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IPhone, il pericolo è nelle nostre mani: dalla caduta in bagno alla ‘beccata’ di uccello, ecco le rotture improbabili

di Raffaele Marino ROMA - Il pericolo
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di Raffaele Marino

ROMA – Il pericolo è sempre dietro l’angolo ma, nel caso del nostro caro iPhone, sarebbe più opportuno dire che è nelle nostre mani. E’ quanto emerge dalle statistiche fornite dai centri Clinica iPhone. I dati elaborati dal franchising, specializzato nella riparazione dei devices Apple, riportano come principale causa della rottura dello smartphone di Cupertino le nostre maldestre abitudini d’utilizzo.

I numeri, riferiti al 2016, raccontano che su 83.674 rotture dello schermo – sia del vetro che del display-, il 70% è attribuibile alla distrazione del proprietario che provoca la caduta accidentale. Fin qui potrebbe sembrare tutto nella norma, quante volte il telefonino ci è caduto dalle mani schiantandosi a terra e noi siamo rimasti per qualche secondo fermi attivando la modalità “preghierina on”, nella speranza di raccoglierlo intatto.

Il restante 30% svela invece delle dinamiche che non sono così scontate. Iniziamo con il 10% di iPhone volati giù dal balcone e pensiamo a quanto siano stati lunghi quei secondi in cui il padrone ha visto volare via il suo costoso telefono, da quelle distanze è difficile pregare.

Fine simile l’hanno fatta il 4% di iPhone finiti nella tromba delle scale e dell’ascensore, nel primo caso, una testimonianza di come non sempre riusciamo a fare due cose insieme, specialmente se una delle due richiede movimento fisico, nel secondo caso, bhé, quando ti cade il telefono e ti finisce proprio nella fessura tra ascensore e pianerottolo, c’è poco da fare, è proprio sfortuna nera.

Un capitolo a parte lo scrivono i rapporti con i mezzi di trasporto, ma al contrario di come si possa pensare solo il 7% degli iPhone è rimasto schiacciato da auto, moto e autobus (e anche qui la sfiga si accanisce, perché se non ci passava sopra un autobus magari…), mentre ben l’8% è rimasto schiacciato nello sportello dell’auto. Sì proprio in quel momento in cui vi chiedete “ma perché non si chiude ‘sto sportello?!” e con maggior vigore lo spingete una, due, tre volte, per poi capire che qualcosa è rimasto nel mezzo e non lo fa chiudere, ma cosa? Ci siamo capiti.

Il restante 1% è ascrivibile alla sezione “rotture improbabili”, quelle più bizzarre, per certi versi inspiegabili, come il morso di un bambino, la beccata di un pappagallo e quello davvero singolare, dell’iPhone che si rompe cadendo sulla bara del defunto che veniva, potremmo dire immortalato per l’ultima volta, rottura questa, che potrebbe far nascere una lunga discussione sulla vita dopo la morte.

Ma veniamo al dato che nessuno si aspetta, le rotture per “inondazione”, Clinica iPhone riporta ben 1.243 dispositivi danneggiati da liquidi. Volete sapere quali? Ebbene sì, il 70% è caduto nel WC. Lo so, anche voi state pensando quanto rischia il nostro smartphone ogni giorno, sin dalle prime ore dell’alba, dalle prime chattate del buongiorno.

Anche l’alcol, però, può fare brutti scherzi. Attenti a non alzare troppo il gomito mentre siete al telefono e, se proprio volete bere, cercate di non brindare alla salute del vostro smartphone, visto che il 20% dei danni dovuti a liquidi deriva da caduta di vino, spumante o birra.

E se gli Apple addicted non rinunciano mai al loro amato iPhone durante l’ora dell’aperitivo, figurarsi in spiaggia dove il selfie – con bastone annesso – è ormai un doveroso rito. Il risultato finale, però, non è sempre una bella foto ricordo.

Il 7% dei devices in riparazione, infatti, sono caduti nell’acqua del mare o della piscina. Gli amanti della tintarella, però, non sono gli unici che propongono un giro in acqua ai loro smartphone. C’è anche la categoria dei fissati della pulizia, quel 3% che porta il telefono in riparazione perché lo ha lavato in lavatrice…

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