Ogm, il Parlamento europeo boccia il divieto per i singoli Stati

ROMA - Il Parlamento europeo ha respinto un progetto
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ogmROMA – Il Parlamento europeo ha respinto un progetto di legge comunitaria che avrebbe permesso ai singoli Stati membri di limitare o vietare la vendita e l’utilizzo sul proprio territorio di alimenti o mangimi Ogm già approvati a livello Ue (codecisione, prima lettura). I deputati sono preoccupati che questa legge “potrebbe dimostrarsi irrealizzabile o condurre alla reintroduzione di controlli alle frontiere tra i Paesi favorevoli e quelli contrari agli Ogm”. Hanno quindi chiesto alla Commissione di presentare un nuovo progetto di legge.

Il commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha detto che la Commissione europea non ritirerà la proposta legislativa, che sarà ora discussa dai ministri europei. “Il voto di oggi ha inviato alla Commissione europea un chiaro segnale. Questa proposta potrebbe andare contro ciò che si è ottenuto con il mercato unico e con l’unione doganale”, dice il relatore Giovanni La Via (Partito popolare europeo- Ppe, It), la cui raccomandazione di respingere la proposta è stata approvata con 579 voti favorevoli, 106 voti contrari e 5 astensioni.

Il relatore Giovanni La Via (Partito popolare europeo- Ppe, It), spiega che “sono state espresse serie preoccupazioni circa la mancanza di qualsiasi analisi d’impatto, sulla compatibilità della proposta con il mercato unico e ne è stata anche messa in discussione la sua reale attuazione” ma “non è stata fornita nessuna valutazione sulle potenziali conseguenze o su altre opzioni percorribili”, aggiunge. “Credo che questa proposta potrebbe avere conseguenze negative sull’agricoltura comunitaria, che dipende fortemente dalle forniture di proteine provenienti da fonti OGM, e potrebbe anche avere effetti negativi indiretti sulle importazioni. Infine, sussistono preoccupazioni circa la possibilità che questa proposta possa essere applicata, poiché non ci sono controlli alle frontiere nell’Ue”, conclude La Via.

La proposta, che andrebbe a modificare la legislazione EU esistente per permettere agli Stati membri di limitare o proibire l’utilizzo sul proprio territorio di alimenti e mangimi geneticamente modificati approvati dall’Ue, è stata presentata dalla Commissione il 22 aprile 2015.

La Commissione ha suggerito che questa proposta dovrebbe essere modellata sulla falsariga di un’altra legislazione europea, quella sulla coltivazione degli Ogm, che è entrata in vigore a inizio aprile di quest’anno. Tali norme permettono agli Stati membri di vietare la coltivazione sul proprio territorio degli Ogm approvati a livello europeo. La differenza è che, mentre la coltivazione ha luogo necessariamente sul territorio di uno Stato membro, il commercio di Ogm supera le frontiere nazionali. Questo significa che un divieto nazionale “sulla vendita e sull’utilizzo” potrebbe essere difficoltoso o impossibile da far rispettare, senza reintrodurre controlli alla frontiera sulle importazioni.

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