Lazio

Roma Metropolitane, futuro incerto tra dismissione e “risanamento senza ricapitalizzazione”

roma-metropolitaneROMA – Il futuro di Roma Metropolitane non è ancora segnato. La società partecipata del Comune di Roma creata per coordinare la realizzazione della linea C è quella futura della linea D non sarà necessariamente dismessa. Sul tavolo ci sono varie ipotesi ma sembra affacciarsi l’idea di un “risanamento senza ricapitalizzazione”.

   A parlarne, questa mattina nel corso di una commissione Mobilità dedicata al parere sul nuovo amministratore unico Pasquale Cialdini, sono stati il presidente Enrico Stefano ed alcuni tecnici dell’amministrazione tra cui il capo segretaria dell’assessorato alla Mobilità, Francesco Scotto. “Abbiamo strettissimi margini- ha detto in particolare quest’ultimo- per riuscire, pur non ricapitalizzando l’azienda, a individuare in Roma Metropolitane una nuova stazione appaltante. Il nuovo au serve per creare uno spartiacque con l’amministrazione precedente, dalla quale vogliamo prendere le distanze, ed è un nuovo corso all’insegna di risparmi ed efficacienza che ci auguriamo possa eventualmente anche sconfessare le previsioni sulla dismissione della società”.

   Come questo potrà avvenire non è ancora stato chiarito. Su una sola cosa sembra che non ci siano dubbi: “Le pubbliche amministrazioni parlano per atti- ha ricordato Scotto- e agli atti l’unico documento che segna un percorso preciso è quello sulla non ricapitalizzazione“.

Le strade per mettere in piedi l’ipotesi di risanamento potrebbero essere diverse. Da un lato il nuovo Au Cialdini potrebbe lavorare per azzerare le perdite della gestione ordinaria, chiudendo i prossimi bilanci in pareggio. Dall’altro, parallelamente, si potrebbero generare risparmi in grado di neutralizzare parte delle perdite attuali, anche perché il Campidoglio fa sapere che una ricapitalizzazione diventa obbligatoria solo quando la perdita supera il patrimonio sociale.

   Come riuscirci? Sul tavolo, ha ricordato Stefano, ci sono diverse opzioni. “Una di queste è trasferire una parte della società all’Agenzia della mobilità“. Magari creando poi una nuova società con un nuovo nome, più snella ed efficiente. Il tutto preservando le competenze tecniche. “È un segnale di attenzione il fatto che non si cerchino scelte facili per poter minimizzare i danni in una situazione difficile da recuperare” hanno aggiunto i tecnici. Insomma, per il Comune è prematuro anticipare qualsiasi previsione sul futuro di Roma Metropolitane. Il tempo, però, è poco, perché l’esercizio 2016 si sta per chiudere.

1 dicembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»