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DIRE - FESTIVAL DELLA ROBOTICA

Intervista a Franco Mosca (Fondazione Arpa): “Robot anche al fianco dei direttori d’orchestra”

ROMA – Tanti eventi, articolati o indipendenti, tutti ‘legati’ da un ottimo livello scientifico internazionale. È la prima edizione del Festival Internazionale della Robotica, in programma dal 7 al 13 settembre a Pisa, iniziativa che si rivolge a tutti e che “mira alla diffusione della conoscenza di questa disciplina in tutti i suoi ambiti e applicazioni”. Il Festival, sottolineano nella descrizione gli organizzatori, “avrà il suo cuore agli Arsenali Repubblicani ma l’intera città di Pisa sarà coinvolta”. La robotica è ormai entrata in tutti i settori della vita quotidiana: il Festival sarà l’occasione per conoscere, approfondire e imparare tutto dai robot industriali e di servizio ai robot chirurgici, dalla domotica ai laboratori per bambini e ragazzi passando per convegni sulla robotica e sull’arte.

Franco Mosca

“Sono 3 anni che lavoriamo sul tema della robotica- ha detto all’agenzia Dire Franco Mosca, presidente della Fondazione Arpa, ente promotore, principale finanziatore e direttore dello stesso Festival- Lo scorso anno, era fine aprile, in occasione di un primo convegno sulla robotica pisana, pensammo che era tempo di fare un festival”. Si è quindi puntato “sulla qualità scientifica del festival- ha detto ancora Mosca-. Era una priorità, pensiamo di essere riusciti a presentare eventi, serie, articolati o indipendenti, di ottimo livello scientifico internazionale. Si parlerà di robotica in tutte le sue coniugazioni”. Tanti veramente gli argomenti, i settori che saranno approfonditi: “La robotica sanitaria, la riabilitazione con la robotica, il turismo dell’handicap, ovvero un progetto sperimentale della regione Toscana, il turismo sicuro per persone che hanno dei problemi, quindi la robotica nell’handicap, come ad esempio quando parliamo delle carrozzine”.

La tecnologia nel mondo dello sport, per normodotati e paralimpici- ha proseguito Mosca- E poi l’industria: ci saranno delle relazioni importanti, ci sarà un workshop dove saranno presentati in anteprima mondiale nuove piattaforme sulla chirurgia per l’anno 2018. Abbiamo organizzato una giornata per presentare a investitori finanziari e industriali le nostre realtà, che sono il laboratorio dell’Università di Pisa, il laboratorio della Scuola Sant’Anna. C’è una concentrazione di studi robotici molto sviluppata nell’area pisana, che forse non ha pari al mondo. Nelle nostre realtà produttive presenteranno a degli investitori le loro scoperte”. Durante il Festival sono stati programmati anche workshop “su arte e robotica, parliamo ad esempio di allestimento nei teatri. Abbiamo trovato anche una sinergia, a proposito dei carri, con il Carnevale di Viareggio”.

Ma non solo: “Abbiamo cercato di coinvolgere realtà, ed avere contributi con ospiti internazionali”. Altra curiosità: “Sono previsti due eventi musicali importanti, il 9 e 12 settembre. Contiamo di portare sul palcoscenico robot che aiutino i direttori d’orchestra. Il concetto è che i robot non devono spaventare, i robot sono servitori dell’uomo. Paura che rubino il lavoro agli esseri umani? Noi siamo in controtendenza. Con la prima rivoluzione industriale, con i primi automatismi, molti si preoccuparono che le macchine potessero rubare il lavoro all’uomo, ma si cerca di evitare che le persone muoiano in galleria facendo lavori usuranti, dobbiamo vederlo così. La parola robot è di origine slava e vuol dire ‘servizio’” ha concluso Mosca.


DAL 7 SETTEMBRE A PISA IL PRIMO FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA ROBOTICA

La robotica al servizio dell’uomo: per liberarlo dalle incombenze più faticose, intervenire con estrema precisione e affidabilità sul corpo umano, migliorare la qualità di vita delle persone diversamente abili, contribuire a superare il divario tra il nord e il sud del mondo, scoprire inattese espressioni artistiche. La robotica in tutte le sue declinazioni, riassunte nell’origine stessa di questa parola slava “lavoro forzato, servitù” (a beneficio esclusivo dell’uomo), è la protagonista del primo festival internazionale ospitato in Italia, a Pisa, dal 7 al 13 settembre 2017, nella città che vanta una delle più alte concentrazioni al mondo di addetti e di attività di ricerca, sviluppo, applicazione di sistemi robotici.

Pisa, città della scienza, ha fatto fronte comune per garantire il successo a questa prima edizione del festival internazionale di robotica, promossa da Fondazione Arpa, Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, Centro di Ricerca “E.Piaggio” dell’Università di Pisa, Comune di Pisa. Tra i co- promotori scientifici figurano Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Irccs Stella Maris, Centro di eccellenza Endocas dell’Università di Pisa. In programma seminari, convegni, dimostrazioni, mostre, esibizioni artistiche, laboratori didattici per gli studenti (a partire dalle scuole elementari) per garantire una panoramica completa e aggiornata sulla ricerca, sulla produzione, sulle applicazioni della robotica che, tenendo fede alla sua missione, si pone a servizio dell’uomo.

Fra i numerosi eventi, che vedono la partecipazione di alcuni tra i leader internazionali della robotica, si segnalano quelli dedicati all’arte e allo spettacolo (9 e 11 settembre); all’insegnamento dei chirurghi, i quali potranno utilizzare sistemi di simulazione per affinare la loro formazione (9 e 11 settembre); allo sport e al superamento delle disabilità (10 e 13 settembre); all’industria e alla quarta rivoluzione industriale che, grazie alla robotica, migliorerà la vita dei lavoratori liberandoli da incombenze pericolose, faticose, usuranti (11 settembre); al rapporto con l’etica e con la regolazione normativa (11 settembre); al miglioramento della logistica farmaceutica (11 settembre); alla cooperazione umanitaria e alla solidarietà, per contribuire a vincere le diseguaglianze (12 e 13 settembre). Una giornata, quella del 12 settembre, sarà dedicata agli investitori, per conoscere le opportunità che Pisa e la Toscana offrono per garantire lo sviluppo di un’eccellenza italiana leader a livello mondiale com’è la robotica.

Il festival è ospitato in 12 location, scelte fra le più suggestive del centro storico di Pisa e che, in buona parte, coincidono con alcune sedi delle istituzioni che hanno contribuito a promuovere il festival, come organizzatori o co- promotori scientifici. Per affrontare le tematiche del festival, attraverso una vasta gamma di eventi, è altrettanto ricco il panel dei relatori: scienziati, intellettuali, artisti che presenteranno le sfide più entusiasmanti e presenteranno in anteprima alcuni dei progetti che avranno un alto impatto per migliorare la vita dell’uomo. In occasione della cerimonia inaugurale di mercoledì 7 settembre e dei due concerti in programma al Teatro Verdi di Pisa sabato 9 e martedì 12 settembre è prevista la presenza di robot sul palcoscenico per collaborare con gli artisti e con i direttori dell’orchestra.

“Il festival nella formula proposta per questo suo primo anno – sottolinea Franco Mosca, presidente della fondazione Arpa, organizzatore e principale sostenitore, professore emerito dell’Università di Pisa e direttore del festival – appare come lo sviluppo di una manifestazione progettata anni addietro da Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – e che sostanzialmente si materializza nel programma che sarà ospitato alla Stazione Leopolda , una delle tante sedi della manifestazione, a Pisa. Con la condivisione di tutte le componenti che nell’area Pisana si occupano di robotica è nata l’ampia, articolata e ambiziosa formula attuale. La priorità è stata la cura dell’aspetto scientifico del festival: è ragionevole ritenere che – aggiunge Mosca -questo scopo sia stato raggiunto, nonostante le difficoltà incontrate nel costruire il budget minimo indispensabile. Superando paure, diffidenze e sospetti il festival mira a trasmettere un convincente messaggio positivo: la robotica si pone al servizio dell’umanità, capace di migliorare la vita delle persone affrancandole da tante incombenze, rendendo per loro praticabili ampi spazi per pensare, ideare, creare un nuovo mondo. ‘Robot’ significa dunque ‘servizio’, decisamente oltre rispetto alle già acquisite evidenze della straordinaria utilità della robotica in area sanitaria: per chirurgia, riabilitazione, handicap. Gli appuntamenti dedicati alla cooperazione umanitaria – conclude Mosca – vogliono richiamare l’attenzione sulle enormi potenzialità che la tecnologia offre a sostegno delle aree sottosviluppate del pianeta”.

“Una tecnologia avanzata comprensibile ed ‘amichevole’. E’ lunga la genesi dell’ideazione di questo Festival, che risale al 1992 – spiega Paolo Dario, coordinatore del comitato scientifico e direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – quando organizzammo la prima mostra di robotica nell’aula magna della Scuola Superiore Sant’Anna, su una linea che nel corso dei decenni abbiamo sempre perseguito: essere alla frontiera dell’innovazione tecnologica, ma prestando sempre attenzione – o anticipando – la dimensione sociale ed etica della tecnologia stessa. Facevamo bene: sono in molti oggi a temere i robot non tanto come ‘nemici’ dell’uomo quanto piuttosto come ‘ladri’ di lavoro. Se questo rientra nel novero delle possibilità, io ritengo che una lettura non difensiva e contraria allo sviluppo della tecnologia (sempre difficile, se non impossibile) sia di gran lunga preferibile. Diventare costruttori – e non soltanto utilizzatori – di robot è per il nostro Paese una opportunità concreta per mantenere e persino aumentare i posti di lavoro. Noi i robot li sappiamo ideare, sviluppare e costruire in Italia, e di questo dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi. Abbiamo quindi pensato il nostro festival – continua Paolo Dario – come un’occasione per spiegare, mostrare, raccontare cos’è la robotica oggi, sfatandone timori ingiustificati senza con ciò alimentare miti trionfalistici. Semplicemente, dando a tutti i visitatori il modo di toccare con mano e di confrontarsi direttamente con i protagonisti di questa grande rivoluzione tecnologica, che dobbiamo sapere sfruttare a nostro vantaggio”.

“L’idea del festival – commenta la direttrice del Centro di Ricerca “E.Piaggio” dell’Università di Pisa, Arti Ahluwalia – è quella di mostrare l’orizzonte della ricerca in robotica oggi e cioè un mondo in cui gli automi possano concretamente migliorare la qualità della vita delle persone attraverso interazioni con l’essere umano, sia fisiche che emotive. Uno scenario che si fonda in modo essenziale sulla conoscenza di come funzionano il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni, per poter progettare sistemi, macchine, materiali e tecnologie robotiche bio-ispirate al servizio dell’essere umano, per esempio nuovi dispositivi biomedicali, o robot in grado di muoversi in modo naturale e sicuro, per l’assistenza di pazienti o per lavorare accanto all’uomo. Una ricerca, quindi, che parte dallo studio dell’uomo e passa attraverso l’artificiale, per poi tornare all’uomo”.

La robotica caratterizza Pisa in Italia e nel mondo -sottolinea il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – come una delle realtà dove si è più sviluppata e, grazie ai tanti ricercatori che ogni giorno danno il loro contributo, la città è riconosciuta tra i leader a livello mondiale. Il Festival internazionale della robotica, alla sua prima edizione, presenta già una dimensione di vasto respiro, con approfondimenti sulle evoluzioni delle tecnologie e con il dibattito sulle implicazioni sociali ed economiche di una delle discipline più importanti per il presente e per il futuro. Il Comune di Pisa affianca e sostiene quello che si candida a diventare un altro grande festival che caratterizzerà Pisa. In pochi anni gli eventi ricorrenti della città si sono moltiplicati e questo costituisce un segno di vitalità e di collaborazione fra le diverse istituzioni”.

01 agosto 2017

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