AREA ABBONATI - Accedi ai notiziari

DIRE veneto

Sanità, Boron: “Entro giugno nascerà azienda zero”

VENEZIA – L’azienda zero della sanità veneta nascerà “entro giugno” con l’approvazione del progetto di legge del presidente della Regione Luca Zaia, poi, “nella seconda parte dell’anno si parlerà del piano socio sanitario 2016-2022”. Lo conferma oggi, a margine del Consiglio regionale straordinario del Veneto, il presidente della commissione sanità, Fabrizio Boron, che sta lavorando alla stesura finale della legge, che sarà accompagnata anche da un maxi emendamento. L’azienda zero, sottolinea il consigliere ribadendo quanto spiegato dallo stesso Zaia, verrà discussa in aula dopo il bilancio (la cui seduta è già fissata per la settimana prossima). Potrà dunque prendere vita subito, mentre per la riduzione delle Ulss e per il piano si va verso la fine dell’anno. Le nuove Ulss partiranno l’anno prossimo.

veneto_consiglioOggi, infatti, a palazzo Ferro Fini, si è riunito un Consiglio straordinario, chiesto dal Pd, per parlare di queste questioni. E i democratici, a più riprese, hanno chiesto alla Giunta il ritiro del progetto di legge sull’azienda zero, richiesta alla quale Zaia ha detto “no”. Piero Ruzzante, per esempio, oltre a proporre di fermare il pdl “perché persino i sindaci della lega non lo hanno avallato”, ha chiesto di “anticipare qui e subito i temi del prossimo piano socio sanitario”. La capogruppo Alessandra Moretti, che ha parlato per prima, ha detto di essere “favorevole alla riduzione della Ulss” (era anche nel suo programma da candidata presidente), perché “è necessario e doveroso”, ma ha chiesto “una nuova formulazione, alla quale noi parteciperemmo volentieri”. La dem ha sottolineato l’importanza di tenere conto dell’invecchiamento della popolazione veneta, “che conta 148 anziani sopra i 65 anni di fronte a 14 nati”, del bisogno di strutture di prossimità e di un piano socio sanitario che “deve fare sintesi e integri i problemi”.

veneto_consiglio2Già sabato, il Pd aveva affrontato il tema in una conferenza stampa, ma oggi ha rafforzato il concetto in aula. “Quello che ha fatto Zaia con le nomine dei nove direttori generali e il commissariamento delle altre aziende a fine anno non è scritto in nessuna legge”, ha detto Claudio Sinigaglia. “L’idea era di ridurre le Ulss a sette e invece i direttori sono nove, qui per riformare si parte dal tetto e invece bisogna ritirare il progetto di legge e ripartire”. Piuttosto “facciamo un nuovo piano socio sanitario con riduzione delle aziende e lavoriamo sulle strategie”.

Giovanna Negro della lista Tosi ha chiesto perché “sono state commissariate aziende che non erano in rosso”, e ha ventilato che alcuni dei nominati da Zaia non fossero nelle liste dei manager che avevano partecipato ai bandi. Su questo il presidente ha risposto che “invece c’erano. E se qualcuno riscontra una cosa diversa vada in Procura”. Un altro democratico, Graziano Azzalin, ha domandato quale sarebbe la logica di efficientamento che sottosta alle nomine di Zaia e ha parlato del “più macroscopico degli insuccessi del presidente”.
Il Pd, ha poi parlato di una mozione che tratta tutte queste questioni e che è stata firmata anche dal M5s e lista Tosi, ma il documento non è stato votato oggi. Il perché lo spiega il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti. “Il documento sarebbe dovuto arrivare assieme alla richiesta del consiglio straordinario, ma è arrivato oggi a metà seduta. Quindi andrà in calendario e sarà discusso in una delle prossime sedute”. Zaia, da parte sua, ha replicato colpo su colpo e ha ribadito che sia sull’azienda zero che sulla riduzione delle Ulss si va avanti.

di Angela Sannai, giornalista professionista

01 febbraio 2016

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»

DIRE

DIRE.it – Documenti Informazione REsoconti dal 1988