento in cui il leader iracheno e’ caduto le milizie, le forze armate e i nuovi detentori del potere in Iraq si sono spartiti i beni della famiglia Hussein e del suo entourage.

Il decreto governativo pertanto sarebbe solo un modo per ufficializzare le confische gia’ eseguite

Nella lista figura anche Ali Hassan Al-Majid, meglio noto con il soprannome di “Ali il chimico” per il suo ruolo nella repressione del dissenso interno, e in particolare contro le comunita’ sciita e curda. Al-Majid fu arrestato dagli americani nel 2003 e giustiziato nel 2010 dopo aver ricevuto quattro condanne a morte in altrettanti processi interni.

5 Mar 2018

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