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Ericsson celebra l’Innovation Day licenziando altri 600 dipendenti


GENOVA – E’ sfociata in uno sciopero fino a mezzogiorno l’assemblea sindacale convocata per questa mattina dai lavoratori della sede genovese di Ericsson, sulla collina degli Erzelli, dopo che l’azienda ieri a Roma aveva annunciato l’avvio della quindicesima procedura di licenziamento collettivo dal 2006 a oggi, che riguarderà a livello nazionale altri 600 dipendenti.

“Uniti ai 300 appena mandati a casa- ricorda alla ‘Dire’ Fabio Allegretti, segretario Slc Cgil Genova- siamo a 900 lavoratori nel giro di pochi mesi“. Non è ancora chiaro quanti saranno i lavoratori genovesi costretti a rimanere a casa. Domani, intanto, è stata indetta una giornata di sciopero nazionale a Roma, con presidio sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico, a cui parteciperà anche una delegazione dei lavoratori genovesi. Nel capoluogo ligure, negli ultimi dieci anni, i lavoratori della multinazionale delle telecomunicazioni sono passati da 1.200 a 550.

“Dopo le parole dei ministri Carlo Calenda e Giuliano Poletti seguite da altri licenziamenti- prosegue il sindacalista- ci attendiamo finalmente una presa di posizione da parte di un governo che finora ha dimostrato di non riuscire a intervenire né sull’azienda né su chi la sta sostituendo sul mercato italiano, dimenticandosi totalmente di tutelare i lavoratori. In Germania un’operazione simile ha portato a 700 assunzioni da parte della realtà che è subentrata”.

Tuttavia, i sindacalisti non confidano più di tanto nell’operato dell’esecutivo che, accusano, “finora ha avuto un ruolo puramente notarile”. Mentre i lavoratori protestano, l’azienda oggi celebra l'”Innovation day” nella sede genovese.

Per Ericsson innovare significa licenziare, è un’azienda non più credibile“, denuncia il consigliere regionale di Rete a Sinistra, Gianni Pastorino, che questa mattina ha portato la propria solidarietà ai lavoratori. “Dietro a lustrini, messaggi motivazionali e aziendalismo sfrenato- accusa- c’è solo il sudore e il sacrificio dei lavoratori licenziati”.

Episodio non nuovo nella vertenza Ericsson, come ricorda lo stesso Pastorino: “Pieno sostegno alla lotta dei lavoratori e critica feroce nei confronti di chi, come l’ex premier Renzi, da un lato dichiarava di stare con i dipendenti ma dall’altro teneva bordone ai vertici aziendali, festeggiando con loro successi commerciali e fatturati da capogiro. Le istituzioni non devono più trattare con aziende ostili al nostro tessuto produttivo, che si compiacciono con operazioni di marketing pagate sulla pelle dei lavoratori”.

04 ottobre 2017

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