Sanità

Bonaccini avvisa il Governo: “Basta tagli alla sanità, ora più fondi”

S. Bonaccini

S. Bonaccini

BOLOGNA – Il 2016 dovrà essere l’ultimo anno di riduzione delle risorse per il Servizio sanitario nazionale. E’ il monito di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna e nuovo presidente della Conferenza delle Regioni, oggi in un’intervista al Sole 24 Ore.

Bonaccini ammette di essere “un gran tifoso di Renzi”, ma “il premier sa che qualora io non sia d’accordo con alcune scelte politiche, non mancherò di rimarcarlo“.

E la sanità è forse il principale terreno di scontro fra Regioni e Governo. Secondo Bonaccini, quello previsto per il 2016 in Legge di stabilità “non è un taglio: è un minor incremento“. Ma “quel che dovremo discutere col Governo è che non possiamo mantenere il trend di oggi- avverte- al Governo va posto il tema che a fronte di più servizi, servirà un aumento delle risorse”.

Allo stesso tempo, anche le Regioni devono fare la loro parte. “Non è vero che nel passato a un aumento di risorse ci sia stato ovunque aumento di quantità e qualità di servizi- bacchetta Bonaccini- dunque nessuna scorciatoia, per nessuno, ma discussione seria. Basta col giochino che servono solo più risorse”. Il presidente rilancia anche a livello nazionale, come già fatto in Emilia-Romagna, il tema dei fondi integrativi sanitari (“Una sfida da accettare”) pubblico-privati. Bonaccini propone di “costituire una regia pubblica e contribuire anche finanziariamente a fondi misti. Penso al socio-sanitario e alla non autosufficienza, dove la spesa privata è in forte crescita e spesso affidata al ‘fai da te'”. Un tema da affrontare nella Conferenza delle Regioni, per fornire “spunti di riflessione e poi operativi di grande portata, con il pubblico che governa processi e cambiamenti”. Del resto, le Regioni “non possono stare a guardare quasi fosse uno sport che non le riguarda”.

Bonaccini apre anche al tema dei costi standard (“E’ da perseguire”), purchè “non premi solo le Regioni virtuose, ma aiuti anche chi ha dimostrato di migliorare per qualità e quantità dei servizi”. E arriva a proporre una sorta di contaminazione tra le varie sanità delle Regioni. Mi piacerebbe che si formassero squadre interregionali di miglioramento nei singoli settori”, mescolando “le buone pratiche” per “annullare le differenze di risposta sanitaria”. Le Regioni che sono all’interno di un piano di rientro devono uscirne “al più presto”, incalza ancora il presidente, mentre quelle in equilibrio dovranno “far crescere la qualità in tutta Italia, concretamente”.

2 gennaio 2016
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