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Ultimo festival dei micro editori d’arte a Bologna (Fruit Exhibition) con rincaro biglietti

Il market internazionale e indipendente celebra la sua decima edizione e decide di fermarsi

Pubblicato:28-09-2022 16:32
Ultimo aggiornamento:28-09-2022 16:32
Canale: Bologna
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BOLOGNA – Compie 10 anni, alza il prezzo del biglietto (ma c’è la tessera Arci) e dice basta a Bologna Fruit Exhibition, il festival di micro editori d’arte, magazine, etichette musicali, stampatori artigianali, self-publisher, graphic designer, illustratori e artisti, case editrici di grafica contemporanea. Dopo l’edizione digitale del 2020 e l’evento “one day” all’aperto del 2021, nel parco della Montagnola, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente, che si è fatto conoscere in questi anni non solo tra gli addetti ai lavori, si riaffaccia dal 30 settembre al 2 ottobre, questa volta negli spazi ‘rigenerati’ del Dumbo di via Casarini. Il progetto dell’associazione Crudo (in collaborazione con Arci Bologna e con il sostegno di Regione, Comune e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) torna alla struttura originale, con un evento di tre giorni che riunisce i migliori esempi di pubblicazioni indipendenti e un programma di incontri, proiezioni, mostre e workshop, ma appunto si tratta dell’ultima edizione. Lo certifica Anna Ferraro, fondatrice e direttrice di Fruit Exhibition, parlandone interpellata alla conferenza stampa di lancio della decima edizione, in Comune a Bologna. “Questa sarà l’ultima edizione. Al momento non ci sono nuove idee, di festival o altro, ma se qualcuno vuol raccogliere il testimone mi metto a disposizione per dare una mano. Perché terminiamo qui? Sono tante le motivazioni, di contesto anzitutto. Diciamo che è tutto molto impegnativo ma allo stesso tempo non è il nostro lavoro, quindi è difficile ritagliarsi gli spazi giusti ormai. Non ci sono più le condizioni per assumersi un rischio ragionevole, diciamo”.

IL COMUNE: LE COMPETENZE RIMANGONO, PRENDIAMOCI TEMPO PER DECIDERE

Fino a qualche anno fa sembrava potesse essere più semplice passare il testimone, visto il rilievo del festival, comunque finanziato quest’anno da 6.000 euro del Comune e 10.800 della Regione, ma dopo il Covid i piccoli eventi si sentono tuttora un po’ compressi. “In ogni caso, le competenze rimangono e sono un patrimonio, anche se un’iniziativa può finire. Prendiamoci tempo insieme per capire se e come proseguire in futuro, in che forma”, distende Elena Di Gioia, delegata del sindaco alla Cultura, a fianco di Ferraro. Se anche la Regione si augura comunque una seconda vita per il festival, oppure qualcos’altro al suo posto comunque in una logica di continuità, come conferma la responsabile dell’ufficio Promozione culturale in viale Aldo Moro Micaela Lipparini, un’altra novità attesa fino a un certo punto è quella del rincaro del biglietto. Quest’anno per i tre giorni della manifestazione sono saliti a 14-20 euro, contro i 6-7 dell’anno scorso, anche se nel ‘pacchetto’ è inclusa la tessera Arci 2022-2023, fanno notare gli organizzatori (per chi la possiede già, il biglietto scende a 9 euro). “Con la riforma del terzo settore- motiva ancora Ferraro- i costi si sono complicati parecchio, per il mondo delle associazioni. E il prezzo fisso della tessera Arci non possiamo deciderlo noi”.

SONO ATTESI ALTRI 100 ESPOSITORI ALL’ULTIMA EDIZIONE

Nel frattempo, la decima e ultima edizione del festival è pronta ad accogliere in via Casarini quasi 100 espositori italiani e internazionali, a sfoggiare libri d’artista, cataloghi, graphic design, zines, edizioni sonore, illustrazione, fotografia, nuove tipologie di stampa e pubblicazioni tradizionali e digitali. Sono due i focus di quest’anno: Invito al viaggio, a cura di Chiara Capodici, book designer e fondatrice della libreria romana Leporello, e Drawing (r)evolution, a cura di Andrea Lo Savio (galleria D406) e Cinzia Ascari, che indaga invece “il crescente interesse- spiegano gli organizzatori- verso il disegno contemporaneo negli ultimi anni, non solo come medium al servizio dell’editoria ma anche come forma artistica autonoma e compiuta sempre più apprezzata nel mercato dell’arte. Tra le proiezioni di “Fruit X”, ci sarà il film Una storia in punta sottile-la bella grafia di Enza Negroni, sulla calligrafa bolognese Barbara Calzolari, la prima donna ad aver ricevuto il prestigioso Master Penman dallo Iampeth (sabato 1 ottobre, alle 21), e due documentari di Emanuele Angiuli: la prima nazionale di C’era Una Volta… La Rivista A Fumetti, che racconta la storia di pubblicazioni come Cannibale, Frigidaire, Orient Express, Valvoline, Dolce Vita, Fuego, Cyborg, Mondo Mongo, Zero, Nova Express, Kappa Magazine, Mondo Naif, nate a Bologna dalla fine degli anni Settanta fino al 1996 (sabato 1 ottobre, alle 12), e Piccolo Gruppo In Moltiplicazione, che propone invece l’esperienza grafica, letteraria e politica, tra disegni, poesie e proclami politici deliranti, di A/traverso, ZUT, Wow, Oask, Il limone a canne mozze, La Congiura dei pazzi, Desir, nella Bologna nella seconda metà degli anni Settanta (domenica 2 ottobre alle 12).

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2022-09-28T16:32:39+01:00