Intervista a Nicola Ciavatta

nicola_ciavattaNome: Nicola

Cognome: Ciavatta

Luogo e data di nascita: Rimini, 24 settembre 1984

Professione: Consulenza societaria e tributaria

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale altra cittadinanza: Italiana

Partito: Psd

 

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Negli ultimi anni sono stati compiuti enormi passi avanti nella direzione della trasparenza con l’obbiettivo di eguagliare gli standard dei paesi più virtuosi a livello europeo. Tutto ciò ha cambiato radicalmente il sistema, si pensi per esempio all’abolizione del segreto bancario ed al successivo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni finanziarie, alla cessazione dell’anonimato societario, alla stringente normativa in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro. Un cammino necessario. È innegabile che in questa legislatura siano stati raggiunti risultati, come per esempio la legge relativa all’imposta generale sui redditi, la ratifica dell’accordo contro la doppia imposizione fiscale siglato con l’Italia, etc. Ciò nonostante a tutt’oggi non si riscontrano ricadute positive rilevanti in quella che è l’economia reale di San Marino, perché le riforme non sono state proporzionate all’effettivo bisogno. Nonostante la durissima recessione oramai decennale che stiamo vivendo, non si è individuato ancora un percorso chiaro volto a concretizzare gli sforzi fatti, riformando, se necessario, più profondamente l’impianto normativo del Paese. Deve esser chiaro tuttavia che lo sviluppo economico lo si promuove e lo si realizza, con investimenti concreti e non solo con le leggi.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Se dovessi scegliere quali sono i punti prioritari direi: 1) Avvio delle riforme istituzionali che possono essere completate nel breve periodo: regolamento consiliare, implementazione dei servizi tecnologici, miglioramento dei servizi della PA attraverso abbattimento sistemico della burocrazia. 2) Vanno realizzati strumenti normativi e modificati, se necessario, quelli esistenti nell’ottica della competitività (i.e. implementazione legge sviluppo, revisione dei processi autorizzativi delle licenze di esercizio) con la ricerca diretta da parte dell’Esecutivo e delle Istituzioni preposte di nuovi investitori che realizzino investimenti sul territorio. 3) Va strutturato un programma di azioni finalizzate alla razionalizzazione delle risorse – c.d. Spending Review – delle quali il nostro Paese dispone. La volontà ed il bisogno di “risparmiare” senza gli strumenti di controllo adeguati non è sufficiente di per sé, nel tempo, per incidere in modo permanente sul funzionamento delle organizzazioni, compreso lo Stato. Un atto dovuto nei confronti dei cittadini al quale non ci si può più sottrarre a mio avviso.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Sicuramente, svolgendo la mia attività professionale a contatto con realtà operanti in San Marino ed al tempo stesso con chi desidererebbe avviare un’attività economica sul territorio nazionale, le tematiche che mi stanno più a cuore sono quelle che trovano una diretta correlazione con lo sviluppo dell’economia sammarinese. Credo, come ho già affermato, che l’obiettivo di attrare nuovi investimenti in tempi rapidi sia una priorità, e per raggiungere questo obiettivo, bisogna snellire la burocrazia, creare nuovi leggi incentivanti modificando al tempo stesso quelle esistenti per renderle più fruibili, serve accrescere ed affermare la nostra sovranità. I rapporti economici, oggi non riguardano solo le singole imprese, ma anche quelli tra i Paesi con cui le stesse operano.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Sviluppo significa sopravvivenza per San Marino, significa garanzia del welfare state di cui oggi godiamo – che può e deve sicuramente essere rafforzato ed implementato – che va considerato imprescindibile, a questo non dobbiamo rinunciare. Vanno sviluppate leggi mirate a favorire lo sviluppo dell’economia del Paese. Uno sviluppo economico sostenibile, tenendo ben presenti quelle che sono le peculiarità di un piccolo Stato come il nostro, utilizzandole come volano per risollevare San Marino dalla crisi che sta attraversando. Servono disposti normativi che diano un seguito concreto all’accordo di cooperazione economica siglato con la Repubblica italiana, le relazioni sono mature per iniziare a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato con fatica. È di fondamentale importanza accelerare il processo di internazionalizzazione del nostro Paese, guardando oltre l’Italia, con cui la collaborazione avviene già in maniera naturale.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Nonostante sia un periodo difficile per l’Unione Europea – pensiamo all’esito del referendum popolare in Gran Bretagna – il nostro percorso di associazione è iniziato. Un’attenzione particolare dovrà essere rivolta all’impatto dell’impianto normativo della UE sul nostro micro-sistema economico, spesso la burocrazia europea, ha dimostrato poca attenzione a questo aspetto e Paesi più grandi del nostro hanno successivamente riscontrato serie difficoltà nella fase attuativa. Devono essere garantite a San Marino le quattro libertà sulle quali si basa l’UE; ivi compreso il transito comunitario per le merci (c.d. T2) provenienti da San Marino.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

La figura storica sammarinese che mi ispira maggiormente è di sicuro quella del nostro Reggente Antonio Onofri, il suo rifiuto all’offerta di estendere i confini di San Marino al mare che ci fu presentata da Napoleone Bonaparte, per quanto affascinante, avrebbe inevitabilmente messo a repentaglio l’Indipendenza del nostro piccolo Stato. La sua decisone di declinare gentilmente quella proposta fu segno di grande intelligenza e lungimiranza politica: la sua umiltà d’animo dovrebbe ispirarci tutti.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Una figura di cui giudico positivamente l’azione politica, escludendo le personalità più note in ambito internazionale contemporaneo, è quella di Filippo Turati. Mi ritrovo nell’azione politica riformista da lui promossa durante i primi del novecento.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Sono laureato in economia ed anche per mia scelta lavoro da circa otto anni. Questo è il mio primo impegno diretto in politica. Quello che ho avuto il piacere di riscontrare attraverso le mie esperienze professionali, avendo lavorato sia in strutture di piccole dimensioni sia all’interno di organizzazioni più complesse – penso all’esperienza fatta presso PricewaterhouseCoopers, in particolare al TLS di Milano e Bologna – è che le persone con le quali ho collaborato hanno sempre apprezzato il mio operato valutandolo positivamente. Ho sempre dato tutto me stesso per mantenere gli impegni presi ed i miei incarichi.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sono orgoglioso del mio Paese, mi hanno sempre affascinato le sue particolarità, la sua storia. Ci siamo difesi da gravi minacce più volte, abbiamo subito tre occupazioni militari, e nonostante le nostre minuscole dimensioni i nostri progenitori sono riusciti nell’impresa di preservare l’Indipendenza della nostra Repubblica. Di questo dovrebbe sentirsi orgoglioso ogni singolo sammarinese, non è cosa da poco. Ricordo di essermi sentito profondamente orgoglioso di San Marino in seguito al suo inserimento nel patrimonio dell’UNESCO nel 2008.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Mi ritengo una persona con una naturale predisposizione al dialogo. Nella mia vita ho sempre cercato di condividere le mie idee con gli altri piuttosto che imporle, perché parto dal concetto che il punto vista dell’altro sia importante quanto il mio. In un momento come questo più che mai, soprattutto sul piano politico, credo che la condivisione non vada intesa come mero compromesso bensì come convergenza di idee; questo concetto dove assolutamente diventare chiaro per coloro i quali saranno eletti dalla cittadinanza come Consiglieri di questo Stato.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Il rispetto per le nostre Istituzioni lo conservo sin da quando ho memoria, me l’hanno trasmesso mio padre – avendo lui stesso goduto del privilegio di servire il Paese in passato – e mio nonno prima di lui. L’idea di potermi impegnare personalmente in politica è maturata gradualmente. Negli ultimi dieci anni siamo stati tutti testimoni di una recessione nefasta. Non nego di aver criticato aspramente, come penso la grande maggioranza di noi, scelte politiche non condivise, da spettatore quale sono stato. Oggi quello che penso ed in cui credo, è che nel caso si reputi necessario modificare lo status quo, è indispensabile partecipare attivamente al cambiamento, offrendo quindi un contributo personale e materiale. Credo che spirito di servizio per la nostra Repubblica significhi questo.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

La passione per l’attività fisica non mi abbandonerà mai. Se devo pensare a qualcosa che ha lasciato il segno dentro di me in ambito sportivo penso subito alla pallacanestro, dove peraltro da ragazzo riscossi anche un discreto successo. Quell’esperienza mi ha lasciato tantissimo, il rispetto per gli avversari, lo spirito di squadra, il desiderio di raggiungere un obbiettivo comune; più di ogni altra cosa mi ha insegnato a rialzarmi dopo una sconfitta e a condividere la gioia di una vittoria con gli altri.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Darò tutto me stesso per servire il Paese come candidato del PSD all’interno della mia Coalizione, se ne avrò l’occasione garantisco agli elettori che il mio impegno sarà pieno. Ho intenzione di promuovere con forza e convinzione tutte quelle riforme necessarie ed imprescindibili per il Paese, offrendo il mio contributo secondo quelle che sono le mie capacità, forte dei miei valori. Per combattere la crisi economica che stiamo attraversando sono necessari nuovi investimenti e leggi adeguate per attrarli, serve creare lavoro e soprattutto un futuro per le nuove generazioni. Il futuro di San Marino oggi è nelle nostre mani e deve essere posto prima di tutto.

3 Nov 2016
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