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Violenze in carcere, Salvini: “Conosco accusati, non hanno fatto nulla di male”. Cartabia: “Oltraggiata divisa”

Il leader leghista prosegue nella sua difesa delle forze dell'ordine dopo le 52 misure cautelari per le violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ma il centrosinistra lo attacca e chiede l'intervento di Cartabia
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ROMA – Si accende la battaglia politica sulla vicenda delle violenze avvenute lo scorso aprile nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Dopo la notizia delle ordinanze di misura cautelare nei confronti di 52 persone in servizio in diversi uffici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria della Campania, con 8 soggetti finiti in carcere, 18 agli arresti domiciliari, 3 con l’obbligo di dimora e 23 sospesi dalle funzioni, e la pubblicazione su ‘Il Domani’ del video delle violenze, Matteo Salvini prosegue nella sua difesa delle forze dell’ordine mentre dal centrosinistra si solleva un’ondata di indignazione e viene richiesto l’intervento della ministra della Giustizia Marta Cartabia. I 52 dipendenti sono accusati, a vario titolo, di torture pluriaggravate ai danni di numerosi detenuti, maltrattamenti pluriaggravati, lesioni personali pluriaggravate, falso in atto pubblico (anche per induzione) aggravato, calunnia, favoreggiamento personale, frode processuale e depistaggio.

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LETTA: “IMMAGINI GRAVISSIME”. E FIANO CHIEDE L’INTERVENTO DI CARTABIA

“Immagini gravissime su cui la Magistratura farà piena luce. La legge vale per tutti e in Italia vige lo stato di diritto. Abusi così intollerabili non possono avere cittadinanza nel nostro Paese. A maggior ragione gravi perché ascrivibili a chi deve servire lo Stato con lealtà e onore”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta interpellato dal quotidiano Domani, il primo a diffondere il video sulle violenze avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. E il deputato dem Emanuele Fiano a Montecitorio ha chiesto che la ministra Cartabia “venga in aula a riferire su quanto è accaduto, con una precisazione: vorremmo sapere se nessuno dei livelli superiori di quegli agenti avesse saputo o sapeva. Sono violenze che ci fanno inorridire, violenze non lecite in un paese democratico come il nostro, con detenuti picchiati e umiliati senza motivo. Le violenze su alcuni detenuti del carcere di Santa Maria Capua a Vetere indignano profondamente la nostra coscienza civile e pretendiamo giustizia”. Mentre la presidente dei senatori dem Simona Malpezzi parla su Twitter di “immagini che infangano il prezioso lavoro di migliaia di agenti” e ha attaccato Salvini: “Grave la sua ambiguità e strumentalizzazione”.

RIUNIONE STRAORDINARIA AL MINISTERO: “INIZIATIVE IMMEDIATE

Intanto questa mattina si è tenuta una riunione straordinaria al Ministero della Giustizia sulla situazione nelle carceri, dopo gli sviluppi dell’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere. La Ministra, Marta Cartabia, spiega una nota del ministero, ha convocato alle ore 9.00 il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Bernardo Petralia, il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma e il Sottosegretario Francesco Paolo Sisto (la Sottosegretaria Anna Macina, che non era presente al Ministero, è stata aggiornata telefonicamente). Sconcertati dalle immagini diffuse, i partecipanti hanno espresso la più ferma condanna per la violenza e le umiliazioni inflitte ai detenuti, che non possono trovare né giustificazioni né scusanti. La Ministra ha chiesto approfondimenti sull’intera catena di informazioni e responsabilità, a tutti i livelli, che hanno consentito quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere; e un rapporto a più ampio raggio anche su altri istituti. Ha altresì assunto, d’accordo con tutti i partecipanti, immediate iniziative, che riguardano sia la situazione contingente, sia le attività proiettate in un più lungo periodo.

Oggi, una volta ricevuta formale trasmissione da parte dell’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere dell’ordinanza di custodia cautelare, sono state immediatamente disposte le sospensioni di tutti i 52 indagati raggiunti da misure di vario tipo. Il Dap sta valutando ulteriori provvedimenti anche nei confronti di altri indagati, non destinatari di iniziative cautelari, e ha disposto altresì un’ispezione straordinaria nell’Istituto del casertano, confidando nel pronto nulla osta dell’Autorità Giudiziaria. La Ministra ha inoltre sollecitato un incontro con tutti gli 11 Provveditori regionali dell’Amministrazione penitenziaria, che il Dap sta già organizzando, e un analogo incontro con tutte le rappresentanze sindacali del personale dell’Amministrazione penitenziaria, sia del Corpo di Polizia Penitenziaria che delle altre figure professionali, già fissato per il 7 luglio dal Sottosegretario Sisto. Utili ulteriori spunti di riflessioni sono stati portati dal Garante nazionale delle persone private della libertà, con particolare riferimento “alla deriva culturale che tali immagini evidenziano”. Nella riunione, è stata inoltre da tutti ribadita la necessità di procedere tempestivamente al ripristino dell’intera rete di videosorveglianza attiva negli istituti. È stata infine soprattutto sottolineata la necessità di rafforzare ulteriormente l’attività di formazione, già in corso, di tutto il personale dell’Amministrazione penitenziaria, anche con l’incremento delle professionalità destinate alla formazione obbligatoria. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di assumere queste iniziative, perché fatti analoghi non possano ripetersi, anche a salvaguardia della funzione e dell’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria.

CARTABIA: “TRADITA LA COSTITUZIONE

“Un’offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore, per il difficile, fondamentale e delicato compito che è chiamato a svolgere”. Davanti ai video pubblicati di quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere l’anno scorso, il 6 aprile 2020 – fatti salvi gli ulteriori accertamenti dell’Autorità Giudiziaria e tutte le garanzie per gli indagati – la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, parla di “un tradimento della Costituzione: l’art.27 esplicitamente richiama il ‘senso di umanità’, che deve connotare ogni momento di vita in ogni istituto penitenziario”. “Si tratta di un tradimento – aggiunge la Ministra – anche dell’alta funzione assegnata al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre in prima fila nella fondamentale missione – svolta ogni giorno con dedizione da migliaia di agenti – di contribuire alla rieducazione del condannato”.

“Di fronte a fatti di una tale gravità non basta una condanna a parole. Occorre attivarsi – aggiunge la Guardasigilli – per comprenderne e rimuoverne le cause. Occorre attivarsi perché fatti così non si ripetano”. “Ho chiesto un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull’intera catena di responsabilità”, annuncia la Guardasigilli, secondo cui questa vicenda – “che ci auguriamo isolata” – richiede “una verifica a più ampio raggio, in sinergia con il Capo del Dap, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e con tutte le articolazioni istituzionali, specie dopo quest’ultimo difficilissimo anno, vissuto negli istituti penitenziari con un altissimo livello di tensione”. “Oltre quegli alti muri di cinta delle carceri – avverte la Ministra Cartabia – c’è un pezzo della nostra Repubblica, dove la persona è persona, e dove i diritti costituzionali non possono essere calpestati. E questo a tutela anche delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che sono i primi ad essere sconcertati dai fatti accaduti”. 

SALVINI: “CONOSCO GLI ACCUSATI, SONO CONVINTO NON ABBIAMO FATTO NULLA DI MALE”

Il leader della Lega, intervistato nel corso della trasmissione ‘Barba&Capelli’ in onda su Radio Crc Targato Italia, ha infatti ribadito il suo appoggio alle forze dell’ordine, già manifestato dopo l’emissione delle 52 misure cautelari. “Chi sbaglia paga soprattutto se indossa una divisa – ha spiegato Salvini – però non si possono coinvolgere tutti i 40mila donne e uomini di polizia penitenziaria e non si possono sbattere in prima pagina con nomi e cognomi. Serve rispetto per uomini in divisa che ci proteggono in strada, i singoli errori vanno puniti. Conosco quei padri di famiglia sotto accusa e sono convinto che non avrebbero fatto nulla di male”. Il leader del Carroccio ha anche confermato la sua presenza nella cittadina casertana domani, giovedì 1 luglio, alle 17.

FRATOIANNI: “SALVINI E MELONI ANCORA CONVINTI DEL SOSTEGNO AGLI INDAGATI?”

“Che le carceri italiane siano un inferno per i detenuti e anche per chi li custodisce è cosa nota purtroppo. Ma quanto accaduto a Santa Maria Capua Vetere non c’entra quasi nulla con questo”. Così il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. “Le immagini diffuse da Il Domani – prosegue il leader di SI – e che abbiamo visto tutti sono inequivocabili e disgustose: una vera e propria spedizione punitiva da parte di uomini in divisa che dovevano rappresentare lo Stato democratico. Comportamenti inconcepibili e inaccettabili. Una violenza di branco crudele e ingiustificabile. Una vendetta. Nulla a che vedere con la giustizia. Ed è altrettanto evidente che qui non si parla di ‘mele marce’. Quello che vediamo in azione è un sistema coordinato e organizzato, che dietro la divisa cela i più basilari istinti animali“. Fratoianni ha poi attaccato i leader della destra: “Vedo che Salvini andrà a portare ‘solidarietà’ a questi agenti che gettano fango sul nostro Paese e le nostre istituzioni. Ne è ancora proprio convinto? E ora Meloni continuerà a difendere a prescindere da quanto è avvenuto? Comunque non ne sono sorpreso, sono coloro che hanno sempre ironizzato sul contrasto alla tortura e boicottato ogni iniziativa legislativa in tal senso“. Ciò che spera il segretario nazionale di Sinistra italiana è che “la giustizia faccia rapidamente il suo corso e ogni colpevole di questa orribile mattanza paghi per ciò che ha commesso. Ma credo anche che sia il momento di misure concrete: una forte azione di contrasto al sovraffollamento delle carceri, e l’approvazione – conclude – delle norme sull’identificazione precisa delle forze dell’ordine che si macchiano di reati così odiosi attraverso il codice identificativo”.

PIÙ EUROPA: “ABUSO DI POTERE EVIDENTE, STATO INCAPACE DI CONTROLLARE”

“Persone affidate allo Stato che vengono umiliate, picchiate, aggredite in una situazione di assoluto controllo da parte delle forze dell’ordine: saranno ovviamente i giudici ad emettere la sentenza ma l’abuso di potere è talmente evidente che non c’è molto da dire sulla vicenda dei pestaggi al Carcere di Santa Maria Capua Vetere. È sicuramente preoccupante che lo Stato sia incapace di controllare le proprie articolazioni”. Lo dichiara Manuela Zambrano, della segreteria di Più Europa. “Ci chiediamo, in particolare, quali siano state le direttive impartite ai 50 agenti autori dei gravi reati verso i detenuti. Ci chiediamo dove fossero il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice del carcere in questi momenti così importanti. Fa rabbrividire – sottolinea Zambrano – la difesa cieca e generica da parte di Matteo Salvini degli agenti coinvolti. Avallare, difendere e coprire politicamente determinati comportamenti non vuol dire difendere la polizia penitenziaria ma infangarla. Salvini piuttosto condanni i reati di queste poche mele marce e renda onore a chi ogni giorno, con dedizione e rispetto delle leggi dello Stato, opera nei penitenziari italiani”, conclude Zambrano.

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