Intervista a Gian Franco Terenzi

gian_franco_terenziNome:  Gian Franco

Cognome: Terenzi

Luogo e data di nascita: Serravalle 2/1/1941

Professione: Imprenditore Artigiano

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Per serietà nei confronti dei cittadini, di coloro a cui andremo a chiedere il voto, non è mio stile fare l’elenco delle cose buone fatte. Esse si sostanziano in un’azione concreta che un Governo deve porre quotidianamente in campo. Se esse necessitano di essere raccontare, vuole dire che non sono state recepite nella concretezza della vita di tutte le persone. È evidente che stiamo attraversando un periodo denso di difficoltà oggettive che possono trovare razionale giustificazione nella crisi economica internazionale che si protrae oramai da parecchio tempo. Premesso questo però, come ho avuto modo di dire più volte in Consiglio, rifuggo dall’idea di pensare che una realtà come quella di San Marino non possa fare di più e meglio soprattutto nel campo dell’occupazione e del lavoro. È mancata sostanzialmente una programmazione di largo raggio e troppo spesso l’esecutivo è avanzato nella sua navigazione come un’imbarcazione che procede a vista.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Tutti quei provvedimenti atti a dare una spinta virtuosa ai temi dell’occupazione e dell’impresa.  Si compirebbe un errore macroscopico se ci si accontentasse dei piccoli segnali di ripresa, senza porre in campo politiche attive di sviluppo. Compito del Consiglio sarà quello di sollecitare il Governo che si formerà dopo le elezioni, a spingere sull’acceleratore del cambiamento senza ulteriori perdite di tempo. Vi sono molti progetti di sviluppo ed investimento già in cantiere che necessitano solo di essere sospinti e sostenuti. Serve quindi porre in campo una capacità decisionale efficace e veloce al fine di incentivare immediatamente una ripresa occupazionale.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

La mia lunga storia politica dentro le Istituzioni e nel campo imprenditoriale, parla oramai da sola. Internazionalizzazione e sviluppo occupazionale. Potrei sintetizzare così, gli ambiti entro cui la mia esperienza potrà offrire a San Marino il suo contributo più sostanziale. Credo senza alcuna presunzione di poter asserire che le conoscenze acquisite sul fronte delle relazioni estere, così come la competenza specifica delle dinamiche imprenditoriali relative alle piccole medie imprese e all’artigianato, mi pongano in una posizione di autorevolezza rispetto alle necessità e ai bisogni del nostro Paese.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

La mia idea di sviluppo è molto semplice quanto indispensabile. Da imprenditore ho imparato a guardare alla mia impresa come ad una famiglia da proteggere e sostenere durante le difficoltà. Basterebbe governare uno Stato così come farebbe un buon padre di famiglia. Decidere, correggere gli errori, mai guardare al proprio interesse particolare ma al bene comune. Per fare tutto ciò servono capacità, culture e “saperi” condivisi, ma anche la velocità nell’offrire risposte ai problemi. I tempi della politica devono ridursi drasticamente. Allo stesso tempo è necessario uscire da quella mentalità provinciale che ha posto troppo spesso l’esecutivo nella situazione di perdere una quantità di tempo incredibile in vicende prettamente domestiche.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Io credo che San Marino debba guardarsi attentamente attorno per fare delle scelte davvero oculate nel campo delle relazioni internazionali, e in particolare con l’Europa. Partendo dal presupposto che la nostra storia rappresenta un patrimonio inestimabile di valori e cultura, dobbiamo saper mettere in campo le migliori strategie possibili per stipulare accordi di cooperazione che, soprattutto sul fronte economico, ci possano aiutare ad uscire dall’emergenza. Nel farlo però non possiamo mettere a repentaglio la nostra sovranità. In questo percorso è nostro dovere individuare tutti gli strumenti atti a valorizzare le nostre Istituzioni e la realtà statuale che ci contraddistingue nel mondo.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Nel rispondere penso a due personalità il cui lascito politico e culturale ha inciso profondamente nella nostra storia. Penso a Clara Boscaglia, una delle figure più autorevoli, preparate e carismatiche che la Repubblica abbia mai avuto e al professor Federico Bigi che ha portato avanti, in tappe fondamentali, il cammino della comunità sammarinese verso il riconoscimento a livello mondiale della piena indipendenza e sovranità.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Vorrei citare uno tra i più autorevoli padri fondatori della Repubblica Italiana Alcide De Gasperi. Egli affermava che la differenza tra un politico ed uno statista risiede nel fatto che il primo pone il suo sguardo alle imminenti elezioni, il secondo alle generazioni future.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Le capacità acquisite nel campo imprenditoriale così come quelle politico- istituzionali, rappresentano la somma di ciò che mi servirà per svolgere ancor una volta, con impegno e sacrificio, il mandato elettorale. La capacità di individuare soluzioni alle problematiche, una visione della realtà a trecentosessanta gradi e l’attitudine a mettere in relazione soggetti differenti, possono considerarsi le tre qualità imprescindibili per qualsiasi politico e che credo mi appartengano

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Ho compiuto nell’arco della mia vita politica, ricoprendo ruoli Istituzionali, circa 100 missioni, visitando più di 60 Paesi.  Ogni volta ho percepito la responsabilità di rappresentare l’intero popolo Sammarinese e l’orgoglio di esserne parte. In qualsiasi assise ho sempre rivendicato le ragioni della mia terra con forza e determinazione.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Sarebbe per me interessante far risponde a questa domanda le tante persone che ogni giorno mi testimoniano la loro stima per l’impegno che metto nella politica e nell’impresa. Dalle loro parole intuisco che a colpire è la mia capacità di instaurare rapporti interpersonali, di entrare nelle dinamiche dell’umano e spesso di anticipare con delle valide  soluzioni le loro stesse domande.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Potrei definirmi un militante attivo della Repubblica, vista la mia lunga presenza nelle Istituzioni. Sono cresciuto umanamente e politicamente nel Partito Democratico Cristiano Sammarinese dove continuo a prestare il mio contributo con la certezza che proprio l’unità, l’esperienza e la compattezza del nostro gruppo, possano offrire le garanzie necessarie per riconquistare quella fiducia nelle Istituzioni che molti cittadini hanno perso.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Sono talmente convinto che lo sport, in tutte le sue forme sia, soprattutto per i giovani, una modalità per comprendere le ragioni prime dello stare insieme, al punto tale che ho costituito in Consiglio il gruppo parlamentare sportivo. Personalmente da giovane ho giocato a calcio, poi mi sono appassionato all’aeromodellismo e tutt’ora pratico attività di volo. Al di là delle esperienze individuali, vivo la convinzione che proprio nello sport risiedano quei principi educativi irrinunciabili per le nuove generazioni.

 

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

A differenza di molti non faccio proclami, non lancio promesse, non cerco il consenso utilizzando formulazioni dialettiche, affascinanti o provocatorie. Per me parlano i fatti, l’incessante attività che da quando sono giovane pongo al servizio della Repubblica di San Marino, le tante iniziative legate al mondo dell’impresa e dello sviluppo che, in patria e all’estero, organizzo per aiutare il mio Paese ad affermarsi nei contesti internazionali.

 

3 Novembre 2016
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