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I probiotici: ‘i batteri buoni’ alleati del benessere femminile

benessere donnaROMA – I probiotici, se associati a corretti accorgimenti igienici e a uno stile di vita sano, sono i migliori alleati del benessere femminile. I ‘batteri buoni’, che colonizzano l’intestino riuscendo a passare dal retto alla vagina, agiscono infatti con un duplice effetto: a livello dell’apparato digerente, equilibrano la flora intestinale e facilitano i processi metabolici e immunologici; a livello dell’apparato riproduttivo, invece, influenzano l’ecosistema batterico vaginale. In particolare, i probiotici lattobacillari, attraverso la produzione di acido lattico, mantengono un livello di pH adeguati prevenendo fastidi, irritazioni e infezioni. È quanto emerso nel corso di una conferenza stampa organizzata da Sigo (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia), Sin (Società italiana di Neonatologia) e Sip (Società italiana di Pediatria), che si è svolta oggi a Roma presso l’Hotel Nazionale.

I probiotici, nello specifico, sono importanti per il benessere femminile in età fertile, in gravidanza e in menopausa.

IN ETÀ FERTILE – “Alcuni studi- hanno fatto sapere gli esperti- hanno evidenziato come l’assunzione regolare di alcuni ceppi probiotici può rappresentare una vera e propria alternativa non farmacologica al trattamento convenzionale delle vaginosi batteriche e nelle vaginiti da candida. Sono le infezioni ginecologiche più comuni: una donna su 7 ne ha sofferto almeno una volta in età fertile e il 28% delle adolescenti. Provoca dolore intimo, soprattutto durante i rapporti, forte prurito, irritazioni, perdite e difficoltà a urinare. L’elemento caratteristico è l’alterazione della flora batterica vaginale. Questa normalmente vede predominare i lattobacilli, che mantengono il pH della vagina entro livelli ottimali e proteggono la donna dagli agenti patogeni. Se i lattobacilli diminuiscono, altri microrganismi patogeni possono moltiplicarsi originando fastidiosi disturbi come bruciore durante la minzione, prurito e perdite grigiastre e maleodoranti. La cura delle vaginosi batteriche, in genere, consiste nell’uso di antibiotici. Per la candida invece sono consigliati farmaci antimicotici. La letterature evidenzia che l’assunzione orale di alcuni ceppi di probiotici, in particolare il Lactobacillus rhamnosus GR-1 e il Lattobacillus reuteri RC-14, può potenziare l’effetto delle terapie contro le vaginosi e prevenire il rischio (frequente) di recidive”.

IN GRAVIDANZA – “Durante la gestazione- hanno sottolineato ancora gli esperti- le difese immunitarie della donna si abbassano per evitare che l’organismo riconosca il feto come un corpo estraneo. Di conseguenza la ‘sorveglianza’ si riduce e aumenta, invece, il rischio di sviluppare vaginosi batteriche. Questo è pericoloso in gravidanza, perché incrementa il rischio di parti prematuri (fino al 40% se la madre sviluppa una vaginosi nelle prime 16 settimane di gestazione) e di complicanze come l’endometrite post-partum. La vaginosi batterica, la vaginite da Candida e altre infiammazioni, oltre ad influire sulla fisiologica durata della gravidanza, possono anche determinare un peso ridotto del neonato alla nascita. Al contrario, l’equilibrio della microflora vaginale offre un vantaggio in termini di ‘imprinting’ microbiologico in caso di parto naturale, in quanto essa rappresenta il primo contatto che il neonato ha con l’esterno. Per questo, durante la gravidanza può essere d’aiuto alla futura mamma l’assunzione di probiotici specifici per l’ambiente vaginale e per l’equilibrio della microflora intestinale”.

IN MENOPAUSA – “In menopausa- hanno aggiunto gli esperti- lo spessore dei tessuti di rivestimento della vagina si riduce, diminuisce l’elasticità e l’idratazione. Questo può generare fastidi come secchezza e dolore durante i rapporti, ma anche ‘stati di sofferenza’ con frequenti episodi infettivi o infiammatori (cistiti) alle vie urinarie. Alcuni probiotici lattobacillari, in questo caso, possono essere associati alle terapie specifiche contro i singoli disturbi e riequilibrare l’ambiente vaginale- hanno concluso- a vantaggio della qualità di vita della donna”.

02 febbraio 2016

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