Intervista a Francesco Chiari

francesco_chiariNome: Francesco

Cognome: Chiari

Luogo e data di nascita: RSM, 30/03/74

Professione: Impiegato nella mia start up

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e:

Partito: Samm

 

  • Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Sono un imprenditore Sammarinese e dunque costruttivo per natura, così citerò un’impresa sammarinese che è passata in poco più di due anni da 2 a 70 dipendenti, incubando ben 34 nuove imprese ad alta tecnologia; il suo nome è Techno Science Park SPA ed io mi fregio di farne parte con la  mia start up. Inoltre all’alba dell’era digitale che anche San Marino si appresta a vivere, l’istituzione dell’Agenzia per lo Sviluppo Digitale con D.D. 179 del 9 dicembre 2015, si occuperà di dettare l’Agenda Digitale Sammarinese, progetto con un’enorme potenziale di sviluppo economico per il Paese, a partire dall’eccellenza delle telecomunicazioni che invece sono mancate fino ad oggi.

Quello che invece ancora fatica ad essere virtuoso sono la produzione di leggi e la riconducibilità delle scelte, credo dunque che sia ormai imprescindibile istituire un coordinamento del Congresso di Stato, nelle forme che stabiliremo tutti insieme, siano esse il Premierato o un Primo tra Pari o magari la proroga della Reggenza da 6 mesi a 18 mesi con l’incarico di assumere il coordinamento.

 

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Provate a chiedere ad un pugile di pronosticare il secondo esatto del round al quale manderà al tappeto l’avversario. Se indovinasse saremmo davanti ad un mago e non ad un atleta.

Credo che non si possano prendere in giro i cittadini con slogan clamorosi ma davvero poco realistici, quindi dichiaro che, dopo che la coalizione San Marino prima di Tutto avrà vinto al primo turno, il Paese festeggerà il nuovo anno con la Finanziaria. Se invece si dovesse perdere tempo col ballottaggio dando adito ai portatori di mal di pancia, allora non resterebbe che fare l’assestamento di bilancio a Marzo. Poi ho tante altre certezze: sicuramente nei primi 100 giorni porremo in essere la prima fase degli interventi per il risanamento del sistema finanziario (problema dei crediti non performanti), mentre a fine anno comincerà già la fase due per l’ampliamento e lo sviluppo dei servizi finanziari evia di seguito tanto altro, cominceremo il regolamento consiliare al quale daremo attuazione nei primi 6 mesi, così come la legge sulla carriera diplomatica; introdurremo il pacchetto di norme per migliorare l’accesso alle fonti normative;

Ma vorrei io fare una domanda a voi: non è forse più importante sapere attraverso quali competenze ed esperienze saremo capaci di sviluppare un programma quinquennale? E gli altri sono in grado di portare una simile responsabilità? No di certo. Governare significa affrontare un mare magnum che sarà ben sintetizzato nell’Agenda di Governo che insieme ai miei colleghi di coalizione avremo il piacere di presentare ai Sammarinesi la sera del 04 Novembre al Teatro Nuovo di Dogana.

  • Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Desidero impegnarmi con spirito di servizio per tutto ciò che serve al Paese e credo che la vera Politica sia quella che ogni cittadino mette in campo ogni mattina facendo del suo meglio per migliorare la società e se stesso, poi mi sento molto forte sui temi dell’economia reale fondata su ricerca e innovazione tecnologica. Sono appassionato di Storia Sammarinese e credo che tante risposte per risolvere i problemi che ci affliggono risiedano nella Saggezza delle Origini.

  • In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Una ricetta vincente non ha mai un unico ingrediente ma è un mix di ciò che sia ha e ciò che ci si può mettere con l’impegno e le competenze di tutti, per creare un Sistema Paese.

Ciò che già abbiamo e che ci differenzia è un territorio spettacolare, sospeso tra il mare e la montagna, con una ricchezza storica e naturale senza eguali. Ciò che dovremmo metterci è una bella confezione per creare “Il Prodotto San Marino” capace di accogliere il turista stanziale per alcune notti e di fungere da capitale del distretto culturale della Valmarecchia e del Montefeltro. Questo incentiverebbe l’hotellerie, il commercio e tutto l’indotto affine con le nuove forme di turismo che sembrano concepite apposta per noi, dal ciclo turismo al turismo di lusso.

Parallelamente continuare il cammino già intrapreso per diventare un centro nevralgico d’eccellenza nella ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica. Le idee non occupano spazio in un piccolo territorio come il nostro ma hanno il peso specifico per rendere grande uno Stato.

Quello che dobbiamo metterci noi è l’impegno nel cogliere le opportunità che l’era digitale e le tecnologie innovative ci offrono in questo particolare momento storico dove si è scelto per necessità e giusta causa di abbandonare un modello economico finanziario che alla luce dei fatti ha arrecato più danni materiali e reputazionali a San marino che altro.

  • Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Non si instaura un rapporto tra una madre e il figlio. Il rapporto c’è!

Si tratta invece di capire quali siano gli equilibri giusti perché i genitori non si sentano poco rispettati e i figli non si sentano schiacciati. L’Europa ci circonda e dunque dobbiamo essere bravi a preservare la nostra sovranità senza privarci dell’opportunità di sedere al tavolo dei grandi. Anche in questo caso alcuni virtuosismi insiti nelle nostre piccole dimensioni ci vengono incontro. Ricordate cosa ho detto sopra? La tecnologia non occupa spazio ma pesa moltissimo.

Singapore, primo da anni nella classifica Doing Business ne è un fulgido esempio.

 

  • Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Troppo Facile: Clara Boscaglia.

Voglio ricordare la donna, la cittadina ed infine la sua vocazione politica; modi d’essere che hanno convissuto con quello stesso impegno che non solo non è stato leso dal proprio genere femminile ma che anzi è stato amplificato da quella determinazione sociale e da quell’amore per la propria Terra ch’Ella stessa definì “Quella mia insana pazzia che è l’amore per questo Paese”. Tale sentimento così profondo ed estremo credo sia proprio delle donne e della loro esistenza, senza la quale non esisterebbe neanche la Politica. Spero che il ricordo di Clara Boscaglia e l’eredità che ci ha lasciato siano d’ispirazione e di sprono per tutte le donne sammarinesi per un impegno sempre maggiore nella vita politica e lavorativa del Paese, cosicché le pari opportunità di genere siano un punto di partenza per la proliferazione della nostra comunità e non un miraggio da inseguire.

  • Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Ma dai…..fatele più difficili…..:Abraham Lincoln. Il motivo è perché nel 1862, pur non potendo immaginare l’era digitale aveva già capito che i concetti di “piccolo e virtuoso” potevano coesistere con successo. Quelli erano i tempi della Saggezza delle Origini che solo dopo epoche buie si possono raggiungere, da qui la mia speranza. Della sua risposta alla lettera con cui riceveva la cittadinanza Sammarinese, altro capolavoro diplomatico, ne ho fatto un mantra che mi ripeto tutti i giorni e che ho tradotto più o meno così: “Benché il vostro territorio sia piccolo, nondimeno il vostro Stato è uno dei più onorati di tutta la storia”

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Mio nonno fondò la Durabilis s.a. nel 1946, nella ex fornace di Dogana Bassa, mio padre l’ha fatta diventare grande ed io ho fondato le mie aziende negli ultimi 15 anni. Sono dunque un “sedicente” imprenditore che tutte le notti pensa e tutti i giorni lavora, con passione e senza fatica. Ho presto imparato che da soli non si fa nulla e che una buona squadra è alla base di un’impresa di successo.

Alla figura del capo ho prima sostituito la figura del “primo tra pari”, poi con la maturità ho recentemente capito che siamo tutti custodi delle due eredità eterne: le radici, che ci ricordano chi siamo; e le Ali, che ci spingono a sognare e poi a realizzare il sogno. Quindi mi ritengo un custode e quando dovrò governare custodirò e curerò coi miei compagni di viaggio la Cosa Pubblica per lasciarla ai custodi dopo di me un po’ meglio di come l’ho trovata.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Voi che ne dite?

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Senso dello Stato

Spirito di servizio

Spirito di squadra

Capacità gestionale…….guardate il mio profilo linkedin che facciamo prima.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Ho sempre respirato l’odore di fabbrica in casa mia, ho sempre visto i membri della mia famiglia lavorare sodo senza mai essere negligenti nei confronti dei figli e con senso di gratitudine nei confronti di uno Stato che garantiva competitività d’impresa. Poi crescendo, con l’acuirsi della crisi globale culminata nell’inizio degli scudi fiscali ho cominciato a capire che qualcosa non tornava: come mai non reagivamo? Come mai chinavamo il capo e non solo? Forse si era rotto un’equilibrio basato su regole finanziarie offshore di cui ero all’oscuro? Ecco, lì ho capito che non era più sufficiente lavorare per garantire una vita serena ai miei cari ma dovevo cominciare ad interessarmi al Paese in modo più attivo. Poi la Politica, quella della polis e del buon governo, mi ha totalmente

rapito.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Pratico vela da oltre trent’anni, prima a livello agonistico poi per passione. E già vi assicuro che passare continuamente dai greppi di Galazzano al mare aperto apre la mente non poco.

Ho iniziato con l’Optimist, un monotipo simile ad una vasca da bagno con la vela latina dove a 12 anni ti trovi solo a dover decidere se andare a dritta o a sinistra tra bonacce interminabili e onde che scrosciando nebulizzano l’acqua, rendendoti più simile ad un sottomarino che ad un natante. Poi in “420” come timoniere ho imparato a ragionare e a muovermi in sincronia perfetta con il mio prodiere, infine tra regate d’altura e crociere con amici neofiti ho imparato ad essere responsabile di altre persone, consapevole che per quanto tu possa essere esperto, il mare, se si arrabbia e ti coglie di sorpresa, non  perdona. E poi agli antipodi c’è il bosco, l’altro luogo magico che prediligo.

Insomma mi piace tentare di dominare la natura nel massimo rispetto.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Credo che nelle 12 risposte precedenti siano già racchiuse motivazione ed entusiasmo, mentre la competenza e la capacità ve le dimostrerò con piacere una volta eletto.

 

3 Novembre 2016
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