“Giù le mani dalla posidonia”, in Sardegna minoranza all’attacco

La maggioranza vuole approvare una legge per far rimuovere i banchi di posidonia prima dell'estate. I progressisti attaccano: "Non va toccata o si altera equilibrio coste"
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CAGLIARI – Posidonia sì posidonia no. L’ultimo fronte di scontro che si apre in Sardegna tra maggioranza e Progressisti del Consiglio regionale sardo è quello sulla posidonia, la particolare alga tipica del Mediterraneo che si accumula nel periodo invernale sulle spiagge formando come dei banchi in prossimità del bagnasciuga e che ha importanti funzioni per il mantenimento dell’arenile. La maggioranza ritiene che sia opportuno rimuoverla in vista dell’estate (esteticamente non è bellissima e talvolta può emanare un cattivo odore) per poi riportarla sulle spiagge in autunno. O alla peggio buttarla. E lo hanno scritto in una legge già approvata in commissione Ambiente. Per la minoranza, però, la posidonia non deve essere toccata per non alterare il ciclo naturale delle coste. E si prepara a dare battaglia.

Così, dopo il caos trasporti e il disegno di legge della giunta per riesumare i consigli di amministrazione negli enti regionali, si annuncia una nuova battaglia tutta ambientale. La proposta di Partito sardo d’azione (Psd’Az) e Lega prevede la rimozione temporanea dei cumuli di alghe nella stagione primaverile ed estiva attraverso mezzi meccanici, e il riposizionamento nelle spiagge dall’autunno. Se questo non fosse possibile, si legge nel testo, è previsto in ultima ratio lo smaltimento in discarica.

La minoranza attacca: “Questa legge è stata approvata in commissione Ambiente senza alcun coinvolgimento dei Comuni– spiega la consigliera Maria Laura Orrù del gruppo Progressisti- e, fatto ancor più grave, senza il parere del Consiglio delle autonomie locali, sollecitato più volte dagli esponenti di opposizione, in quanto fondamentale e obbligatorio. Di fatto la maggioranza in commissione ha imposto l’approvazione della norma che ora arriverà a breve in aula. Dove porteremo avanti una battaglia agguerrita”.

Entrando nel merito della norma, prosegue Orrù, “deve essere chiaro che la posidonia non è un rifiuto, ma un bene prezioso per la tutela delle coste sarde. E aggiunge: “È impensabile che venga gestita dai Comuni senza un piano costiero mirato. È una questione troppo delicata, tutto il mondo scientifico è contrario all’utilizzo dei mezzi meccanici sull’arenile ma la maggioranza continua su questa linea. Stanno sottovalutando i danni che una norma così formulata arrecherebbe alla posidonia e alla tutela delle coste. Peraltro, il testo è al limite della legittimità perché non è certo, in assenza di adeguata istruttoria, che la Regione possa legiferare su questa tematica”.

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31 Gennaio 2020
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