Infermiera killer Piombino, arriva la task force

Saccardi Piombino

LIVORNO – Sul caso di Fausta Bonino, l’infermiera accusata di aver ucciso 13 pazienti all’ospedale di Piombino, “noi abbiamo nominato una task force a livello regionale proprio per andare a valutare non solo quello che è successo, ma soprattutto la parte amministrativa. La parte delle indagini compete alla magistratura, ai Nas. A noi compete la parte amministrativa. Abbiamo nominato un gruppo di lavoro gestito dal rischio clinico: stamane è stato formalizzato l’incarico e sostanzialmente è stato delimitato l’ambito e l’oggetto di indagine”. Lo ha spiegato l’assessore regionale al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi.

Uno degli obiettivi della gestione del rischio clinico, ha poi chiarito Saccardi, è “capire che tipo di controlli e di organizzazione ci dobbiamo dare perché questi fatti non accadano più“. Sulla possibilità dell’installazione di telecamere nei reparti e un giro di vite nel monitoraggio delle cartelle cliniche, ad ogni modo, l’assessore è rimasta prudente: “Le telecamere non competono a noi. Sono uno strumento di indagine, spettavano a chi le doveva condurre. Avranno ritenuto di non inserirle, ma non compete alla Regione metterle, poiché cozzano con tutta la normativa sulla privacy, non solo dei pazienti, ma anche dei lavoratori”.

Conseguentemente, avventurarsi su questo terreno, “comporterebbe una trattativa sindacale importante, perché rappresenta un controllo sul comportamento dei lavoratori che trova dei limiti, naturalmente, nelle normative come è giusto che sia. Quello che vogliamo provare a capire è se i controlli e il sistema complessivo delle verifiche sia corretto, e come migliorare l’organizzazione delle aziende per andare a evitare che si ripetano eventi simili”.

4 aprile 2016
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