Baglioni, un nuovo album ma niente più Sanremo: “Non si esce Papi per rientrare cardinali”

Il cantautore romano ha presentato il nuovo album di inediti ‘In questa storia che è la mia’, e si è lasciato andare ad una battuta sul Festival che ha condotto per due edizioni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Tornare a Sanremo? Non si può uscire Papi e rientrare Cardinali”. Claudio Baglioni, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo album di inediti, ‘In questa storia che è la mia’, risponde con una battuta alla domanda sulla possibilità di tornare magari un giorno a Sanremo, sul palco del Festival che ha condotto, con ottimi risultati, in due occasioni. Un evento, quello del Festival della canzone italiana, che non è a rischio, nonostante l’emergenza sanitaria: “L’Ariston ha un profumo mitico- ha detto il cantautore romano-. Non è però grande in fatto di dimensioni. Tutto quello che si fa è reso difficile dal punto di vista dello spazio”. Da Sanremo “sono uscito con la ‘vita salva’ e con un buon riscontro dal punto di vista qualitativo. Penso che si farà, con le dovute cautele”.

LEGGI ANCHE: Covid, incontro tra i coordinamenti musica e spettacolo e Alessandra Carbonaro (M5s)









Previous
Next

Quattordici tracce inedite, una ouverture, quattro interludi piano e voce, un finale, sette anni dopo ‘ConVoi’. L’album ‘In questa storia che è la mia’, in uscita il 4 dicembre, è un viaggio nel passato lungo 78 minuti, “un disco antico, demodè– lo descrive Baglioni-, con uno spirito Anni ’70, echi che tornano. Ma è anche un disco in cui c’è tanta musica, tante linee melodiche. Ho cercato come linea guida l’emozione”. Una questione di tempo, “che è l’avversario micidiale di ognuno di noi. Per quanta sia la tua capacità di affrontarlo, vincerà sempre lui- continua il cantautore-. Possiamo a volte pareggiare, affiancarci al tempo, per il resto siamo sempre a corrergli dietro. Il vantaggio di fare questo mestiere è di pensare che ci sarà qualcosa, un’opera, un album, che resteranno anche dopo”. Proprio parlando di tempo, il cantautore romano fa un lunghissimo salto indietro: “Ho cominciato a fare quello che faccio ora nel 1964, per caso, partecipando ad un piccolo concorso a Centocelle, il quartiere di Roma dove vivevo. Mi ritrovo ancora a farlo. Pensavo che il successo non sarebbe mai arrivato, e quando è successo ho pensato che sarebbe finito presto. Invece dura ancora. C’è stato pure qualche passaggio a vuoto, ma non mi posso lamentare”.

L’AMORE È IL FIL ROUGE DEL DISCO

L’amore, come in gran parte della sua discografia, ha un peso importante in questo album: “Gran parte della mia produzione ha come contenuto il parlare dell’avventura e della disavventura del vivere e una parte preponderante ce l’ha l’amore. Questo album improntato su questo: tolti il primo e l’ultimo brano, ho cercato di andare a pescare tanti momenti di una vicenda amorosa“. In cuor suo Baglioni sente che “è un buon lavoro. Ho pensato spesso che il disco non l’avrei finito”. È un album che lo ha impegnato per tre anni, meditato, caratterizzato da un lungo fare e disfare, creare e ricreare, prendere e lasciare.

“IL COVID? MI HA PARALIZZATO”

“Una vicenda che mi ha paralizzato”. È l’effetto che ha avuto la pandemia su Claudio Baglioni, soprattutto sulla sua produzione artistica. Il cantautore romano, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo album di inediti, racconta come sta vivendo questo periodo, anche dal punto di vista artistico, fin dall’inizio della pandemia. “La mia vita personale non è cambiata molto- ha raccontato Baglioni- non sono mai stato uno che la sera usciva tanto. Ho avuto molto spesso bisogno di stare da solo. Anche per rifiatare, per compensare i momenti in cui si sta in mezzo a tanta gente. Questa chiusura non mi ha toccato più di tanto personalmente. Non mi aspetto un mondo tutto nuovo ma l’idea di rifare tutto proprio com’era prima mi preoccupa”. Però, “ha fermato incredibilmente il lavoro. Ho rimandato concerti, ci sono stati tanti disagi. Una vicenda che mi ha paralizzato. Una vicenda irreale. In questa confusione, sono stato fermo 3-4 mesi senza fare niente”. Ma, secondo Baglioni, “sarebbe un peccato, un disastro, una bestemmia se non sapessimo prendere il meglio da questa situazione”. La pandemia sta sicuramente pesando su tutto il settore della musica: “Conosco la situazione, sono un lavoratore, anche se graduato, del mondo dello spettacolo. Siamo rimasti tutti appiedati da questa situazione”.

LEGGI ANCHE: Nasce il fondo creato da Fedez e colleghi per i lavoratori della musica

IL MONDO DELLA MUSICA TRA I PIÙ PENALIZZATI

Il settore “è forse uno dei più toccati dalle misure di restrizione. Conosco le storie personali di ognuno dei lavoratori. In oltre 50 anni di esibizioni la nostra ‘famiglia’ si è allargata, tante maestranze sono in difficoltà“, ha proseguito il cantante. Baglioni non ha “ricette, forse non ce n’è una sola, tranne quella di operare, senza firmare appelli, c’è da rimboccarsi le maniche, anche personalmente. L’abbiamo fatto, con sottoscrizioni personali che non elenchiamo. Abbiamo creato fondi per dare sostegno. In effetti è mancato il 100% del lavoro, non è stato decurtato. È ancora più in difficoltà rispetto agli altri settori. Serve un sostegno economico, ma pure cercare nuove forme”. Da non scartare l’idea delle esibizioni in streaming o in video: “Non sono d’accordo con il no ai concerti in streaming o in tv a distanza. Io ne ho fatti, ma serve una forma accattivante”. Ovviamente “non è la stessa cosa, soprattutto dal punto di vista dell’acustica, il prossimo concerto dal vivo che farò avrà oltre 100 orchestrali. Se riuscissimo a creare forme nuove di lettura dei concerti potremmo farcela, creare interazione”, ha concluso il cantautore romano.

IL RITORNO LIVE NEL 2021

I prossimi concerti dal vivo, infatti, saranno dodici solo a Roma, per sessantamila persone. Torna live nel 2021 Claudio Baglioni, con lo spettacolo ‘Dodici Note’, che partirà dalle Terme di Caracalla di Roma, dal 4 al 18 giugno 2021: saliranno sul palco l’orchestra sinfonica, il coro lirico, il suo gruppo di solisti e coristi. Si sposterà poi a Siracusa e a Verona. Alle date romane, infatti, seguiranno quattro appuntamenti live in due teatri luoghi d’arte: il 16 e 17 luglio al Teatro Greco di Siracusa e l’11 e 12 settembre all’Arena di Verona. “Sarà emozionante ricominciare- ha detto Baglioni- Sono fiducioso. Ci sarà un organico numeroso”, ha spiegato, tra cui “l’orchestra, un coro lirico di 30 elementi, 7 voci moderne, poi la mia band, 15 musicisti”. I biglietti sono disponibili su TicketOne, nei punti vendita e nelle prevendite abituali. I biglietti già acquistati per le date inizialmente previste per il 2020 rimangono validi per le nuove date corrispondenti. 

“RINGRAZIO TOTTI PER IL MIO BRANO NEL SUO DOCUFILM”

“Lascia che sia tutto così/E il vento volava sul tuo foulard/Avevi già preso con te/Le mani le sere la tua allegria”. Si apre così ‘Solo’, 45 giri di Claudio Baglioni incisa nel 1977, con l’altro singolo ‘Quante volte’, inserito nel docufilm ‘Mi chiamo Francesco Totti’. Le note della canzone fanno da colonna sonora alle immagini del capitano della Roma mentre si prepara ad entrare in campo prima della sua ultima partita, giocata contro il Genoa il 28 maggio del 2017. “Non ho visto il docufilm su Totti– ha detto Baglioni in conferenza- Mi hanno mandato le immagini dell’ultima parte, era la vigilia dell’ultima partita, appena prima di entrare in campo. Non lo sapevo, sono grato della scelta. Guardandola, fa strano vedere queste due cose insieme. Non pensavo potesse accompagnare un mito moderno“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»