Banda larga per tutti entro il 2020, la Sardegna dà il via all’Agenda digitale

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L'ultima tappa di presentazione dell'Agenda digitale
L’ultima tappa di presentazione dell’Agenda digitale

CAGLIARI – I primi passi sono il fascicolo elettronico e quello di giustizia digitale, ma l’obiettivo è portare la banda larga, ora molto poco diffusa, a tutti i sardi. “L’auspicio è che la Sardegna, che è un luogo di silenzio, ma anche di cultura e di tradizione antichissime, possa diventare un territorio dove il digitale aiuti le persone a vivere meglio. E spero che nel 2020, quando sarà concluso questo percorso, sia anche il luogo della realizzazione di una più completa democrazia”. Così l’assessore agli Affari generali Gianmario Demuro, che oggi a Cagliari alla ex Vetreria Pirri ha chiuso il tour di presentazione dei contenuti dell’Agenda digitale della Sardegna, che ha tra gli obiettivi quello di migliorare, attraverso le nuove tecnologie, i servizi della pubblica amministrazione.

Tra le iniziative intraprese in un’ottica di semplificazione e modernizzazione della macchina amministrativa, quelle del fascicolo elettronico e di giustizia digitale. E naturalmente il potenziamento dei servizi online e la diffusione della banda ultra larga nel territorio. Le cifre sono note: le risorse disponibili per la realizzazione dei progetti ammontano a 307 milioni di euro, per la gran parte di provenienza europea. Altre somme sono stanziate dal Governo nazionale (19 milioni) e dalla Giunta regionale (85 milioni).

Ma è nella realizzazione delle infrastrutture dei servizi digitali la vera sfida della Regione, con un obiettivo ambizioso: passare dall’attuale 8,5% di popolazione dell’isola raggiunta da banda ultralarga, (con una velocità superiore ai 30 Mbps, lo standard minimo) al 100% nel 2020. Ma non basta: nel piano quinquennale si passerà dal 0% attuale di popolazione raggiunta da banda ultralarga con velocità superiore ai 100 Mbps, al 50%. Tradotto: metà dei sardi potranno usufruire della banda ultralarga più veloce, anche nelle zone più interne e nelle aree rurali dell’isola.

“In Sardegna ci sono 377 comuni ma solo in 18, quelli più popolosi, i privati potranno investire in infrastrutture senza interventi pubblici- spiega Antonello Pellegrino, direttore generale degli Affari generali-. Negli altri 359 sta intervenendo la Regione, a partire dalle zone interne. C’è in corso una gara da 45 milioni di euro per affidare la realizzazione della banda ultralarga delle zone rurali“.

Di Andrea Piana – Giornalista

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